Cary, il fratello di Steven Stayner (parte 4)

(segue dalla parte 3)

Fino ad ora ho deliberatamente lasciato in secondo piano la figura di Cary Stayner, il fratello di Steven, perchè necessita di un capitolo tutto suo. Purtroppo.

Cary Stayner

Cary era il primogenito di casa. Quando Steven è stato rapito, lui aveva 11 anni. L’evento, come dicevamo, ha quasi disintegrato la famiglia.
La madre è diventata ancora più fredda di come già non fosse, arrivando a trascurarli, a detta dei figli stessi.

Il padre aveva sfoghi di disperazione, dai quali si intuiva più o meno velatamente che Stevie era il suo unico vero figlio, che sarebbe stato disposto a sacrificare qualsiasi cosa pur di riaverlo sano e salvo.

Assistere a questo gelo, a questa disperazione, a questa santificazione del suo corrispettivo più giovane, deve aver scavato un vuoto nel cuore di Cary; e deve aver avuto un impatto ancora maggiore sulla sua psiche, visto che Stevie era il suo unico fratello maschio, compagno di giochi, e dividevano assieme la cameretta.

Si è sentito abbandonato dalle figure genitoriali, svalutato, indesiderato.
“Forse avrebbero preferito che a sparire fossi stato io”.

Secondo alcuni testimoni, Cary è stato visto al buio, in giardino, il viso rivolto al cielo stellato, a chiedere che il fratellino potesse tornare a casa.

Ma Stevie non tornava, e la vita doveva andare avanti, in un modo nell’altro, anche in compagnia di quell’ombra inesplicabile, di quell’assenza oscura e piena di incubi che sedeva a tavola con loro, che dormiva nel letto vuoto della sua camera.

Cary a scuola è per tutti “quello che gli hanno rapito il fratello”.
E’ un ragazzo tranquillo, forse un po’ introverso. Dimostra un grande talento artistico, tanto che un anno viene eletto all’unanimità “il più creativo” tra gli studenti.

Cary Stayner


Sviluppa un vero talento: illustra con vignette umoristiche e caricature i diari dei compagni, i cartelloni della bacheca, il giornale della scuola.

Cary Stayner
Cary Stayner
Cary Stayner
Cary Stayner
Cary Stayner

Viene ricordato come un ragazzo pronto a scherzare, simpatico, ma al tempo stesso c’era qualcosa che ti faceva sempre sentire a disagio, quando eri con lui.

Ad esempio indossava sempre un cappello.

Cary Stayner
Cary Stayner

Era per nascondere il fatto che si strappasse compulsivamente i capelli, per sfogare una tensione nervosa. Aveva proprio delle zone senza capelli, o molto radi, più corti.

Cary Stayner
Cary Stayner


I suoi compagni dell’epoca non ricordano di averlo mai visto in compagnia di una ragazza, tantomeno di una fidanzata. Non che le evitasse, ma in loro presenza stava zitto, non interagiva in alcun modo.

Qualche anno dopo sono cominciati gli episodi aggressivi nei confronti delle coetanee. Improvvisamente, senza preavviso, si avventava su qualche compagna cercando di toccarla nelle parti intime.
Una volta si è abbassato pantaloni e mutande di fronte alle sorelle di un suo amico, spaventando tutti per quel comportamento esibizionistico totalmente inatteso e inappropriato.

Cary Stayner

Così come non riusciva a smettere di strapparsi i capelli, a quanto pare non riusciva ad evitare di aggredire sessualmente, senza preavviso, le compagne di scuola.

Ne era attratto, ma allo stesso tempo era totalmente incapace di sviluppare qualsiasi interazione verbale, personale, con una qualsiasi ragazza.
Saltava quindi dallo stare in silenzio, immobile, all’avventarsi su di loro cercando di toccarle.

Cary non è più “l’artista un po’ introverso”, ma viene definitivamente considerato come “strano”, “pericoloso”, “inquietante” da tutti i coetanei, e ancor più dalle coetanee, che lo temono e lo evitano come la peste.

La situazione è ancora più disturbante se pensiamo che il fratello -che è stato rapito e abusato per anni- è rimasto tutto sommato un ragazzo emotivamente equilibrato, gentile verso tutti, comprese donne e bambini.

Steven e suo fratello Cary Stayner.
Steven e suo fratello Cary Stayner.

Mentre il fratello che è rimasto nella sua casa, con la propria famiglia, è diventato uno strambo che si strappa i capelli e aggredisce le ragazze.

E proprio quando Cary diventa maggiorenne, il fratellino torna miracolosamente a casa.
Sembra stia benissimo, i genitori sono deliziati, e l’America intera grida al miracolo.
Non solo, ha pure salvato un bambino, spedito un mostro in carcere, e guadagnato un sacco di soldi per la sua buona azione.

Cary e Steven Stayner


Tutti i fotografi sono per lui, tutti i regali, tutte le attenzioni.
La versione più giovane, più simpatica, più buona, più bella di lui.
Cary si sente ancora una volta cancellato dalla famiglia.

Steven e suo fratello Cary Stayner.
Steven e suo fratello Cary Stayner.
Steven e suo fratello Cary Stayner.
Steven e suo fratello Cary Stayner.
Steven e suo fratello Cary Stayner.
Steven e suo fratello Cary Stayner.


Cary sente di non avere più il controllo sulla propria vita.
Sempre più spesso prende l’auto, guida fino allo Yosemite Park (lo stesso parco nel quale lavorava il rapitore di suo fratello), e lì in mezzo agli alberi secolari si spoglia nudo, fuma e si droga fino a stordirsi completamente.

Cary Stayner
Cary Stayner



Durante una di queste sessioni di auto-annullamento i demoni che affollano la sua mente si materializzano.
Una notte, nel bosco, ha un’allucinazione che lo sconvolge: è convinto che il Big Foot sia sbucato fuori dagli alberi.





La storia del Bigfoot lo ossessiona letteralmente: ne parla con tutti, e con grande convinzione, contribuendo così ad apporre sulla propria fronte il marchio a fuoco di “strambo”.

(AP Photo/Fresno Bee)
(AP Photo/Fresno Bee)




La vita di Cary sta deragliando fuori da qualsiasi binario.
Ormai maggiorenne, decide di andare a vivere con l’unico adulto al quale si sia mai sentito vicino: suo zio Jesse.
Ma lo zio, neanche un anno dopo l’incidente mortale subito da Steven, viene ucciso durante una sparatoria.
Cary ha perso il suo unico riferimento.
(Anni più tardi, affermerà di essere stato molestato dallo zio all’età di 11 anni, non si sa se questa sia stata un’affermazione volta a giustificare la propria condotta futura, o un tentativo di guadagnarsi una qualche fama simile a quella del fratello. Comunque puzza di diffamazione).

Lo zio di Cary Stayner.
Lo zio di Cary Stayner.


Il ragazzo comincia ad avere degli episodi di esaurimento nervoso.

Dice ad un amico che vuole salire su un camion, sfondare un negozio, entrare dentro e uccidere tutti. L’amico gli dice che deve farsi curare.

Prova brevemente a frequentare un centro d’aiuto, ma lascia quasi immediatamente.

Continua a parlare ai suoi amici di certe fantasie, certi incubi che fa, a proposito di uccidere delle donne. Dice che sta perdendo la testa.

L’anno dopo la morte dello zio, Cary tenta il suicidio.

Nel 1997 viene arrestato per detenzione di stupefacenti, ma viene presto scagionato.
Trova quindi rifugio nel bosco che ama, lo Yosemite: ha trent’anni quando diventa tuttofare presso un motel nel parco, a El Portal. Più o meno lo stesso posto e lo stesso lavoro che faceva Keith Parnell, il pedofilo.

Il Cedar Lodge Motel dove lavorava  Cary Stayner.
Il Cedar Lodge Motel.

Il lavoro gli permette di sparire quando vuole nel bosco, per stordirsi con sostanze o fare il bagno nudo.

Una sua conoscente ricorda che spesso è andata con lui e altre persone al lago, o anche loro due da soli, ma non ha mai notato nulla di particolarmente inquietante nel suo comportamento.


La signora che gestiva il ristorante del motel invece lo becca a fissare (spiare) molto, molto insistentemente la propria figlia adolescente che faceva il bagno in piscina con una cliente dell’hotel.
La madre della ragazza va da lui, e gli dice che se mai lo beccherà anche solo a sfiorare sua figlia -detto fuori dai denti- gli farà il culo.
Cary reagisce male, ma riesce a mantenersi freddo e non succede più nulla.
Di tutto il personale dell’albergo, la signora Houtz sarà l’unica a vedere il lato pericoloso di Cary Stayner.

Trisha Houtz ha lavorato -e discusso- con Cary Stayner.



Nel febbraio 1999 Cary lavora al Cedar Lodge ormai da due anni. L’inverno è bassa stagione: fa freddo, c’è la neve, e pochi turisti.

Tra questi ci sono una donna, Carole Sund, di 42 anni, sua figlia Juli, di 15, e una loro amica, di 16 anni, Silvina Pelosso, in visita dall’Argentina.
Madre e figlia avevano pensato di mostrare all’amica straniera le meraviglie naturali dello Yosemite.

Juli Sund e Silvina Pelosso.
Le amiche Juli Sund e Silvina Pelosso.

Cary Stayner stava progettando l’orrore da anni, e quella sera coglie al volo l’occasione perfetta.
Quasi tutti gli ospiti sono andati via: le camere sono per lo più sfitte.
E’ rimasta solo un’auto parcheggiata, di fronte ad una finestra illuminata, con le tende scostate: può guardare all’interno della stanza.
Ci sono due adolescenti e una donna. Sono già in pigiama. Hanno noleggiato il film “Jerry McGuire”.
“Nessun uomo in vista”, racconterà Cary nelle sue confessioni.

Carole Sund e sua figlia Juli.
Carole Sund e sua figlia Juli.

La mattina dopo le tre turiste sono scomparse, assieme alla loro auto.
Dopo un giorno intero senza notizie il personale appende delle foto alla mappa del bosco, in caso si fossero perse; i Ranger fanno delle ricerche nei dintorni, ma sembra come che se ne siano andate via di corsa.
Senza riconsegnare le chiavi della stanza alla reception.
Lasciando tutti i loro oggetti personali nella camera.

I parenti delle tre scomparse cominciano a preoccuparsi, e la polizia dopo due giorni comincia seriamente le ricerche: il parco però è enorme, con pareti rocciose a strapiombo, strade tortuose rese impervie dalle condizioni meteo (pioggia, ghiaccio, in alcune parti neve), non si capisce se le tre possano essere cadute in un crepaccio, se si siano perse nel bosco, o se per qualche motivo si siano allontanate volontariamente.

Pochi clienti, poco lavoro: i dipendenti del motel non hanno molto da fare, e quindi hanno molto tempo per parlare della strana scomparsa.
Anche Cary, che vive proprio sopra al ristorante, partecipa volentieri alle discussioni, fa ipotesi.

Dopo qualche giorno la polizia riceve la segnalazione che il portafoglio coi documenti della madre scomparsa sono stati ritrovati in una città a molti chilometri dal parco.
Questo è molto strano, e getta una luce inquietante sulla vicenda.

Arrivano ben sedici agenti dell’ FBI per indagare su quello che sembra davvero un mistero inspiegabile.

La conferenza stampa nella quale viene mostrato il portafoglio della signora Carole  Sund.
La conferenza stampa nella quale viene mostrato il poliziotto della signora Carole Sund.

Il marito di Carole, e padre di Juli, scende in campo attivamente, determinato a ritrovare la sua famiglia. Comincia delle ricerche private, e offre un’ingente somma per il ritrovamento delle tre scomparse.

Il marito e padre di due delle vittime.

I genitori di Carole sono benestanti, posseggono molti immobili e negozi, e sono molto bene inseriti nella comunità. Coinvolgono media, associazioni, e spingono le ricerche oltre ogni immaginabile sforzo.
Cani, elicotteri, sommozzatori, speleologi, mezzi speciali, ogni angolo dell’enorme parco viene setacciato, e poi ci si spinge alle strade che ne fuoriescono, alle cittadine vicine, e anche a quelle meno vicine.
Ma giorno dopo giorno, ogni ricerca è vana.

Viene sospettato un gruppo di balordi locali, con precedenti criminali, ma non emerge nulla di concreto.

Si riparte dal motel. L’FBI è sempre più convinta che le tre scomparse siano state vittime di un atto violento.
E qualcuno deve aver visto o sentito qualcosa. Non si capita in mezzo ai boschi per caso. Non si prelevano tre persone dalla loro camera così, senza un motivo.
Si reinterroga da capo tutto il personale dell’albergo, uno per uno, compreso il tranquillo tuttofare, che non ha alcun precedente per reati violenti.
E che viene depennato dalla lista dei possibili sospetti.

Cary Stayner.
Cary Stayner.

(segue nella parte 5)




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