Tsutomu Miyazaki (“The Otaku Killer”, “The Little Girl Murderer”, “Dracula”, “Rat Man”) -parte 3

(continua dalla parte 2)

Passa appena un mese e Miyazaki eccede di fiducia in se stesso.
Vede due bambine in divisa scolastica, e cerca di farle salire in auto.
Mentre ne carica una a forza, l’altra riesce a scappare e a raggiungere il proprio padre, al quale racconta tutto.
Molto allarmato corre nel vicino parco a cercare l’amica della figlia, mentre a casa telefonano alla polizia.
Trovano Miyazaki nel parco, mezzo nudo, mentre con uno zoom fotografa le parti intime della bambina, per fortuna ancora viva.

Colto in flagranza di reato cerca di scappare, scalzo e senza pantaloni, ma prima di raggiungere la propria auto viene arrestato dalla polizia.

Tsutomu Miyazaki in compagnia della polizia.
Tsutomu Miyazaki in compagnia della polizia.

Il suo modesto bungalow di due stanze viene perquisito.
E’ letteralmente stipato di materiale pedopornografico, video, manga e fotografie. Nell’armadio le parti dei cadaveri che ha conservato.

L'appartamento di Tsutomu Miyazaki.
L’appartamento di Tsutomu Miyazaki.
L'appartamento di Tsutomu Miyazaki.

Il suo arresto ebbe un enorme impatto sociale nella società giapponese.
Ogni giorno sui giornali, in tv, per strada, ognuno si chiedeva se non ci si fosse spinti troppo in là con la violenza a scopo ricreativo.
Sotto accusa la pornografia e la violenza estrema della quale ogni giapponese poteva usufruire semplicemente entrando in un’edicola o videoteca.
Nello specifico si vedeva infatti questa produzione come una causa dei delitti perpetrati da Miyazaki.

Un giornale dell'epoca sottolinea come Tsutomu Miyazaki fosse stato uno studente ossessionato dai fumetti violenti.
Un giornale dell’epoca sottolinea come Tsutomu Miyazaki fosse stato uno studente ossessionato dai fumetti violenti.


Il suo arresto contribuì a vietare la produzione e diffusione dei cosiddetti “Guinea Pigs Movies”.

Il suo impatto sull’immaginario popolare fu così grande che  Kaoru Kobayashi, un altro serial killer pedofilo, dichiarò di essere “il nuovo Tsutomu Miyazaki”.

Il suo nome contribuì a legare per sempre nella cultura di massa la figura dell’ otaku, del nerd senza vita sociale che passa il proprio tempo tra hentai e fumetti pornografici estremi, alla perversione e totale degrado morale.


Paradossalmente la vicenda stessa fu a sua volta rappresentata nei fumetti.

Una tavola tratta dal manga dedicato alla storia di Tsutomu Miyazaki
Una tavola tratta dal manga dedicato alla storia di Tsutomu Miyazaki
Rappresentazione grafica dei delitti di Tsutomu Miyazaki.
Rappresentazione grafica dei delitti di Tsutomu Miyazaki.

Su indicazione di Miyazaki si cominciano a recuperare i resti delle bambine sparsi nei boschi delle colline vicino a casa sua.
L’assassino è piuttosto calmo e distaccato, collabora con gli inquirenti senza mostrare alcun pentimento o rimorso.

I luoghi dei ritrovamenti.
Tsutomu Miyazaki.
I luoghi dei ritrovamenti.

Alcuni resti bruciati nella plastica:

Tsutomu Miyazaki.

altre foto dei giorni successivi all’arresto, qui.


Il padre di Miyazaki rifiutò di contribuire alle spese legali per difendere il figlio, e si suicidò 5 anni dopo.

L’imputato tentò la carta dell’infermità mentale sostenendo che gli omicidi fossero stati compiuti dal suo alter-ego: “Rat Man”, l’Uomo Ratto, un demone popolare nella cultura giapponese, ma non servì a nulla.
Arrivò a dire che Rat Man era reale, eche gli aveva promesso di riportare l’adorato nonno in vita se avesse ucciso abbastanza bambine, ovviamente la giuria non abboccò. Neanche i suoi disegni del demone fatti in aula lo aiutarono.

il "Rat Man"  ねずみ男 (Nezumi Otoko) dei fumetti giapponesi.
il “Rat Man”  ねずみ男 (Nezumi Otoko) dei fumetti giapponesi.

Portò come spiegazione le angherie subite durante la sua vita scolastica, e la sua grave disabilità che gli impediva anche solo di mangiare con un cucchiaio, ma le testimonianze provarono come invece la sua vita scolastica era brillante, partecipava ad attività sportive quali baseball, nuoto e arrampicata sportiva, e come provava il suo attuale impiego come fotografo, la disabilità non poteva essere usata come scusa per un disagio psichico così grave da motivare i delitti.


Miyazaki fu giudicato completamente capace di intendere e volere, responsabile delle proprie azioni, e condannato alla pena di morte.

Fu impiccato nel 1997.

informazione: il prossimo articolo del blog verrà pubblicato quando questo post raggiungerà i 5 like o 5 condivisioni. A presto!

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