Lam Kor-wan,”The Jars Murderer” (l’assassino dei barattoli), “The Rainy Night Butcher” (il macellaio delle notti piovose)

Lam Kor-wan era nato in Malesia il 22 maggio del 1955.
Il padre era molto severo e manesco: picchiava spesso lui, il fratello minore e anche la moglie, anche fino a lasciarla priva di sensi.
Inoltre sembra che avesse addirittura tre mogli, in tre case diverse.


Quando Kor-Wan è adolescente la famiglia si trasferisce ad Hong Kong, una ricca città che si stava trasformando rapidamente, subendo un incredibile sviluppo economico.
Anche la vita a casa Lam migliorò: dopo il trasferimento, il padre smise curiosamente di picchiare la famiglia.

Una fototessera che ritrae Lam Kor-wan.

Il giovane Kor-wan però fatica molto ad integrarsi tra i coetanei e fare amicizia coi nuovi compagni di scuola.
Viene ricordato come “un solitario, che stava in disparte con l’unica compagnia della sua scacchiera elettronica”.

Lascia la scuola, e dopo aver tentato diversi impieghi alla fine diventa tassista.
Preferisce fare i turni di notte, come il Travis Bickle di Taxi Driver.
Questo lavoro è l’ideale perchè non deve relazionarsi quasi per nulla con capi e colleghi, e il contatto coi clienti è decisamente breve e superficiale.
Può continuare a restare da solo, almeno durante il lavoro.

un taxi comunemente usato ad Hong Kong negli anni ’80.

Perchè nonostante possa disporre di un modesto stipendio, continua a vivere a casa coi genitori. Divide la camera col fratello minore.

Non frequenta amici, tantomeno ragazze.
Si fa arrivare dei pacchi di riviste pornografiche dal Regno Unito, perchè si vergogna ad entrare nelle edicole o nei negozi della città.
Ne ha un’intera collezione, che tiene ben nascosta in camera.

Poi stranamente comincia a scattare foto alle immagini stesse delle riviste.

In seguito compie un ulteriore modifica dei suoi interessi sessuali: si procura una macchina Polaroid, e si ingegna a scattare fotografie nascondendosi nei gabinetti pubblici femminili, scattando da sotto lo spazio che divide i cubicoli.
Ma siccome molto spesso viene scoperto, decide che non vale la pena correre un rischio così alto. Rinuncia quindi a questo sconveniente passatempo.



Il 3 febbraio 1982, verso le quattro di notte, Lam carica una cliente solitaria.
Si chiama Chan Fung-lan, ha 22 anni e lavora presso il Chinese Palace Nightclub.
Quella sera, dopo il suo turno, era andata a bere un paio di drink con sua sorella e due amici. Aveva bevuto un po’ troppo però, e durante il viaggio in taxi ha chiesto di fermare l’auto per vomitare sulla strada.
A quel punto ha chiesto al conducente di riportarla al bar dai suoi amici, salvo cambiare idea poco dopo.
I fatti non sono molto chiari perchè lei non può più raccontarli.
Il tassista Lam Kor-wan dopo aver guidato in un luogo tranquillo e lontano da sguardi inopportuni l’ha aggredita e strangolata a morte con un cavo elettrico.

http://greggirard.com/work/hong-kong-1974-1989-20



Sono le cinque di mattina. Adesso anche Lam ha finito il turno, per stasera.
Nell’ultima ora di lavoro non ha più caricato nessuno. Non dopo la ragazza ubriaca.
E’ mercoledì, a quell’ora le strade sono deserte. Per di più sta piovendo. Nessuno lo nota quando parcheggia vicino a casa, attraversa con grande calma la strada, e porta su una ragazza “svenuta”.
Il guardiano di notte sonnecchia. Nel comprensorio condominiale tutto tace, nessuno vede.

Entra nel suo appartamento, infila il cadavere sotto il divano del salotto, e va a dormire come se nulla fosse.

La mattina dopo appena il resto della famiglia esce per andare ai propri posti di lavoro, Lam ricopre il pavimento della camera con grandi fogli di plastica. Ci depone sopra il cadavere di Fung-lan.

A questo punto con l’aiuto di un seghetto elettrico comincia a smembrare il corpo, fermandosi di tanto in tanto per scattare foto del suo lavoro.
Poi avvolge testa, tronco e arti nella plastica, e li nasconde nel suo taxi.

La notte successiva, durante il suo turno abituale, trova il modo di gettare i pacchetti nel più grande fiume locale.

Le parti però riaffiorano dopo pochi giorni, e vengono ritrovate sulle sponde.

la sponda dello Shing Mung.

La polizia non è in grado di identificare la vittima, fino a quando non viene riconosciuto il suo tatuaggio.

il tatuaggio di Chan Fung-lan che ne ha permesso l'identificazione.
il tatuaggio di Chan Fung-lan che ne ha permesso l’identificazione.

Forse a Lam è un po’ dispiaciuto il fatto di essersi liberato così sbrigativamente del corpo della sua prima vittima.
Decide di organizzarsi meglio, progettando “la prossima volta”.
Va a fare acquisti, e compra strumenti chirurgici e formaldeide, usata per conservare preparati anatomici senza che vadano in putrefazione.

Formaldeide.

Durante un’altra notte di pioggia Lam carica un’altra donna sola, un’altra barista a fine turno.
Dopo averla uccisa ha un rapporto sessuale col cadavere.
Poi lo smembra, documenta fotograficamente il processo, mette i pezzi di corpo dentro sacchi di riso e li getta lungo una strada della grande isola meridionale.

la polizia setaccia il terreno nella speranza di trovare elementi utili.
la polizia setaccia il terreno nella speranza di trovare elementi utili.

Quando vengono scoperti i poveri resti l’identificazione certa è molto difficile. Si ipotizza che potesse trattarsi della 31enne Chan Huang-kit, scomparsa dopo il turno di lavoro.

L’orribile ritrovamento dei resti.



Un’altra barista segue la catena di vittime. La sua sorte è identica alle altre.
Anche Leung Sau-wan viene lasciata lungo la medesima strada.

un’altra vittima ritrovata.



Infine Leung Wai-sum, appena diciassette anni.
Era uscita con dei compagni di scuola, e per essere più al sicuro tornando a casa tardi, da sola, scelse di chiamare un taxi.
Lam questa volta la ammanetta e la tiene prigioniera nell’auto per ore, parlando a ruota libera di dio, della vita, senza che la ragazza terrorizzata possa fare nulla per fuggire.
Infine, finito l’orario del turno, la strangola e la porta a casa.
Alcune fonti dicono che il suo cadavere fu l’unico col quale ebbe rapporti completi.
Il luogo dove viene gettato il suo corpo smembrato è sempre la centralissima Tai Hang Road, nel cuore dell’isola.

I giornali parlano di un killer che si aggira nelle notti piovose, aggredendo donne sole.
Non si capisce come possa riuscire a farsi seguire, forse sotto la minaccia del suo coltello da macellaio.
Nessuno sospetta di un tranquillo giovane tassista. Sono le vittime a cercarlo, lo pregano di fermarsi, salgono letteralmente a bordo della trappola mortale e vengono portate via.

A questo punto accade l’inimmaginabile.
Lam Kor-wan, il ragazzo così prudente da farsi spedire le riviste porno dall’altra parte del pianeta, così previdente da ricoprire il pavimento di plastica, quello che per scattare foto nelle toilette pubbliche si era procurato una Polaroid, forse ora ha abbassato la guardia.
O forse le sviste, gli imprevisti, possono capitare veramente a chiunque.

Porta i rullini di foto da un fotografo, a Mong Kok, un quartiere a 15 minuti dalla strada dove getta i corpi, per farli sviluppare.

Solo che il fotografo quando ingrandisce i negativi per stamparli nota qualcosa di strano. In mezzo alle foto c’è qualcosa che sembra un seno di donna. Un seno tagliato.
Corre a chiamare la polizia. In questo modo quando il proprietario dei rullini viene a ritirarli, senza saperlo si sta presentando all’appuntamento per essere arrestato dentro il negozio stesso, da agenti in borghese.

L’arresto, avvenuto il 17 agosto 1982.

Nelle foto non si vedono solo i corpi delle quattro bariste mentre vengono fatti a pezzi.
Si possono contare almeno quindici persone, uccise in soli sei mesi, che però non possono essere tutte identificate.



Scatta la perquisizione nell’appartamento della famiglia, e saltano fuori ben nascosti nella camera condivisa i tupperware, i contenitori riempiti di formaldeide, all’interno dei quali Lam teneva i souvenir delle sue vittime, nello specifico seni e organi sessuali (alcune fonti indicano proprio il pube, come fece il “Mostro di Firenze”).

Inizialmente sembra a tutti impossibile che nessuno in casa sapesse. Per lo meno il fratello minore che dormiva nella stessa stanza.
All’inizio furono arrestati anche il padre e il fratello.
Ma ogni accusa decade: Lam riusciva davvero a fare quello che voleva e a nascondere tutto perchè di fatto lui e la famiglia si alternavano perfettamente durantele ore del giorno e della notte: aveva tutto il tempo e tutta la tranquillità di pulire, riordinare, occultare.

Lam Kor-wan viene portato alla stazione di polizia così come il padre e il fratello, incappucciati per proteggere la loro identità.
Lam Kor-wan viene portato alla stazione di polizia così come il padre e il fratello, incappucciati per proteggere la loro identità.

Vengono trovati anche dei video girati da lui stesso, che lo ritraggono mentre fa sesso coi cadaveri. (a seconda della fonte si parla di tre sequenze girate col corpo dell’ultima vittima; o di più video, ma fu preso in esame solo l’ultimo. Forse anche per problemi di riconoscimento dei corpi.)

Oggetti ritenuti potenzialmente rilevanti vengono sequestrati dall'appartamento della famiglia di Lam kor-wan.
Oggetti ritenuti potenzialmente rilevanti vengono sequestrati dall’appartamento della famiglia Lam.

Ammette di aver mangiato parte dell’intestino di uno di essi.

Durante il processo cinque psichiatri analizzarono Lam. Tre di loro dichiararono che non soffriva di alcuna psicosi: i delitti erano stati compiuti solo per soddisfare i propri bisogni sessuali perversi, in totale indifferenza verso la sofferenza delle vittime e dei loro familiari.

Lam cercò di giustificarsi dicendo che nei primi due delitti non si era sentito in colpa, riteneva di poter punire le vittime in quanto le considerava donne di dubbia morale, praticamente prostitute. Cercò di tirare in ballo anche degli ordini divini, ma nessuno diede credito a queste presunte crisi mistiche.
Ammise che dopo i primi delitti ci aveva trovato particolarmente gusto e aveva deciso che doveva procurarsi nuove prede.



Lam Kor-wan today
Lam Kor-wan durante l’ora d’aria.

L’8 aprile 1983 Lam viene condannato a morte per impiccagione.
Tuttavia durante l’attesa la pena di morte viene abolita, e la pena trasformata nel carcere a vita.
Lam Kor-wan è stato il primo (ma purtroppo non unico) serial killer di Hong Kong. E’ tutt’ora detenuto nella prigione di Shek Pic.

Lam Kor-wan today
Lam Kor-wan oggi.

Nel 1992 dalla vicenda è stato tratto un film: Gou yeung yi sang (1992)- Dr Lamb.

Dal trailer parrebbe un’opera di dubbio gusto.

https://www.youtube.com/watch?v=z6AZICgZLuY

informazione: il prossimo articolo del blog verrà pubblicato quando questo post raggiungerà i 5 like o 5 condivisioni. A presto!



https://en.wikipedia.org/wiki/Lam_Kor-wan

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