Steven Stayner (parte 3)

(continua dalla parte 2)

Steven è un eroe.
La sua faccia è su tutti i giornali.
“E’ un miracolo che sia tornato vivo dopo tanti anni”, gridano tutti, tra lacrime di commozione.
Questo ragazzo sorridente, sano, onesto, è la rappresentazione di tutte le speranze di migliaia di genitori ai quali sono stati sottratti i figli.
(Ricorda per alcuni versi la storia del “nostro” Augusto de Megni.)

Steven Stayner e Timothy White.
Steven Stayner e Timothy White.


Nonostante le torture e le pressioni psicologiche subite per anni, ha scelto di risparmiare il suo stesso destino alla prossima vittima designata. Steven ha fatto la cosa giusta. Steven è un esempio per tutti.

Timothy White e Steven Stayner
il libro scritto sulla vicenda di Steven Stayner.


Ma l’ombra di quello che ha subito rimane su tutta la vicenda. Intervistare un ragazzo dalle sembianze quasi adulte, sapendo quello che ha subito, rende tutto imbarazzante, inquietante. All’epoca ancora più di quanto non lo sia oggi, si parlava pochissimo di pedofilia, e ancor meno di quella rivolta nei confronti di bambini maschi.
Steven stesso ha sempre rifiutato di rispondere a qualunque domanda circa la sua vita con Parnell, o riguardante gli abusi fisici e sessuali, tanto che non se ne è parlato neppure al processo.

Steven Stayner.



Steven dunque deve tornare a riallacciare i fili della sua esistenza lì, nel luogo in cui erano stati strappati.
Ma le cose non sono per niente facili, nè per lui nè per i suoi genitori, o per i fratelli.
Nonostante tv, giornali e librerie siano tappezzate dalla fiaba a lieto fine, le cose sono decisamente più complicate.

Steven Stayner



Il fatto è che a casa di Parnell, Steven ha preso abitudini sostanzialmente antisociali, venendo trattato come uno schiavo sessuale la notte, e come un ragazzo al quale tutto è permesso di giorno, a corrente alternata.
Ha fatto presto suoi comportamenti inappropriati per un bambino, tipo bere alcol e fumare in continuazione, e ora tutto quello che a lui sembra normale, scontato, sconvolge la sua famiglia e chiunque lo circondi.

“I miei mi trattano come se fossi ancora un bambino piccolo” mormora Steven in un’intervista.
Forse gli secca esser sgridato perchè fuma a tavola, in bagno, a letto.
Ma forse davvero i suoi non hanno mai smesso di pensarlo come quel bambino sorridente che era fino al giorno della scomparsa, un bambino di sette anni appunto.
Ora è un ragazzo alto, e pettinato come Shaggy di Scooby-Doo, gli dicono gli amici.



A casa ogni gesto, ogni parola, ogni silenzio sono fonte di attrito.
Deve dividere la camera col fratello Cary, più grande. Non sappiamo quali pensieri gli affiorano alla mente la sera. Quali incubi lo svegliano di notte.
Praticamente ha spedito in prigione la sua -malgrado tutto- figura paterna.
In un’intervista televisiva dice “ora devo competere con un fratello, e tre sorelle”.

Steven Stayner

Alla nuova scuola certi compagni lo prendono in giro. Gli danno del frocio. Steven risponde coi pugni. Non può affrontare la situazione con distacco, ovviamente.

La famiglia la vive male. Al posto del dolce bambino è tornato un selvaggio. Deve cambiare, deve comportarsi da bravo.
Steven si arrabbia, non ci riesce. Ancora una volta i suoi peggiori incubi si realizzano. La famiglia che non lo vuole. La famiglia delusa dal suo comportamento. La famiglia che lo abbandona, che non vuole averlo tra i suoi membri.
“Non so se ho fatto bene a tornare, forse i miei genitori sarebbero stati meglio se non fossi mai tornato”, riflette Steven ad alta voce, davanti ai microfoni.


E’ stato più volte proposto un aiuto psicologico al ragazzo.
Ma la madre ha sempre rifiutato la cosa. “Non credo in questo genere di cose”.
Una sorella in seguito ha detto che “secondo nostro padre gli Stayner non hanno nessun bisogno di psicologi”.
Ma 7 anni prigioniero di un pedofilo, e un ritorno difficoltoso in una famiglia -nella quale lui stesso, nell’immediatezza del ritorno, ha ammesso di non essere stato in grado di riconoscere i fratelli- non sono una cosa che un ragazzino può cancellare con un colpo di spugna, come se non fosse mai accaduto nulla di strano.

Steven Stayner
Steven Stayner posa con la famiglia nella finestra del salotto.

Ad un certo punto pare che i suoi, esasperati, l’abbiano davvero cacciato di casa.
I rapporti col padre non si sono mai più ricuciti, neanche negli anni seguenti.

Diventato di colpo indipendente, Steven sperpera in fretta i soldi che ha ottenuto come risarcimento, principalmente in auto, alcol e droghe.

Steven Stayner

Viene prodotto un telefilm sulla sua vicenda, e lui compare in un cameo: interpreta uno dei poliziotti.

Steven Stayner nel film incentrato sulla sua vicenda

Il film si può vedere qui:





Ma poi prosegue a testa bassa, determinato a riprendersi la vita che merita: si sposa a 17 anni con la ragazza che ama, e inizia a lavorare in una tavola calda.
Dal matrimonio nascono una bambina e un bambino, che chiama col suo stesso nome.

Steven Stayner



Steve è orgoglioso di quello che ha ottenuto, e contento della “normalità” raggiunta.
Gli sembra di essere sceso a patti con il suo passato.
Qui posa all’incrocio dal quale fu rapito quasi 20 anni prima:



Partecipa e collabora attivamente con gruppi a sostegno delle famiglie con minori scomparsi; va nelle scuole a parlare coi bambini circa la sicurezza personale.
Comincia anche a frequentare la chiesa. Tutto sembra che si stia mettendo a posto.

Steven Stayner con la sua famiglia
Steven Stayner

Ma il tragico destino non ha ancora finito con lui.
A soli 24 anni, rientrando dal lavoro, si schianta in moto contro un’auto fuori controllo, e muore.


Al suo funerale, la sua bara viene portata tra gli altri da Timmy White, quel bambino che fu da lui rapito, e al tempo stesso salvato, 10 anni prima. Dieci anni che sembrano un’altra vita. Al momento dell’incidente, Timothy ha la stessa età che aveva Steve quando si sono conosciuti.

Timmy diventerà sceriffo di polizia, parteciperà come Steven ad incontri nelle scuole circa la sicurezza personale e su come evitare di finire nelle mani di malintenzionati.
Nel 2004, quando il suo aguzzino Parnell -recidivo- rapirà un altro bambino, testimonierà fieramente in aula contro di lui.

Timothy White
Timothy White
Timothy White
Timothy White presta giuramento durante l’ultimo processo a Keith Parnell.

Durante la sua apparizione in tribunale era presente, per rendere testimonianza, anche quel Randall Poorman che collaborò al suo rapimento, quello che lo strappò dalla cancellata alla quale si era aggrappato con tutte le sue forze.
Poorman in aula era scioccato dall’incontrare White, non sapeva che sarebbe stato presente, e finchè non hanno letto ad alta voce il suo nome non lo aveva proprio riconosciuto.
I due si sono abbracciati, e Timothy ha assicurato che non prova alcun rancore nei confronti di Randall.

Keith Parnell
Keith Parnell

Il vecchio porco finalmente morirà in prigione durante una condanna a 25 anni di detenzione, nel gennaio del 2008.

Keith Parnell
Keith Parnell




Purtroppo anche Timothy White morirà solo due anni dopo, per una embolia polmonare, lasciando la moglie e due figli.

Cinque mesi dopo la morte di Timothy, una statua dedicata ai due ragazzi verrà inaugurata in un parco pubblico di Merced, la città di Steven.

Steven Stayner
Steven Stayner

Il figlio che porta il suo stesso nome oggi è un uomo, e gli assomiglia tantissimo.

Steven Stayner / Steven Stayner II
Steven Stayner / Steven Stayner II



Pensate di averne abbastanza?
C’è ancora un capitolo extra nella storia.
Tra i personaggi della vicenda c’è un altro mostro, insospettabile, che fino ad ora è rimasto sullo sfondo.

Visita la quarta parte per scoprire la storia di Cary Stayner.

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