Adam Lanza, il massacro alla Sandy Hook School.

Una mattina -dieci giorni prima di natale- Adam Lanza spara quattro colpi in testa alla madre Nancy, che sta ancora dormendo, prende l’auto di questa e raggiunge la scuola elementare locale, poco a nord di New York, dove uccide 20 bambini della classe prima (tra i 6 e i 7 anni), quattro insegnanti, la psicologa della scuola e il preside.

Adam Lanza.

Adam soffriva della sindrome di Asperger , gli era stata diagnosticata ansia, depressione, anoressia, e OCD, tutte in progressivo peggioramento.
Aveva 20 anni al momento della strage, non frequentava scuole nè lavorava, non aveva amici nè interessi a parte le notizie su stragi scolastiche, le armi e i videogiochi.

Adam Lanza prima di lasciare la scuola, il terzo da destra.
Adam Lanza prima di lasciare la scuola, il terzo da destra.


Si cambiava i calzini 20 volte al giorno, costringendo la madre a fare tre lavatrici.


In certi periodi consumava una scatola di fazzoletti usa e getta in 24 ore, perchè non voleva toccare le maniglie di casa.

Adam Lanza alle elementari.


Fu seguito da diversi psichiatri già dall’età di tre anni, ma l’unica volta che gli prescrissero antidepressivi furono lasciati da parte dopo solo tre giorni, perchè a quanto diceva la madre “la sua mente era offuscata, non riusciva a compiere le più semplici operazioni tipo aprire la scatola dei suoi cereali, aveva difficoltà a parlare, sembrava un vegetale, disorientato, e sudava così tanto che le sue mani sgocciolavano”.

Adam Lanza quando ancora frequentava la scuola.
Adam Lanza quando ancora frequentava la scuola.

Già da piccolo la madre avvertiva tutti di non toccarlo, perchè lui non poteva sopportarlo. Se questo accadeva lui si arrabbiava moltissimo.
Sia verso i coetanei che con gli adulti.

Adam Lanza


Nonostante partecipasse ad attività come imparare a suonare il sassofono, fare gite, studiare il cinese, preferiva stare in disparte piuttosto che interagire coi coetanei.
La madre era molto protettiva, e ad un certo punto ritenne giusto ritirarlo da scuola.

adam lanza



Il padre di Adam, Peter, separato dalla moglie, sosteneva che il figlio fosse anche schizofrenico, ma che i sintomi fossero stati confusi con lo spettro autistico.
In effetti la violenza mostrata da Adam durante il massacro non è di solito associata agli Asperger.

Peter Lanza, il padre.
Peter Lanza, il padre.

In ogni caso Adam Lanza non seguiva nessuna terapia psichiatrica, e non era seguito da nessuno specialista da almeno sei anni, nonostante i medici ritenessero le cure indispensabili.

Adam Lanza

La mattina del 14 dicembre quindi Adam si veste in tenuta paramilitare, compresi occhiali da sole, e si reca alla scuola elementare lì vicino.

La scuola aveva implementato le misure di sicurezza da poco tempo: riconoscimento visivo di ogni persona, registrazioni video, e chiusura delle porte dopo le 9:30.

Lanza in effetti arriva 5 minuti dopo la chiusura delle porte, ma semplicemente spara al pannello in vetro accanto all’ingresso, entrando nell’edificio.

Era appena iniziato un meeting tra il preside e alcuni insegnanti, quando questi hanno sentito i primi spari usati per entrare nell’ingresso.

Il preside e la psicologa sono usciti dall’aula per vedere cosa stesse succedendo, e prima di essere uccisi hanno fatto in tempo ad urlare “sparatoria! state giù” permettendo così ai colleghi di salvarsi la vita.

Un’insegnante ferita alla gamba è riuscita a trascinarsi dentro una stanza e spingere la porta col corpo, in modo da tenerla chiusa.

Un’altra si è nascosta sotto la scrivania rimanendo immobile, Lanza è entrato, lei ha visto i suoi scarponi a 5 metri dal suo naso, lui ha creduto che la stanza fosse vuota, ed è uscito.

il buco nella vetrata attraverso il quale Adam Lanza è entrato nella scuola.
il buco nella vetrata attraverso il quale Adam Lanza è entrato nella scuola.



Un custode gli ha urlato di tenere giù la pistola e poi è riuscito a sfuggire agli spari, correndo per i corridoi allertando le classi.

L’altoparlante usato per le comunicazioni interne è stato acceso durante gli spari, per far sentire in ogni classe cosa stava succedendo.

Nella classe prima, coi bambini più piccoli, erano presenti una supplente e un’insegnante d’appoggio, che lavorava da solo una settimana per seguire un bambino con dei ritardi cognitivi.

Hanno cercato di nascondere i bambini in fondo alla classe, nel bagno dedicato, ma sono stati tutti uccisi, tranne una bambina che è stata ritrovata in un angolo del bagno della classe, illesa.
E’ sfuggita al massacro fingendosi morta.

Quando le hanno chiesto come stava ha risposto “io bene, ma tutti i miei compagni sono morti”.

La Sandy Hook Elementary School, in giallo la zona della sparatoria.
La Sandy Hook Elementary School, in giallo la zona della sparatoria.

Testimoni hanno sentito un bambino intrappolato nel bagno urlare “aiutatemi! non voglio essere qui dentro!”.
E Lanza che gli rispondeva “però sei qui“, prima di fare fuoco.

Alcuni sono stati visti sotto i banchi, e sono stati uccisi.

Un’insegnante ha urlato di correre per salvarsi, ma alcuni studenti sono stati raggiunti dagli spari.

Dopo aver raggiunto una classe e nascostisi sotto i banchi, anche Lanza è entrato in silenzio, osservandoli uno ad uno, puntando l’arma verso un bambino seduto per terra, e lasciandolo correre via, di proposito.

Un’insegnante d’appoggio è stata trovata morta mentre cercava di proteggere col suo corpo un bambino, anch’esso colpito fatalmente.

Alcuni insegnanti hanno chiuso il pannello di vetro della classe e nascosto tutti gli studenti fuori dalla vista, e Lanza ha creduto fosse una classe vuota.

Altri hanno barricato l’ingresso con un mobile e si sono nascosti nei bagni, o in biblioteca, o dentro degli armadi, riuscendo a sopravvivere.

A parte alcuni insegnanti, gli unici che non sono riusciti a sfuggire all’insensata mattanza sono stati i bambini della classe dei più piccoli.

Le ferite da arma da fuoco erano così devastanti che il coroner ha scelto di mostrare ai 20 genitori solo delle foto dei volti dei loro bambini, per effettuare il riconoscimento. Per risparmiare loro la vista dei corpi straziati.

L’attacco è durato appena 11 minuti, appena la polizia è entrata Adam Lanza ha rivolto l’arma che impugnava contro se stesso, uccidendosi.

Nelle prime ore dopo la strage, le notizie erano confuse, e le ipotesi tante: si scambiò Adam con suo fratello Ryan, che invece non era coinvolto.

Ryan Lanza, il fratello.
Ryan Lanza, il fratello.


Si pensò che la madre di Adam fosse una persona vista avere una discussione col preside poco tempo prima, ma non c’entrava nulla.

Lanza ha scelto di sparare alla scuola semplicemente perchè i bambini sono un bersaglio facile.
Il massimo della vigliaccheria, insomma.

Le vittime.



La casa di Adam Lanza era piena di munizioni, una dozzina di armi da fuoco, tre spade da samurai, articoli di giornale riguardanti sparatorie nelle scuole (era evidentemente ossessionato dal massacro di Columbine), e disponeva persino di una specie di tiro a segno per allenarsi, nello scantinato.

un piccolo Adam Lanza messo in posa per uno scatto.
un piccolo Adam Lanza messo in posa per uno scatto.


La madre di Adam infatti era sempre stata un’entusiasta delle armi da fuoco.
Tutte quelle presenti in casa infatti erano sue, nonostante fossero a completa disposizione del figlio.

La signora portava da anni entrambi i figli al poligono, per insegnar loro a sparare.
Suo fratello, zio di Adam, è un poliziotto.

La signora Nancy Lanza.
La signora Nancy Lanza.

In camera di Adam, attaccato al muro, c’era un ritaglio di giornale riguardante un delitto avvenuto nel 1891, più di un secolo prima.

L’articolo del New York Times raccontava di un uomo che aveva sparato ad uno studente.

Nella sua stanza è stato trovato anche un diario con personaggi inventati, che affermavano cose tipo “mi piace uccidere i bambini”.

L’hard drive del suo pc era stato rimosso e distrutto prima della sparatoria: non è stato possibile analizzare nulla del suo archivio.

Sono però emerse ricerche circa le sparatorie nelle scuole (aveva persino contribuito alle modifiche degli articoli su Wikipedia), e due video che rappresentavano suicidi tramite armi da fuoco.

Due foto rinvenute lo ritraevano con una pistola puntata alla testa.

Un documento da lui scritto trattava “dell’egoismo delle donne“.

In realtà era lui in primis a vietare alla madre di entrare nella stanza, e comunicava con lei solo via email.

Col padre e il fratello non comunicava già da tempo.

Tutti i vetri delle finestre erano oscurati con sacchi della spazzatura neri, assicurati agli infissi per non far penetrare nemmeno un raggio di luce naturale.

la camera da letto di Adam Lanza
la camera da letto di Adam Lanza

Durante l’autopsia nel corpo di Adam non sono stati rilevati nè alcol nè droghe; il suo cervello appariva “normale”, nel senso che “non si evidenziavano deformità o tumori”.

Tuttavia la funzionalità di un cervello non si apprezza solo osservandone l’aspetto esteriore: infatti essendo alto un metro e 80, e pesando solo 51 kg, la sua condizione di anoressia conclamata -unita al disturbo OCD- può aver provocato uno stato di compromissione delle facoltà cerebrali, danneggiando il funzionamento del suo cervello.

In stato di prolungata denutrizione e in presenza di tali disturbi psichiatrici, il rischio statistico di commettere suicidio è in netto aumento.

il tesserino di un corso di informatica frequentato da Adam Lanza.
il tesserino di un corso di informatica frequentato da Adam Lanza.

Negli ultimi tempi la madre stava considerando l’idea di traslocare.

Per non sconvolgere troppo il figlio, stava progettando di trasferire il ragazzo, durante il viaggio, su un camper apposito dotato di videogiochi e tutto quello che avrebbe potuto servirgli.

Si ipotizza che questa idea di cambiare casa, di dover stare su un camper anche se solo per poche ore, sia bastata alla mente disturbata di Adam a fargli maturare l’idea del suicidio -non prima di essersi tolto “qualche soddisfazione”.

Il massacro della Sandy Hook ha sollevato molte polemiche e petizioni per aumentare le restrizioni che determinano il possesso e l’utilizzo di armi da fuoco, ma che servirono a ben poco.

Un’altra polemica che sorse, fu quella relativa ai videogiochi violenti (tra l’altro proprio in quegli anni era disponibile un gioco gratuito on line intitolato “Kindergarten Killer”, dove si sparava ai bambini).

Tuttavia Adam Lanza oltre a giocare a “sparatutto” e videogiochi violenti, passava intere giornate anche con videogiochi non violenti, come Super Mario Bros, ma soprattutto il suo preferito: Dance Dance Revolution, al quale poteva restare incollato per giorni consecutivi.

Se fossero stati i videogiochi a influenzare le sue azioni, e non la sua patologia, l’educazione e la mancanza di cure, sarebbe stato più probabile che prima di suicidarsi avesse allestito uno spettacolo di danza.


Oggi la scuola elementare teatro del massacro è stata completamente rasa al suolo, e ricostruita.

L’unica cosa rimasta dell’edificio originale è il palo della bandiera.

Qui si può vedere un documento sulla vicenda, incentrato soprattutto a capire chi era Adam, e nel quale si cerca di comprendere se sua madre sia stata in qualche modo responsabile di quello che è successo.

https://www.pbs.org/wgbh/frontline/film/raising-adam-lanza/


(Un aggiornamento, purtroppo:
uno dei genitori dei bambini uccisi nella sparatoria si è tolto la vita questa mattina:

https://edition.cnn.com/2019/03/25/us/sandy-hook-victim-father-jeremy-richman-suicide/index.html


informazione: il prossimo articolo del blog verrà pubblicato quando questo post raggiungerà i 5 like o 5 condivisioni. A presto!


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