Ted Lamborgine, “the Babysitter Killer”, “Oakland County Child Killer ” (OCCK)

“Sembrava il tipico nonno. Non avresti mai perso tempo a gettargli una seconda occhiata”, spiega il Sergente di Parma Heights Wayne Mockler.

Il sergente di polizia Wayne Mockler ha arrestato “il killer baby sitter”, dopo una caccia durata decenni.

Ted Lamborgine si svegliava al sorgere del sole e andava a bere un caffè al Mc Donald’s. Poi raggiungeva il gruppo di ginnastica per anziani al centro commerciale, e assieme facevano qualche giro intorno al Mall per mantenersi in forma, ma la maggior parte del tempo la passava tranquillo a casa.

Una persona insignificante, Ted. Anche quando ancora lavorava, prima della pensione. Portava sempre con sè una bibbia: in auto, al lavoro.
L’ aveva sottolineata ed evidenziata come fanno gli studenti del college.
Ogni domenica mattina andava ad ascoltare le letture sacre presso la chiesa battista locale.

Un pomeriggio dell’agosto 2005 però il Sergente Mockler accende le sirene e lo ferma. La polizia avrebbe alcune domande da fargli, gli dice.
Ted replica molto tranquillamente: “lo sapevo che prima o poi il passato sarebbe tornato a chieder conto.”


Alcuni identikit dell’ OCCK.


E il 15 febbraio 1976, una domenica pomeriggio, quando il 12enne Mark Stebbins scompare.
Si trovava nella Sala dei Veterani, ma telefona a casa e dice a sua madre che preferisce tornare, per guardare un film alla tv.
Due ore dopo non è ancora rientrato. E’ buio e fa freddo, qualcosa non va.
La madre fa denuncia, ma la polizia non è molto preoccupata: Oakland County  è un posto tutto sommato tranquillo, dove la gente non chiude a chiave la porta e dove i ragazzini sono liberi di girare da soli, anche di esplorare le zone boschive circostanti, senza alcuna preoccupazione.
Ma Mark non torna neanche la notte, e neanche il giorno dopo.
Viene ritrovato 4 giorni più tardi, gettato dietro un cumulo di neve, in un parcheggio.
Indossa i vestiti coi quali è scomparso. Riporta segni di costrizione, significa che è stato tenuto legato. Ha due lacerazioni alla testa. E’ stato violentato con un oggetto. E’ morto per strangolamento.

Nessuno ha visto nulla. Nessuno sa da che parte cominciare ad investigare.
E per quasi un anno tutto rimane fermo.

Mark Stebbins.

Anche Jill Robinson ha 12 anni.
Vive a Ferndale, e quattro giorni prima di natale ha un’accesa discussione con la madre, una stupidaggine in realtà: un litigio sull’opportunità di mangiare biscotti a cena.
Il litigio arriva ad un punto tale che la ragazzina decide di prepararsi uno zainetto e scappare di casa. E’ molto arrabbiata e molto decisa: si porta una spazzola, qualche trucco, dei cambi di biancheria e una coperta.
Lascia l’abitazione con la sua bicicletta, e scompare.

La bici viene ritrovata il giorno dopo, abbandonata nel parcheggio di un negozio di hobbistica sulla Main Street.

Il giorno dopo natale un viaggiatore avvista il suo corpo sull’interstatale 75.
Sulla neve si vede chiaramente l’alone di sangue schizzato dalla testa della bambina. E’ stata sparata sulla sommità della testa con un singolo colpo di pistola, lì sul posto. Sulle spalle ha ancora il suo zainetto.
La morte risale a poche ore prima, quindi è stata tenuta in vita per 4 giorni, nutrita e lavata. Nessun segno di violenza sessuale, quindi i due casi non vengono ritenuti collegati.

Jill Robinson.

Pochi giorni dopo, il 2 gennaio, a 20 minuti dal luogo di scomparsa di Jill, viene avvistata una bambina intenta a comprare un giornale. E’ una domenica pomeriggio. Kristine Mihelich, 10 anni, ha in effetti lasciato la propria abitazione dicendo alla madre e al patrigno che andava all’edicola del vicino emporio.
Scompare nel nulla. Si organizzano raccolte fondi porta a porta per mettere insieme una ricompensa, ma non succede nulla.
Viene ritrovata solo 19 giorni dopo, da un porta lettere. Solo la sua mano usciva dalla neve, ai lati di una strada fuori mano, ma comunque abitata.
Gli occhi chiusi e le braccia incrociate sul petto. e’ morta da sole 24 ore. La causa di morte è il soffocamento.

Kristine Mihelich.

Il panico si scatena, i parchi gioco sono deserti, i genitori e gli insegnanti scrutano l’uscita delle scuole sospettando chiunque.

Viene creata una squadra speciale che comprende la collaborazione di diverse contee.

Ma non basta. Il 16 marzo 1976 Timoty King, 11 anni, riceve 30 centesimi dalla sorella maggiore per andare a a comprare delle caramelle alla farmacia all’angolo. Ci va con lo skateboard, ci metterà un attimo. Invece non tornerà più.

Centinaia di poliziotti setacciano i dintorni, e poi l’intera area urbana, sperano che possa essere trovato in fretta, ancora vivo.

Perchè a quanto pare chi li rapisce -è a questo punto che nasce il soprannome “il killer babysitter”- li tiene vivi per giorni, nutrendoli e lavandoli.
Finchè non viene ritrovato il corpo, la speranza che sia vivo e che possa essere liberato rimane forte.
Il dubbio atroce che possa essere tenuto in una casa, davanti alla tv, e che possa vedere gli appelli in lacrime dei genitori, che gli promettono tra i singhiozzi il suo piatto preferito, il pollo fritto.

Ma Timoty non viene liberato. Viene invece stuprato con un oggetto, nel peggiore dei modi, per sei giorni, finchè non può più servire a nulla. Allora viene strangolato e gettato. Prima però viene lavato, anche sotto le unghie, per non rivelare tracce. Nel suo stomaco il suo piatto preferito: pollo fritto.

Viene trovato sei giorni dopo appena oltre il confine con la contea adiacente, da due ragazzi. E’ morto da poche ore. I suoi vestiti sono puliti e ben stirati. Accanto al corpo è stato appoggiato il suo skateboard.

Timoty King.

Per la prima volta c’è un indizio però, testimoniale.
Timmy è uscito dalla porta posteriore della farmacia, porta che dà su un parcheggio. Qui il bambino è stato visto parlare con un uomo bianco, tra i 25 e i 35 anni, con capelli scuri e basette, vicino all’auto di questo, una AMC Gremlin blu con strisce bianche.
La donna che li ha notati ricorda che il bambino aveva uno skateboard in mano.

una AMC Gremlin.

Oltre a fermare tutte le auto simili in zona, vengono fatti gli identikit, che vengono portati di nascosto al funerale di Tim da agenti in borghese impegnati a setacciare i convenuti, sperando in un macabro ritorno dell’assassino, ma inutilmente. L’unica persona somigliante era il sindaco locale.

Gli agenti pensano che il soggetto sia impiegato in un lavoro che gli lascia una certa libertà di movimento, o che abbia orari flessibili, e che possa essere o fingersi un poliziotto, un prete o un dottore, per risultare rassicurante agli occhi dei bambini che rapisce.
Conosce bene e frequenta la zona, e in qualche modo riesce a portare i bambini in casa propria, e tenerli per più giorni, senza destare il minimo sospetto nella sua cerchia di conoscenze o tra i vicini di casa.

Nei due anni successivi vennero analizzate più di 18mila segnalazioni, fu sventato un ampio giro di pedopornografia, vennero effettuati 24 arresti collegati, ma niente che portasse dritto agli omicidi.

Esistono altre tre morti sospette che però non vengono ufficialmente correlate ai 4 delitti.
L’attenzione si posa su 5 possibili sospetti, ma nel dicembre 1978 la squadra speciale viene sciolta.

Dopo il delitto di Timoty i delitti cessano.

Contemporaneamente, un uomo qualunque si trasferisce a Cleveland.
Il reverendo locale vede la luce dio dio nel cuore di quell’uomo tranquillo. “non ha amici, non ha famiglia: vive per Dio.”
“leggeva la bibbia come si legge un manuale di istruzioni. Ogni volta che avevo bisogno di aiuto per qualche lavoretto, ad esempio ridipingere la sagrestia, ecco comparire Ted con pennelli e vernice.
Ho spesso a che fare con persone travagliate, problematiche, ma Ted era un raggio di sole, così alla mano, piacevole; uscivamo spesso io, mia moglie e Ted per andare a mangiare al ristorante italiano. Gli piaceva ridere.”
“Solo una cosa mi impensieriva: cambiava continuamente appartamento, anche ogni mese, come se cercasse di sfuggire ai creditori: una volta si è trasferito da una palazzina all’altra, in un appartamento identico al primo, senza apparente ragione.”

Un vicino racconta di sentirlo continuamente spostare i mobili, da una parte all’altra dell’appartamento.
Inoltre non usa mai la cucina, neanche per fare colazione: mangia solo fuori.

Infine si compra una casetta gialla con un piccolo giardino e cerca di stabilirsi in maniera fissa. Mantiene apporti cordiali coi vicini ma nulla che vada oltre una tazza di caffè e dei cordiali saluti.
Qualche volta ha ricevuto la visita di una sorella e dell’anziana madre.
Per il resto fa vita ritirata.
Ha dei problemi a prendersi cura del prato, lo infastidisce l’acero dei vicini.
“ha dei problemi con le cose viventi”, in casa sua tutte le piante sono di plastica, le spolvera meticolosamente.
Dopo 5 anni vende tutto, casa e mobili, e si trasferisce in un appartamento. “Non voleva la responsabilità di prendersi cura del giardino”.

Il punto fisso di Ted è il lavoro, in un centro di smistamento di scarti metallici.. Senza amici e famiglia, vivendo in un modesto appartamento, ha spese molto contenute ed è riuscito a mettere da parte una discreta somma. Però rifiuta di andare in pensione.
Per i colleghi è quasi una macchina. Un impiegato invisibile che svolge il suo lavoro meticolosamente.
Una collega prova per anni a rompere questa barriera invisibile, ad entrare in confidenza, ma inutilmente. “ho pensato che qualcosa di profondo lo tormentasse, come il rifiuto di una fidanzata”.
Cindy Jackson ha avuto una vita travagliata, prova ad aprirsi con lui sperando di guadagnare una certa confidenza. Gli racconta di come il suo fidanzato è morto, e da allora non ha mai conosciuto nessun altro. Si è sempre presa cura della madre malata.
Un giorno in pausa caffè gli racconta di quella volta che un individuo ha tentato di rapirla puntandole un coltello all’uscita di un bar, e di come da allora abbia sviluppato un insano interesse per i serial killer.
Ted la ascolta senza proferire parola.


(continua nella parte 2….)

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