J.B. Beasley e Tracie Hawlett

J. B. Hilton Green Beasley (temo che J.B. non fosse un’abbreviazione, ma proprio il nome), è nata il 31 giugno 1982 in Alabama.

J.B. Beasley.
J.B. Beasley.



E proprio il 31 giugno -ma dell’anno 1999- i suoi amici la invitano ad una festa all’aperto per festeggiare il suo diciassettesimo compleanno.

Il luogo preposto non si trova nella sua cittadina (Dothan), ma ad Headland, a meno di venti minuti di macchina.
In realtà quella sera J.B. era stanca, ma dopotutto non poteva non presentarsi al party che avevano organizzato per lei: sarebbe stato da irriconoscenti.
Decide di fare almeno una capatina, per partecipare e ringraziare gli amici, anche fermandosi poco.
(Da alcune interviste rilasciate dai genitori anni dopo si evince che la festa era stata organizzata a prescindere dal compleanno di J.B., ma i suoi amici l’avevano invitata per sfruttare l’evento anche per festeggiare lei).

Quindi J.B. mette d’accordo con la migliore amica, Tracie Hawlett.

Tracie Hawlett.
Tracie Hawlett.


Le due coetanee sono molto carine, hanno partecipato entrambe a piccoli concorsi di bellezza; ma in generale amano ascoltare musica pop, incontrarsi al centro commerciale e divertirsi in maniera semplice, come la maggior parte degli adolescenti dell’Alabama di vent’anni fa.

J.B. Beasley e Tracie Hawlett.
J.B. Beasley e Tracie Hawlett.


Tracie fa la majorette, e sogna di diventare medico missionario;
J.B. fa la cheerleader, frequenta corsi di ballo da 10 anni, e grazie al suo talento ha vinto anche dei premi.
Purtroppo in casa sua ci sono stati dei problemi: una non meglio specificata lite tra il padre, la madre e la ragazzina ha fatto sì che per un breve periodo quest’ultima fosse affidata legalmente al suo insegnante di ballo.

Sono comunque fondamentalmente due brave ragazze, e ci tengono molto a esserlo: rimangono d’accordo che J.B. dormirà a casa di Tracie dopo la festa, così la mattina dopo potranno andare subito a messa.

In quella sera d’estate quindi le due si preparano, si vestono carine, e verso le 22:05 salgono sulla Mazda della festeggiata.

J.B. Beasley e Tracie Hawlett.
J.B. Beasley e Tracie Hawlett.



Purtroppo -forse per il buio o per la giovane età (hanno preso la patente da poco e non sono abituate a girare per strade extraurbane di notte), forse per la stanchezza, invece di svoltare a destra proseguono dritte, cercando invano uno svincolo ormai sorpassato da un pezzo.

I loro amici hanno assicurato che il tragitto sarebbe durato circa 15 minuti, a quell’orario serale, ma loro guidano da mezz’ora, e ancora non vedono nessun cartello utile a raggiungere la località.

Il tragitto Dohan – Headland sarebbe stato breve prendendo l’interstatale 431, ma le ragazze si dirigono verso sinistra, proseguendo parecchio fuori strada.

Arrivate ormai in prossimità della città di Ozark le due capiscono di essere completamente fuori strada.
Ne ’99 i cellulari non erano diffusi come oggi, e com’è evidente non hanno mappe stradali con loro. Devono chiedere indicazioni a qualcuno.

Si fermano ad una stazione di servizio e fanno la prima telefonata da una cabina, presumibilmente agli amici, per chiedere indicazioni e avvertirli del ritardo.
Poi fanno ancora qualche chilometro, entrano nel parcheggio di un minimarket, che nonostante abbia le luci ancora accese ha chiuso da poco (alle 23).

il distributore di benzina al quale si fermano J.B. Beasley e Tracie Hawlett
il distributore di benzina al quale si fermano J.B. Beasley e Tracie Hawlett



Per fortuna trovano una donna e sua figlia che si erano fermate a comprare da bere ed erano ancora lì fuori dopo la chiusura, e ricevono indicazioni su dove sono e quale strada avrebbero dovuto fare.
Realizzano quanto siano fuori strada, ma la prendono a ridere, dandosi delle cretine.
Per raggiungere la festa, spiega la signora, dovrebbero lasciare l’interstatale 231, e prendere la 123: arriverebbero dritte a Headland dov’erano dirette… ma ci arriverebbero tra un’ora e mezza. Quindi quasi per l’una di notte!
Esauste, le ragazze decidono di lasciare proprio perdere, e tornare a casa.
Al diavolo la festa, se non stanno attente a momenti arrivano in Missouri!

Prima di girare l’auto, si preoccupano di usare ancora un telefono a gettoni fuori dal minimarket, e chiamano a casa: Tracey spiega alla madre cosa è successo, assicurandole che al massimo tra un’ora sarà di ritorno.
La mamma, che la sente allegra e tranquilla nonostante la disavventura, è stanchissima dopo una giornata di lavoro, e se ne va tranquillamente a letto.

Da questo momento in poi non si sa con certezza cosa sia successo.

J.B. Beasley e Tracie Hawlett.



Quel che è certo è che la mattina dopo la madre di Tracey si sveglia alle 5, e guardando nella camera della figlia scopre che il letto è intatto, e la figlia non è mai tornata.

Sveglia il marito, e cominciano a pensare alle varie alternative: forse all’ultimo minuto sono davvero andate a quella festa? E ora sta dormendo a casa di J.B?
Dopo qualche telefonata scoprono che nessuna delle due è rientrata.
Chiamano qualche contatto che doveva essere alla festa della sera prima, ma nessuno le ha viste.
Il patrigno di Tracey comincia a percorrere le strade menzionate la sera prima avanti e indietro, cercando un incidente, mentre la madre telefona a tutti gli ospedali.
Infine in mattinata vengono fatte le denunce di scomparsa.

I genitori di Tracey Hawlett.
I genitori di Tracey Hawlett.



Un agente della polizia stradale di Ozark trova la loro auto, correttamente parcheggiata, in una stradina non distante dal benzinaio.
Alcuni testimoni assicureranno che l’auto fosse lì già dalle 3 di notte circa, vale a dire 3-4 ore dopo il colloquio con la donna nel parcheggio del benzinaio.

Delle ragazze non v’è traccia. Perchè si sono fermate dopo pochi metri?
Perchè proprio lì? E dove sono ora?

la posizione dell’auto di J.B. Beasley e Tracey Hawlett.



L’auto non è chiusa a chiave, il finestrino lato guidatore leggermente abbassato.
Sul cruscotto c’è la patente di guida di J.B.
Sui sedili le borse delle ragazze, contenenti soldi e documenti, non manca nulla.
Solo le chiavi del veicolo non si trovano. Erano attaccate al mazzo delle chiavi di casa.

L’auto si presenta molto sporca: è coperta di schizzi di fango, anche se non ha piovuto di recente, e le strade sono asciutte;
e la carrozzeria è leggermente danneggiata.
Però la donna del benzinaio la ricorda senza difetti, e perfettamente pulita.
Come può essersi sporcata e incidentata in pochi metri, su strade asciutte?

Il serbatoio è quasi in riserva, anche se il pieno era stato fatto il giorno prima.
Per quanto non si conoscano i movimenti precisi dell’auto nella giornata del 31 prima di partire per la festa, nè se fosse stato riempito davvero completamente, si è comunque stimato che per svuotarlo a quel punto il veicolo avrebbe dovuto viaggiare per otto ore.

E comunque se fossero state in riserva, pochi metri più in là c’era proprio il benzinaio nel quale si erano fermate all’inizio, quindi avrebbero potuto fare rifornimento prima di tornare a casa.
Alcune fonti riportano testimonianze di qualcuno (non è chiaro se la donna al minimarket, o altri clienti del benzinaio che le hanno viste mentre andavano al telefono) che le ha sentite parlare proprio dell’eventualità di rifare benzina, domanda alla quale -presumibilmente J.B.- rispondeva che non ce n’era affatto bisogno.

Sei ore dopo la scoperta dell’auto, aspettando il carro attrezzi, l’investigatore che attende sul posto scopre che il bagagliaio si può aprire anche senza chiavi, tirando una leva nel cruscotto.



Il baule viene aperto, e dentro vengono ritrovati i corpi delle due ragazze.

Entrambe completamente vestite, sono state uccise con un singolo proiettile per ciascuna.
Non ci sono tracce di lotta o percosse, solo Tracey ha delle escoriazioni su un braccio e degli strappi provocati da rovi, sui pantaloni.

Il proiettile le è stato sparato all’altezza della tempia. Il bossolo -9mm- è rinvenuto ancora appoggiato su una delle sue gambe.
Le sue scarpe (New Balance da 95 dollari, comprate solo la settimana prima) sono piene di fango, e bagnate. Anche la parte inferiore dei pantaloni è fradicia di acqua.
Dalla posizione sembra che sia stata fatta entrare per prima nel baule, e quindi giustiziata.

J.B. ha un foro di proiettile nella guancia, anche le sue scarpe sono infangate, e i jeans bagnati fino al ginocchio.

Dai rilevamenti pare che le due siano state uccise nel bagagliaio (bossolo, schizzi di sangue, posizione dei corpi), ma che l’auto fosse altrove (deduzione probabilmente motivata dall’assenza di sangue fuoriuscita dall’auto, o dall’assenza del secondo bossolo, che teoricamente però avrebbe anche potuto essere stato prelevato dall’assassino).
Ad ogni modo nessuno nel vicinato ha udito due spari quella notte.

Al momento della scoperta dei corpi sono le due del pomeriggio, fa molto caldo, nell’auto chiusa ancora di più, quindi determinare l’ora del decesso non è facile; ma la stima è in linea con le testimonianze: tra le 23 del giorno prima e le 3 di mattina.

Le autopsie non trovano tracce di droghe o alcol, e nessun segno di violenza sessuale.

Tuttavia mesi dopo, ad una più accurata analisi, verranno rilevate tracce di sperma sul corpo di J.B, sulle sue mutande e sul suo reggiseno.

Un’impronta palmare viene evidenziata sulla carrozzeria del baule.

Il problema di individuare chi ha lasciato quel liquido seminale e quell’impronta impegnerà gli investigatore per i mesi seguenti.

La notte dell’omicidio, alle 23:30, mentre le due ragazze telefonavano a casa, un uomo usciva di casa a comprare del latte per il figlio di due anni (circostanza confermata dalla moglie in sede di interrogatorio).
Johnny William Barrentine, meccanico part-time ventottenne, tornerà a casa solo un’ora e mezza dopo, “visibilmente scosso”, come racconterà la moglie.
Le dice che è stato tamponato da un veicolo nero con una targa di Dothan (la cittadina delle ragazze) vicino a Herring Avenue (la via dove è stata ritrovata la loro auto).

Johnny William Barrentine
Johnny William Barrentine



Agli amici del bar il ragazzo racconterà di sapere delle cose circa il duplice omicidio.
“So chi è stato”.
Gli amici lo incoraggeranno ad andare alla polizia e raccontare ogni cosa, soprattutto per intascarsi la consistente ricompensa.

Esattamente un mese dopo la scoperta dei corpi, Johnny va dalla polizia.
Subisce un interrogatorio videoregistrato di quattro ore come persona informata dei fatti, nel quale cambia sei versioni, in alcune delle quali si colloca sulla scena nel momento degli spari.

Le versioni vanno da “ho visto un camion nero scappare via dalla via dell’omicidio” a “ho visto un uomo tatuato”; oppure “ho caricato un uomo per un passaggio fino al minimarket, lì è salito con le ragazze e mi ha fatto cenno di seguirlo”: hanno guidato dal minimarket fino a Herring Avenue, l’uomo è sceso dall’auto, ha sparato alle ragazze e si è fatto riportare al minimarket da Johnny; e così via, con piccole variazioni di volta in volta.
Accusa anche un suo vicino di casa, sarebbe stato lui il misterioso uomo che ha chiesto un passaggio.
Barrentine vive a meno di un chilometro dalla scena del crimine.
Il vicino di casa viene messo in stato di fermo, e testato per il DNA: che non coincide. E poi ha un alibi per quella notte.

La storia –le storie- che Barrentine ha raccontato non stanno in piedi in nessuna delle versioni, sia per l’illogicità che per le contraddizioni, ma soprattutto perchè manca sempre la parte dell’attività sessuale che ha lasciato le tracce sui poveri corpi, e quella del fango, della benzina mancante, degli abiti fradici.

Barrentine viene arrestato come primo sospettato di duplice omicidio.

Passa qualche tempo, e ci si deve rassegnare a rilasciare anche lui: neanche il suo DNA corrisponde a quello repertato.
Non c’è alcuna evidenza della sua presenza sul luogo del crimine, e a dicembre esce del tutto dalla detenzione preventiva.
Confesserà di essersi inventato tutto solo per intascare la ricompensa destinata a chi avesse aiutato le indagini.
Ha fatto perdere un sacco di tempo agli investigatori.

In seguito vengono sospettati due individui:
uno definito “molto sospetto”, che ha lasciato improvvisamente Ozark la mattina dopo l’omicidio, e che ha avuto sempre grossi problemi a rispondere alle domande degli inquirenti.
Non ha mai saputo fornire un alibi per quella notte.
Il suo DNA non coincide, ma i sospetti non sono mai caduti completamente, almeno come probabile testimone.

Un altro sospetto è il conducente di un piccolo furgone bianco che è stato visto nella telecamera del benzinaio, nell’orario in cui le ragazze fanno la prima telefonata agli amici.
I fotogrammi sono molto sgranati e non si legge la targa.
Nonostante il furgoncino entri e si fermi nel benzinaio, non ci sono ricevute di prelievi di benzina a quell’ora, quindi è venuto il sospetto che si fosse fermato per parlare con le ragazze, osservarle e seguirle.
Nonostante gli appelli, nessun proprietario di furgoni bianchi si è mai fatto avanti per essere eliminato dalla lista dei sospetti.
Le telecamere sono state controllate nei giorni e nei mesi seguenti, e un agente in borghese è stato piazzato ad aspettare eventuali veicoli simili fermarsi di nuovo alla stazione di servizio, ma non fu mai identificato nessuno che potesse essere lo stesso furgone.

Per i successivi 20 anni il DNA è stato comparato con tutti i criminali possibili e immaginabili, ma a parte voci incontrollate circa una possibile somiglianza genetica con uno spacciatore che in quei giorni si trovava a Ozark (mai incriminato ufficialmente) nulla è mai stato concluso.

Il caso è rimasto un cold case fino a metà marzo 2019, pochi giorni fa.

Coley McCraney
Coley McCraney


Sabato 16 marzo è scattato l’arresto per il 45enne Coley McCraney.
Al suo nome sono risaliti grazie alle banche dati online del DNA: un qualche suo parente era curioso di conoscere la propria origine genetica.

Coley McCraney
Coley McCraney


McCraney non ha mai avuto alcun problema con la giustizia.
Confidava di trascorrere la sua intera vita passandola liscia con quel suo “peccatuccio”, cioè aver rapito due minorenni, averne abusata sessualmente una, mentre l’altra scappava nella palude dove le aveva condotte; averle riportate nei pressi del luogo in cui le aveva prelevate, per poi procedere ad una veloce esecuzione.

Mc Craney è un padre di famiglia, membro rispettato della sua comunità, visto che a quanto pare officiava come vescovo presso la chiesa locale.
Ha lavorato anche come camionista.
Viveva a Ozark nel periodo degli omicidi, ma al momento dell’arresto risulta che vivesse a Dothan, proprio la città di J.B. Beasley e Tracie Hawlett.

Coley McCraney
Coley McCraney



Le notizie sono poche e non ufficiali per il momento, da poche ore su testate locali si parla di evidenze di una pistola compatibile con quella degli omicidi, in suo possesso all’epoca. Il suo profilo facebook è stato cancellato.

Coley McCraney
Coley McCraney


Mc Craney è attualmente in attesa di processo.

Coley McCraney
Coley McCraney


informazione: il prossimo articolo del blog verrà pubblicato quando questo post raggiungerà i 20 like o le 20 condivisioni. A presto!






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