Cannibalismo su un pullman.

Tim McLean era nato il 3 ottobre 1985, non aveva quindi ancora compiuto i 23 anni il 30 luglio 2008, quando dopo aver lavorato in una fiera ad Alberta, Canada, salì su un pullman della famosa linea Greyhound per tornare a casa sua, a Manitoba.

Tim McLean.
Tim McLean.

Ad una fermata intermedia a bordo del bus sale “un uomo sulla quarantina, alto, ben rasato e che indossa occhiali da sole”. E’  Vince Weiguang Li, un uomo di origine cinese, che si siede prima nei posti davanti, ma poi cambia posto e si siede più in fondo, proprio accanto a Tim.

Vince Li.

Il ragazzo presta appena attenzione al nuovo compagno di viaggio. E’ a bordo del pullman da ore, e lavorare nelle fiere a contatto con migliaia di persone dalla mattina alla sera è stancante: non vede l’ora di tornare a casa dalla famiglia.
Si mette gli auricolari e si addormenta con la testa appoggiata al finestrino, come sempre.

A questo punto, senza alcun preavviso, Li estrae un coltello e comincia a colpire furiosamente il ragazzo addormentato, al torace e al collo.

L’autista del bus accosta immediatamente e tra le urla dei passeggeri il mezzo viene evacuato.

Quindi l’autista e due dei passeggeri tentano di risalire a bordo per salvare Tim, ma Vince Li dai finestrini sta già mostrando la testa mozzata ai passeggeri terrorizzati.
Respinge il tentativo di intrusione nel bus e torna al corpo del ragazzo. Comincia a staccarne pezzi e a mangiarli.

Passano alcune ore di totale follia prima che la polizia e i soccorsi arrivino sul posto.
Trovano Li chiuso dentro.
Ha provato a fuggire dal mezzo portandosi via la testa della vittima, ma l’autista è riuscito a chiudere le porte e ad attivare un sistema di emergenza che blocca il movimento del veicolo; alcuni passeggeri del bus sono riusciti ad impedire che l’omicida scappasse dai finestrini, e ad aiutarli si è fermato un camionista, armato di un martello e di una spranga di ferro, in caso di possibili ulteriori attacchi del folle.


La maggior parte delle persone è a bordo strada, in stato di shock, e stanno piangendo o vomitando. Hanno assistito alla parziale macellazione del loro compagno di viaggio. Li ha continuato a staccarne pezzi e mangiarli, andando avanti e indietro lungo il pullman, anche di fronte alla polizia, durante le ore necessarie a negoziare una resa che fosse senza ulteriori incidenti o atti di autolesionismo.
Dopo diverse ore di stallo, dove Li dichiara “di dover rimanere a bordo del bus per sempre”, ma finalmente all’una e mezza di notte tenta di scappare rompendo un vetro, venendo immediatamente fermato, colpito dai taser e ammanettato.



Chi sale sul bus per accertarsi che non vi fossero ulteriori vittime, vive o morte, trova un lago di sangue, un cadavere a pezzi, alcune parti riposte in sacchetti di plastica.
Li ha aperto il torace, estratto i polmoni, parte delle viscere, e ha disposto tutto ordinatamente sui sedili, pezzo dopo pezzo.

Dalle tasche di Li, perquisito, escono fuori un orecchio, il naso e la lingua di Tim McLean.

Vince Li.
Vince Li.

Parte del cuore ed entrambi gli occhi non verranno mai ritrovati. Verosimilmente sono stati mangiati.

L’incubo è durato esattamente 24 ore. Infatti solo la mattina seguente gli atterriti passeggeri vengono portati ad una vicina area di sosta per fornire loro dei vestiti di ricambio, essendo le loro giacche e i loro effetti personali rimasti a bordo del mezzo, ora posto sotto sequestro. Raggiungeranno Winnipeg solo alle 3 del pomeriggio, con un giorno di ritardo e la mente sconvolta da scene che neanche in un film horror avrebbero mai voluto vedere.


Ma chi è Vince Li? Perchè ha fatto una cosa simile?

Nato il 30 aprile 1968 nel Liaoning, Cina, a 24 anni si laurea in tecnologia informatica, e nel giro di pochi anni ottiene un posto come ingegnere informatico a Pechino.
A 33 anni emigra in Canada, e ha un ricovero ospedaliero per un non meglio precisato incidente con la polizia locale, a causa di un suo “comportamento particolare”.
Le informazioni sono vaghe, si sospetta che le cure mediche e le diagnosi effettuate abbiano fallito nel riconoscere e prevenire l’aggravarsi della schizofrenia.

Tuttavia nel giro di 5 anni diventa cittadino canadese a tutti gli effetti, nonostante le sue difficoltà linguistiche, sposandosi con la moglie Anna, che lavora in chiesa. Viene impiegato anche lui nell’ambito della parrocchia, e il pastore che lo conosce testimonia come nonostante apparisse frustrato dalla barriera linguistica, si mostrasse volenteroso e di buon umore.

In seguito la moglie si sarebbe impiegata come cameriera e lui come mulettista.
Nel 2006 cambia città e si sposta ad Edmonton, raggiunto in seguito dalla consorte, e fa diversi lavori: commesso al Walmart, in un fast food, consegna giornali.
Nessuno dei suoi datori di lavoro ricorda di averlo visto arrabbiato, nervoso o preoccupato.

Ma qualcosa covava sotto le ceneri.
Lui e la moglie si separano.
Quattro settimane prima dell’omicidio aveva chiesto di potersi assentare per fare un colloquio di lavoro. Poco dopo era stato licenziato per dei “problemi coi colleghi”.
Si relazionava con gli altri in modo sempre più bizzarro.
Allontanato anche da un lavoro a paga minima, senza famiglia, amici, Li pensa che deve andarsene, fare qualcosa. Non sa dove e non sa cosa.

Il giorno prima dell’omicidio Vince Li si era messo in viaggio con tre valigie di bagagli, spostandosi da una città all’altra e rimanendo la notte intera seduto su una panchina di una stazione intermedia, immobile e con gli occhi spalancati, secondo un testimone.
La mattina aveva venduto il suo pc ad un ragazzino per 60 dollari. (Il pc fu sequestrato al ragazzo, e un anonimo ha provveduto a regalargliene uno nuovo).

Dopo esser salito a bordo del bus e aver cambiato posto sedendosi di fianco alla vittima prescelta, i testimoni ricordano di averlo visto menare fendenti nella calma più assoluta, senza rabbia, grida o espressioni particolari. “sembrava un robot”, ha dichiarato un testimone mesi dopo, ancora visibilmente turbato.

Vience Li nel 2009 è andato a processo per omicidio. Si è dichiarato innocente in quanto non capace di intendere e di volere. Il suo avvocato ha sostenuto che Li avesse sentito delle voci malvagie dargli ordini, e in seguito Li affermò in un’intervista di aver udito la voce di dio, e di dover salvare l’umanità da un attacco alieno.

La difesa fu accolta e Li fu dichiarato innocente, nel senso che non era responsabile del fatto.
E’ stato ricoverato in un ospedale psichiatrico, e col passare del tempo il suo medico ha fatto richiesta che gli fosse concessa gradualmente sempre più libertà.
Tra il 2010 e il 2014 si sono susseguite notizie di gite al mare di Li, accompagnato dagli infermieri, passeggiate e vacanze che si sono svolte nella serenità e nell’ordine totali.

Ed è proprio nel luglio 2014, a pochi giorni dall’anniversario del massacro, che uno dei primi ufficiali di polizia ad intervenire sulla scena del crimine si è tolto la vita.
“Non si è mai del tutto ripreso dallo shock post traumatico”, ha dichiarato la famiglia.

RCMP officer Ken Barker with police dog Axa. (RCMP Photo)

Vince Li oggi è un uomo completamente libero, senza obblighi legali o restrizioni.

La compagnia di trasporti Greyhound ha incrementato le misure di sicurezza sui tragitti extraurbani.

Di Tim McLean rimangono solo tante foto di una vita felice, e il ricordo della sua famiglia.

informazione: il prossimo articolo del blog verrà pubblicato quando questo post raggiungerà i 5 like o 5 condivisioni. A presto!Annunci

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