Ted Lamborgine, “the Babysitter Killer”, “Oakland County Child Killer ” (OCCK) -parte 2-

(continua dalla parte 1)

2005.
Il Sergente Cory Williams di Livonia (Michigan) è molto soddisfatto per aver risolto un caso vecchio di 16 anni: un omicidio a scopo di rapina ai danni del proprietario di una società di taxi locale.
Il colpevole è un certo Richard Lawson, chiamato “Coyote Negro.”
Un particolare apparentemente insignificante balza all’occhio del Sergente Williams, una dichiarazione che il Coyote ha fatto durante un’interrogatorio avvenuto per un altro furto, in Pennsylvania, molti anni prima: nel 1989.

“I know who did the Michigan Snow Killings.”, “so chi è l’autore degli “omicidi nella neve in Michigan”, un altro nome col quale si indicavano i delitti del Killer Babysitter.

Lawson era in stretto contatto con un gruppo di pedofili che per pochi spicci convinceva i ragazzini poveri della zona ad avere rapporti sessuali con loro, a volte addirittura solo in cambio di cibo.
Uno di questi pedofili si chiamava Ted Orr, portava una parrucca di capelli veri, ed era particolarmente noto nel giro. Riusciva a portare dei bambini a delle “feste” che in realtà erano vere e proprie orge dove le vittime venivano scambiate con altre, sodomizzate fotografate, infine messe nella vasca, lavate per bene e riportate a casa loro.
La cosa coinvolgeva centinaia di uomini adulti e insospettabili.

Un giorno Lawson aveva davvero avuto paura.
Lui e Ted si trovavano a casa di Bob Moore, il proprietario di un negozio di bici.
Ted stava sfogliando l’album dove Moore conservava tutte le foto dei bambini che violentava.
Ad un tratto Ted si ferma su una foto, la indica e dice: “sembra proprio il piccolo Timoty King, non è vero?”. E strizza l’occhio.
A Lawson si è ghiacciato il sangue nelle vene, e in quel momento ha capito chi era il killer.

Bob Moore.



Risentito su questo aneddoto, Lawson riesce solo ad aggiungere che il vero cognome di questo Ted cominciava con “Lam..” ma non sapeva fornire altro.

Il Sergente Williams lascia Detroit con un solo obbiettivo in testa: trovare Ted e Bob Moore.
Il gestore del negozio di bici è facile da trovare, ma non può più raccontare nulla: nove anni prima è morto in casa propria a causa di un arresto cardiaco, e per giorni i suoi pitbull si sono nutriti della sua carcassa.

Con un po’ di fatica esce dai registri anche un certo Ted Lamborgine.
Viene preso in custodia, interrogato.
Sorprendentemente ammette di essere stato un pedofilo, ma di non aver mai ucciso nessuno. Viene fatto il test del poligrafo, al quale si sottopone senza alcun problema. Solo che i risultati sono pessimi per lui, mente in continuazione.
Tuttavia senza alcuna prova tangibile e senza alcuna ammissione da parte sua non possono procedere all’arresto, così sono costretti a lasciarlo andare a casa.

Ted Lamborgine.



Ma la notizia del suo interrogatorio viene fatta trapelare e orde di giornalisti lo aspettano fuori casa, mentre sta per recarsi al suo turno di notte allo smaltimento rifiuti metallici, chiedendogli se ha ucciso lui tutti quei bambini: il gentile pensionato appare decisamente nervoso.
Riesce ad entrare nel veicolo, resta immobile 5 minuti, poi mette in moto e va a licenziarsi.
Non va più neanche in chiesa, si sente sotto esame anche lì.

Intanto la polizia riesce a rintracciare alcune delle vittime del giro di pedofili, oggi sono quasi tutte persone devastate, dipendenti dalla droga.

il Sergente di Parma Heights Wayne Mockler e il suo partner, il Detective Steve Scharschmidt cambiano approccio, e cominciano ad andare a casa di Ted come se si trattasse di una vecchia signora da trattare con ogni riguardo. Ted, solo e isolato da tutti, accetta la loro compagnia.
Li porta persino a mangiare nei suoi ristoranti preferiti.
Ricorda perfettamente i nomi delle sue piccole vittime, ma anche se sembra più volte sul unto di crollare, non ammette mai gli omicidi.
La vigilia di natale del 2006 Mockler gli chiede se ha mai pensato di farla finita e portarsi i suoi segreti nella tomba.
“non ho abbastanza fegato per farlo”.

Passa un altro anno e i suoi “quasi amici” poliziotti lo fermano mentre scende dall’autobus. Questa volta non hanno nulla di amichevole.
La strategia delle confidenze è finita, ora è in arresto per lo stupro di 8 bambini, sono state raccolte sufficienti prove per arrestarlo.

Dopo quattro mesi di carcere preventivo il tranquillo pensionato viene processato per diversi capi d’accusa, principalmente stupro di minore, ma non per gli omicidi.
Gli viene offerto uno sconto di pena (15 anni per generico stupro, invece che molteplici ergastoli) in cambio di accettare di sottoporsi nuovamente al poligrafo per quanto riguarda i quattro omicidi, in modo da riaprire il caso.
Ma lui rifiuta, preferisce prendersi tre ergastoli consecutivi per le violenze.

Durante il processo entra un uomo in aula. Avanza lentamente in sedia a rotelle, parla a fatica e ha il corpo devastato dalle iniezioni di eroina: è una delle sue vittime. E’ stato tenuto segregato da Ted, quando era bambino, ed è stato violentato per giorni. Continua a chiedersi perchè è stato liberato, mentre gli altri no. Chiede che in carcere venga fatto a Ted Lamborgine quello che merita, perchè lui non è in condizioni di fare più nulla.

Ted Lamborgine.

informazione: il prossimo articolo del blog verrà pubblicato quando questo post raggiungerà i 5 like o 5 condivisioni. A presto!




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