die Göhrde-Morde parte 2

(continua dalla parte 1)

Wolfgang Sielaff è un uomo determinato.
Nella sua carriera di capo della polizia di Amburgo ne ha viste di cotte e di crude, ma il peggio lo vedrà solo dopo il pensionamento.

Wolfgang Sielaff, ex capo della Polizia di Amburgo.
Wolfgang Sielaff, ex capo della Polizia di Amburgo.

 

 



Sua sorella Birgit Meier, fotografa, 41 anni, appena separata dal marito, esce per comprare la nuova cucina.
Si stava impegnando per ricominciare la propria vita da capo, da sola, contando sulle propie forze e reinventandosi completamente.
Ma sparisce nel nulla.
E’ il 15 maggio del 1989. Le ipotesi vanno dal suicidio all’omicidio da parte dell’ex marito, ma le indagini non portano a niente.

La neoseparata sorella del capo della Polizia di Amburgo Birgit Meier.
La neoseparata sorella del capo della Polizia di Amburgo Birgit Meier.

Solo 4 anni dopo l’attenzione si ferma su un uomo.
L’ex marito della donna scomparsa l’ha conosciuto poco prima della sparizione, ad una festa di conoscenti.
Si chiama Kurt-Werner Wichmann, e ha fatto dei lavori nel giardino dei vicini di casa della donna.

Il giardiniere Kurt-Werner Wichmann.
Il giardiniere Kurt-Werner Wichmann.


In realtà il suo lavoro ufficiale è “giardiniere nei cimiteri”.
Il suo alibi per il giorno in cui la donna è sparita viene smentito dalla moglie, una donna più anziana di lui.
Gli perquisiscono la casa.
Trovano una stanza segreta, insonorizzata, contenente armi da fuoco (alcune modificate), manette, sonniferi e non meglio specificati “strumenti di tortura”.

La villetta di Wichtmann.
La villetta di Wichtmann.

Nel giardino, che viene setacciato col metal detektor, salta fuori una intera Ford Sport Coupè, sepolta per intero.
Sul sedile posteriore tracce di sangue.

I lavori di scavo compiuti dalla Polizia.
I lavori di scavo compiuti dalla Polizia.
l'auto di Kurt-Werner Wichmann completamente interrata nel giardino.
l’auto di Kurt-Werner Wichmann completamente interrata nel giardino.
l'auto di Kurt-Werner Wichmann completamente interrata nel giardino.

Kurt-Werner Wichmann, il 43enne giardiniere cimiteriale, si dà alla fuga. Viene arrestato poco dopo in compagnia del fratello minore di 10 anni, che viene descritto come di lui succube, e che a quanto pare sapeva della stanza segreta, e in possesso di una pistola.

10 giorni dopo il suo arresto Wichmann scrive strane lettere di addio al fratello (con richieste tipo “di pulire la grondaia”), e si impicca.
Da questo momento non si può più indagare su di lui, in quanto deceduto.

Ma a quanto pare non c’è alcun dubbio che fosse lui l’omicida seriale che uccideva coppie nel bosco di Göhrde, perchè l’analisi del DNA ritrovato sulla scena del secondo delitto è completamente sovrapponibile al suo codice genetico.

L’inchiesta giudiziaria deve fermarsi, ma Wolfgang Sielaff no.
Continua le indagini a titolo personale, e a proprie spese, continuando a cercare la verità sulla sorella scomparsa nel nulla.
E dopo 28 anni finalmente ci riesce: ritrova le sue ossa cementate sotto al garage del sospettato.
La testa è stata sepolta a parte, in un sacco di plastica.

il garage di Kurt-Werner Wichmann sotto al quale aveva sepolto i resti di una delle sue vittime.
il garage di Kurt-Werner Wichmann sotto al quale aveva sepolto i resti di una delle sue vittime.

Al giardiniere di cimiteri piaceva seppellire le cose e le persone.

Kurt-Werner Wichmann era stato arrestato già da minorenne, quando a soli 14 anni aveva cercato di aggredire e strangolare, minacciandola anche con un coltello, una donna che aveva affittato una stanza in casa dei suoi genitori.

Da quel momento aveva vissuto in una comunità per ragazzi problematici, anche perchè a quanto sembra il padre a casa lo maltrattava.
Due anni dopo assale e cerca di violentare una ciclista, venendo condannato a soli sei mesi di detenzione, anche perchè ancora minorenne.

Poi minaccia con un’arma da fuoco dei poliziotti, guadagnandosi un anno di detenzione.
Una volta uscito, nel 1968, si apposta al limitare di un bosco e spara quattro colpi di pistola nella schiena di Ilse Gerkens, una ciclista 38enne che passava per caso, uccidendola.

Ilse Gerkens
Ilse Gerkens


Per questo crimine non verrà mai condannato, perchè i testimoni vedono solo un giovane -la cui descrizione combacia con quella di Wichmann- ma non sono in grado di identificarlo. Non ci sono prove a suo carico ma viene attenzionato.

Ci sono sospetti su di lui anche per lo stupro e l’omicidio di Ulrike Burmester, avvenuto il14 maggio 1969.

Ulrike Burmester

Nel 1970 cerca di uccidere un’autostoppista strangolandola, ma lei riesce a fuggire, pare convincendolo a risparmiarla.
Quando Wichmann legge sui giornali una descrizione di se stesso che secondo lui non è veritiera, si reca alla Polizia a protestare, venendo arrestato e condannato a cinque anni e mezzo per tentato omicidio.

Kurt-Werner Wichmann
Kurt-Werner Wichmann

I suoi conoscenti lo descrivono come una persona dall’aspetto curato, ma anche freddo e arrogante. Spesso indossava guanti e occhiali da sole.
Nella sua auto usava tenere un sacco a pelo dell’esercito, carte geografiche, bussole e binocolo, per dormire all’aperto.
Si aggirava spesso per i boschi di Lüneburg, la casa in cui era cresciuto e quella dove ha abitato da adulto si trovavano proprio in una stretta stradina al limitare del bosco.


Fuori troneggiava una bandiera da guerra della Repubblica di Weimar, aveva addestrato un pastore tedesco al quale piaceva dare ordini militareschi, e non faceva mistero per le sue simpatie politiche di destra.
Durante il periodo degli omicidi era sposato con la moglie più anziana di lui di 13 anni, ma trovandosi spesso in condizioni economiche precarie aveva cercato di aumentare le entrate proponendosi come “call-boy” mettendo degli annunci su giornali pornografici.

Kurt-Werner Wichmann
Kurt-Werner Wichmann

Nella sua camera sono state ritrovate videocassette con trasmissioni dedicate agli omicidi di Göhrde, e ritagli di giornale relativi ai delitti.

Era uno psicopatico narcisista e sadico, che da adolescente veniva catturato facilmente dalla polizia, agendo più da sociopatico. Ma ha imparato dai propri errori: si è costruito una maschera di normalità, con una moglie più anziana che poteva eludere facilmente, un fratello succube, e una casa attrezzata per condurvi le proprie vittime senza lasciare tracce.

Non si esclude che possa aver compiuto altri omicidi e violenze che non sono state ricondotte a lui, fino a 24 delitti.
Perchè era un serial killer che uccideva vittime sconosciute, a parte l’ultima che ha portato ad individuarlo come responsabile; a volte compiendo violenze sessuali e a volte no, cambiando arma e modus operandi, luogo, nascondendo le prove, forse contando sull’aiuto o sul silenzio del fratello minore.
Altre coppie sono state uccise nei boschi circostanti in quegli anni, o lungo strade che passavano per Lüneburg.

Dopo il suo suicidio non ci sono più stati omicidi o sparizioni nella zona.

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