Joshua Maddux, “il ragazzo nel camino”

 Joshua Vernon Maddux vive in una cittadina di appena 7.500 abitanti, nel cuore degli Stati Uniti.
E’ un ragazzo di 18 anni benvoluto da tutti. Uno “spirito libero”, suona il basso, ama scrivere, ha ottimi voti, e a scuola è un volto conosciuto ed amato, definito come uno studente brillante e popolare.
Dopo il divorzio dei genitori vive col padre e due sorelle.
Giovedì 8 maggio 2008 saluta e dice che va a fare una passeggiata nei dintorni.
Nessuno lo rivedrà mai più vivo.

Proprio in virtù del fatto che non aveva problemi o segreti, la sorella non si allarma troppo quando non lo vede rientrare alla sera.
Pensa che abbia scelto di dormire da qualche amico e che si sia dimenticato di avvertire.
Solo che non si vede neanche il giorno dopo.
La cittadina è piccola e se fosse successo qualche incidente si sarebbe saputo. La preoccupazione si fa strada tra i familiari ma viene ricacciata indietro. “Josh è uno spirito libero”, “appena sarà tornato ci faremo una bella risata”.
Passano ancora i giorni. L’ansia è impossibile da dissimulare.
Si comincia a contattare ogni amico, ogni conoscente, ogni persona presso il quale potrebbe trovarsi per qualunque motivo. Ma nessuno lo ha visto nè sentito.
Dopo ben 5 giorni il padre si decide a denunciarne la scomparsa.

Le ricerche sono intense e incessanti. Tutta l’area boschiva intorno alla cittadina viene perlustrata. E a macchia d’olio, sempre più lontano, fino alle città vicine. Le ricerche durano settimane, mesi, ma non salta fuori nessuna traccia, nessuna indicazione, nessun avvistamento.

Una delle due sorelle dichiara di essersi voluta convincere che Josh, spirito libero e musicista talentuoso, abbia trovato una band itinerante con la quale suonare, e abbia semplicemente colto l’occasione. Si aspetta da un momento all’altro che possa bussarle alla porta, portando con se una moglie e qualche bambino, per continuare come se nulla fosse mai successo.
O che magari abbia deciso di sfruttare le sue ottime capacità di scrittura, diventando un ghost writer e vivendo da solo nei boschi al riparo dalla celebrità.
Ovviamente non è accaduto nulla di tutto questo.

Si ipotizzano piste più drammatiche.

Forse scappava da qualcuno, si era cacciato in qualche guaio? Ma non emerge nulla.

Era depresso? Potrebbe aver commesso qualche gesto sconsiderato?
In effetti il suo unico fratello maggiore, due anni prima (e una settimana prima del diploma) si era suicidato. La cosa era stata devastante per tutta la famiglia, ma tutti avevano verificato come Joshua avesse metabolizzato bene la cosa. Il padre gli era stat particolarmente vicino, lo aveva spronato a tirare fuori il meglio, e soprattutto nell’ultimo periodo la sua vita sembrava proprio essersi messa in una direzione positiva.
Il suicidio viene escluso dalle principali ipotesi.

Quando la famiglia cambia casa, tempo dopo la sua scomparsa, il padre rimane proprietario del vecchio immobile “in caso Joshua tornasse, prima o poi: è il solo indirizzo che conosce”.

La polizia lo classifica come “persona scomparsa” e il fascicolo rimane aperto, e praticamente vuoto. Fino all’agosto 2015, ben sette anni dopo la sua sparizione.


Nel 2015 Chuck Murphy, un 80enne costruttore della vicina Colorado Springs, decide di demolire una sua casetta nei boschi, alla quale ormai da una decina di anni non si recava.
Era stata costruita da Bergstrom, un immigrato svedese che era arrivato in USA nel 1912, e che a partire dagli anni ’30 aveva avuto diversi problemi con la legge, per via di gioco d’azzardo, alcol e sfruttamento della prostituzione.

Bert Bergstrom


Murphy l’aveva acquistata negli anni ’50, e per un periodo, intorno al 2005, ci aveva vissuto suo fratello.
Ma in seguito era diventato poco più che un deposito e nessuno ci aveva più dormito.

Nonostante non fosse in un luogo particolarmente isolato, la baita ormai era in uno stato di totale abbandono, durante gli sporadici controlli è sembrato che animali selvatici fossero penetrati all’interno, lasciando un odore insopportabile. Non era quindi più abitabile, così l’ottantenne -anche in qualità di costruttore- pensò bene che fosse meglio raderla al suolo e ricostruire qualcosa di nuovo.

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La demolizione procedeva con la ruspa, staccando la sezione esterna in pietra della canna fumaria. Ma appena questa parte è stata smantellata, i lavori si sono fermati: dentro la cavità aperta si notava un corpo umano praticamente mummificato, rannicchiato in posizione fetale.

I denti sono stato il mezzo col quale riconoscere positivamente quel ragazzo scomparso 7 anni prima, uscito di casa da una distanza di appena 15 minuti a piedi.



Il coroner della contea di Teller al quale è stato affidato il caso, Al Born, verifica in sede autoptica che nel corpo non c’erano tracce visibili di droghe o altre sostanze, che non erano evidenti segni di traumi o aggressioni quali spari, ferimenti da coltello o ossa rotte da corpi contundenti.
Conclude che la morte vada classificata come “morte accidentale”.


Il ragazzo, nel tentativo di introdursi all’interno dell’abitazione abbandonata, deve aver scelto volontariamente di salire sul tetto, spogliarsi restando solo con una maglietta termica, di infilarsi dentro la canna fumaria per raggiungere l’ambiente abitativo e lì restare incastrato, impossibilitato sia a salire che a scendere, a causa della conformazione delle canne fumarie che sono ben più complesse rispetto ad un semplice tubo verticale:

Li sarebbe andato incontro ad una lenta morte per disidratazione o ipotermia (le temperature quella notte erano scese fino a -6 gradi).
Le sue urla non avrebbero potuto essere sentite dalle case adiacenti poichè la casetta si trova circondata da pini e le altre abitazioni si trovano a qualche decina di metri di distanza, abbastanza da non udire le richieste di aiuto.

(Questo è il luogo preciso dove sorgeva la casa prima di essere rasa al suolo.)

Qui comincia la diatriba tra il proprietario e il coroner.
Murphy giudica il resoconto come del tutto inattendibile.
Prima di tutto il modo più semplice e veloce per entrare nella casa sarebbe stato quello di spaccare un vetro o la porta.
Ma soprattutto sostiene di aver installato una griglia metallica (che si usa per non far entrare animali a nidificare nella canna fumaria durante i periodi di inutilizzo del camino) e che questa fosse assolutamente chiusa.

Murphy ne parla dettagliatamente: la canna fumaria era stata realizzata negli anni ’90, e in qualità di costruttore si è assicurato di impiegare una spessa grata fatta di resistenti tondini in acciaio per scongiurare l’ intrusione di procioni o altri animali.
L’aveva collocata non all’esterno dell’apertura come si vede nel disegno qua sotto (di solito le griglie esterne vengono aggiunte a comignoli preesistenti perchè è più rapido), ma all’interno, sotto l’ultimo anello di mattoni.

Il coroner replica che lui non ha mai visto questa griglia da nessuna parte, in nessuna foto, quindi può dedurne che questa non sia mai esistita.

Tuttavia in seguito deve ammettere che la grata della quale parla Murphy è stata effettivamente vista nel retro del furgone che dove sono stati caricate tutte le parti metalliche per essere smaltite, solo che sul momento nessuno ci ha fatto caso, e i pezzi sono già stati distrutti.
La grata quindi verosimilmente c’era, ma non può essere più esaminata per verificarne le condizioni.


Il coroner Born -dopo tre giorni dalla sua prima conclusione- decide di riaprire il caso.
Perchè in effetti ci sono anche altre cose che non tornano neanche a lui.

Ad esempio, all’interno dell’abitazione, una lunga asse usata come tavolo da colazione è stata sradicata dalla cucina e appoggiata a bloccare l’apertura del caminetto.
Chi abbia speso tempo ed energie per fare una cosa simile non è chiara a nessuno, tantomeno al proprietario. Si tratta forse di un tentativo di occultamento? Messo in atto forse durante il lungo periodo delle ricerche capillari del ragazzo scomparso.

esempio di tipico bancone da colazione in stile americano.

Inoltre pare che il corpo (che comunque era stato ulteriormente deturpato da una ruspa) fosse nel camino in posizione fetale a testa in giù.
Una posizione decisamente inusuale per decidere spontaneamente di calarsi dentro un cunicolo buio e verticale.
La parte del tronco era staccata dal bacino, probabilmente per effetto del tempo trascorso.

Il coroner Born inoltre non riesce a spiegarsi perchè il ragazzo avesse voluto togliersi i vestiti prima di calarsi a testa in giù nel comignolo.
I suoi indumenti sono stati trovati dentro la casa, accanto al focolare del camino, calzini compresi. Addosso gli restava solo una maglietta termica.

Born stesso dichiara che la situazione appare come se fossero stati abbandonati all’interno della casa prima di tornare fuori, salire sul tetto praticamente nudo, ed infilarsi a testa in giù.

“This one really taxed our brains. We found his clothing just outside the firebox. He only had on a thermal t-shirt. We don’t know why he took his clothes off, took his shoes and socks off, and why he went outside, climbed on the roof and went down the chimney. It was not linear thinking.”

Si trova tuttavia a concludere che l’unica opzione sulla quale può ragionevolmente puntare è quella precedentemente indicata sul referto, cioè “morte accidentale”.



La conclusione non soddisfa tutti: non il proprietario, che continua ad essere certo della presenza di una grata invalicabile; non gli anonimi che hanno telefonato più volte in polizia indicando come un pregiudicato della zona sia stato l’ultima persona a vedere Joshua Maddox vivo.
Il nome del sospettato è rimasto sconosciuto al pubblico perchè per stessa ammissione dello sceriffo non si è mai potuto indagare nei suoi confronti dopo 7 anni dal decesso della vittima.

Il coroner ha asserito che per posizionare un corpo in quella posizione, in quel camino, ci sarebbero volute due persone.



Capitolo a parte: il post su Reddit.

In concomitanza con le telefonate anonime che indicavano Josh come vittima di un omicidio, su Reddit è comparso un post, scritto da un sedicente amico del ragazzo, in un thread dove si raccontavano in prima persona i propri aneddoti riguardo all’aver conosciuto un serial killer.

In questo post l’autore racconta come poco prima di scomparire Joshua avesse iniziato a frequentare un ragazzo “magro, imbranato e dall’aspetto hippy” di nome Andy.
Oltre all’aspetto sgradevole e inquietante, questo ragazzo si diceva che avesse avuto dei grossi problemi in New Mexico.
Lì sarebbe stato invitato a casa dell’assistente di un disabile, ma quando questo assistente era andato a farsi una doccia, Andy aveva ucciso a coltellate il suo assistito, per poi fuggire.
Le autorità lo avevano arrestato, e durante gli interrogatori aveva confessato di aver ucciso una donna nella città di Taos e di aver nascosto il suo corpo in un barile.
In effetti la polizia aveva un caso di donna uccisa e occultata in un barile, ma avendo già un sospettato in custodia, decisero di concentrarsi sull’omicidio del disabile, per il quale avevano più elementi per un processo.
A quel punto l’assistente della vittima accoltellata viene coinvolta in una rissa in un bar e muore: gli inquirenti vengono così a perdere il loro principale testimone, e il caso subisce una battuta d’arresto.
“così alcuni di noi andarono a chiedere alla polizia se magari, visto che Josh era scomparso dopo essere stato visto con Andy che è un assassino, potrebbero dare una controllata? ma le nostre richieste non hanno mai avuto seguito e anzi un poliziotto una volta ha cancellato il resoconto perchè tanto il vostro amico sarà andato a spassarsela nella città accanto!- (cosa che non era). Perchè era infilato in un capanno abbandonato a due isolati dalla casa dei suoi genitori- e oltre ad essere stato visto Assieme a Andy-immediatamente-prima-del-casino-di-coltellate, la gente ha riferito di averlo sentito vantarsi in giro di aver “ficcato Josh in un buco”

Il post di Reddit prosegue evidenziando l’incongruenza del bancone sradicato e messo a bloccare il camino, dei vestiti dentro la casa, del fatto che fosse a testa in giù e completamente nudo dalla vita in giù, e scalzo.
“non può essere che decidi di infilarti a testa in giù in un comignolo attraverso un buco arrugginito di una grata di metallo col pisello di fuori”

Sempre su Reddit si asserisce che il vero nome di Andy era Andrew Richard Newman. Era davvero stato arrestato come sospetto per un’omicidio per accoltellamento in New Mexico come asserito nel post di Reddit.
Durante il liceo aveva suonato la chitarra in una band chiamata “the Baumers” ed era anche abbastanza popolare.
Sotto un articolo che riporta il suo arresto ci sono diversi commenti di utenti online che lo descrivono come intelligente e spigliato.
Anche se dopo il diploma ha lasciato lo stato e ha girato come un nomade per il paese sembra che abbia mantenuto i contatti coi suoi amici di prima.
Tuttavia dalle cronache sembra avere un lungo curriculum di furti e rapine in almeno sei stati del paese: è per quello che si sposta continuamente.
Oggi sarebbe rinchiuso in un ospedale psichiatrico.

Chiaramente quello che viene scritto su Reddit va preso per quello che è. Potrebbe benissimo essere fondato sul nulla. E in effetti questo Andy non è mai stato indagato ufficialmente per la morte del ragazzo.

Tuttavia a vicenda rimane controversa anche per il coroner stesso che ha dovuto chiudere il caso.
E che motivo avrebbe avuto il padrone della casa ad affermare che fosse impossibile valicare la grata dall’alto?

Io ho un’ipotesi che non so quanto possa essere valida.
Posso immaginare che Joshua abbia effettivamente preso una decisione pazzesca, quella di entrare in una casa abbandonata passando per il camino, in nome del suo spirito di avventura.
Forse la grata era arrugginita (anche l’acciaio può farlo), forse è riuscito a staccarla. Magari ha pensato che rompere un vetro o forzare la porta avrebbe potuto costituire un reato, invece entrare da sopra gli avrebbe permesso di aprire la porta dall’interno per uscire senza rompere nulla.

L’interno di una canna fumaria simile a quella della casa in questione.

Una volta resosi conto di non poter nè salire nè scendere a causa della conformazione della canna fumaria deve aver realizzato il guaio in cui si era cacciato. Forse dopo aver urlato e urlato ha fatto l’unica altra cosa che poteva fare: ha tentato di spingere i propri vestiti oltre l’ostacolo costituito dal dislivello all’interno del camino, sperando che durante le ricerche qualcuno vedesse i suoi vestiti nella casa e riuscisse a individuarlo e tirarlo fuori, magari in tempo.
Quindi per non soccombere alla disperazione si è contorto fino a togliersi ogni indumento e a gettarlo dentro il focolare.
Ha tenuto la maglia termica perchè nel frattempo stava calando la temperatura.

Per contro, non posso neanche escludere completamente che a -6 gradi possa essersi verificato uno “svestimento paradossale”:

Ricercatori come Hirvonen J. (1977), Hartwig S. (Suicidal burrowing behavior, a special kind of the “hide and die syndrome”), Tsokos M. e Sperhake Jan P. (Forensic Pathology Reviews, Springer, Berlin, 2004), attraverso l’analisi di casi di morte causate dall’ipotermia, hanno rilevato che, negli stadi finali di questo fenomeno, il 20% degli uomini mettono in atto un comportamento istintivo conosciuto come “hide and die syndrome” o “letargo terminale”. Gli esseri umani nelle fasi terminali dell’ipotermia, durante le quali perdono il senso della realtà cercano spazi ristretti dove ripararsi, come gli animali che vanno in letargo, e, proprio per questo motivo, le vittime dell’ipotermia vengono spesso trovate in luoghi angusti e inusuali (terminal burrowing behaviour). La “hide and die syndrome” rappresenta null’altro che un ultimo infruttuoso tentativo di questi soggetti, ormai in condizioni psichiche alterate (distacco dalla realtà), di proteggersi dalla perdita di calore.” 

Un altro fenomeno che colpisce fino al 50% delle vittime di ipotermia è il “denudamento paradosso” (paradoxical undressing) ed è dovuto o ad una paralisi dei centri vasomotori che altera la percezione della temperatura corporea o è causato dalla vasodilatazione indotta da una paralisi dei nervi delle pareti dei vasi soggetti in precedenza a vasocostrizione che provoca un “hot flash” ovvero una nuova affluenza di sangue alle estremità che induce questi soggetti, già confusi e disorientati, a spogliarsi. Molti casi di denudamento paradosso si sono manifestati tra i soldati italiani che, durante la seconda guerra mondiale hanno partecipato alla campagna di Russia culminata nella tragica ritirata del Corpo alpino.
(Fonte)

“Il fenomeno è stato osservato e quindi raggruppato in 3 grandi classi: (1)pazienti privi delle scarpe, (2)degli indumenti della parte superiore del corpo e di quella (3)inferiore.
Rari sono i casi in cui lo svestimento comprende tutte e 3 le classi, ma non raro è il fenomeno; uno studio svolto in Giappone tra il 1990 ed il 1999, stima un certo grado di svestimento paradossale nel 22% dei pazienti deceduti per ipotermia esaminati; altri studi ipotizzano una prevalenza fino al 50% del fenomeno”
(Fonte)


Ignoro se le dimensioni e la conformazione del cunicolo permetterebbero di girarsi a testa in giù in un secondo momento, cioè entrando e scendendo coi piedi sotto, ma riuscendo a capovolgersi nel tentativo di rompere o aprire con le mani la parte metallica che non gli permetteva di scendere.

La tavola di legno potrebbe essere stata messa lì da qualcuno in un secondo momento, o addirittura dal padrone di casa stesso, per paura che animali entrati dal camino potessero aver provocato il cattivo odore.
Mi dispiace insinuare che Murphy possa essere stato in cattiva fede, ma non si può escludere nulla e purtroppo esistono persone pronte a fare e ad affermare le cose più incredibili, pur di apparire. O forse è in buona fede, lo ha fatto il fratello a sua insaputa e poi ha avuto timore di dirlo, o lo ha fatto qualche altro ragazzo entrato di nascosto che -accortosi o no del cadavere- non ha alcun interesse a farsi pubblicità.

L’ipotesi che Andy possa essere riuscito a far spogliare nudo il coetaneo, che siano saliti insieme sul tetto e che abbia potuto infilarlo giù per il camino, da solo, con la minaccia di un’arma o in compagnia di qualcun altro, mi sembra più macchinosa rispetto all’ipotesi dell’incidente.
Richiama I delitti della Rue Morgue.

«Nessuna traccia di Madame L’Espanaye: si osservò
però una quantità insolita di fuliggine sul focolare; allora si cercò nel camino e (orribile a dirsi!) ne fu trovato il
cadavere della figlia, che era stato spinto, con la testa in
giú, a viva forza, fino a un bel tratto della stretta apertu19
ra. Il corpo era ancora caldo. Esaminandolo, si scoprirono numerose escoriazioni causate senza dubbio dalla
violenza con la quale era stato cacciato su per la canna e
ne era stato ritirato. “

Il caso rimane inquietante e controverso quanto quello di Elisa Lam e dei fratelli di Gravina di Puglia.C

informazione: il prossimo articolo del blog verrà pubblicato quando questo post raggiungerà i 5 like o 5 condivisioni. A presto!




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