Sam Sheppard (parte 2)

(segue dalla prima parte)

Quattro giorni prima di Natale quindi, il dottor Sheppard viene condannato all’ergastolo per l’omicidio della propria moglie.


Due settimane dopo la sentenza, mentre il Dottor Sheppard padre era ricoverato in ospedale a causa di gravissime ulcere allo stomaco (conseguenza dello stress provocatogli dalla condanna del figlio), mentre il nipotino Chip è nell’ambiente accanto, assieme ad uno degli zii, nonna Sheppard si chiude a chiave in una stanza e si spara alla testa, morendo immediatamente.

La madre del dottor Sheppard.
La madre del dottor Sheppard.


Al suicidio della nonna farà seguito anche la morte del nonno, ufficialmente per cancro, ma a detta di tutti “di crepacuore”.


Così Chip ha perso la madre, e il fratellino o sorellina ancora nel suo grembo, che aspettavano per un mese prima di Natale; mentre lui dormiva nella stanza accanto, senza rendersene conto.
E tutto questo per colpa del padre, che non rivedrà mai più al di fuori del carcere; poi la nonna che si spara nella stanza accanto, e il nonno morto di dolore.
Tutto questo avrà delle conseguenze che vedremo più avanti.
Per ora è solo un bambino che aveva tutto, e ora non ha che macerie e morte.


Sam Sheppard viene scortato al funerale di entrambi i genitori indossando le manette ai polsi.



I giornalisti affollano il cimitero, forse sperando che il dottore in ginocchio sulla tomba dei genitori scoppi finalmente in lacrime confessando la sua colpevolezza.
Cosa che non succede.





Dopo la sentenza definitiva, la casa teatro del delitto viene riconsegnata ai membri della famiglia rimasti in vita.
I quali convocano un perito, il professor Paul Leland Kirk, un pioniere non solo nelle scienze forensi (scriverà forse il primo libro in assoluto sulle analisi forensi in senso moderno), ma in molti altri ambiti (ad esempio prese anche parte al Progetto Manhattan), che analizza da capo la scena del crimine e le varie stanze.

Il professor Kirk analizza un cuscino della camera degli Sheppard.
Il professor Kirk analizza un cuscino della camera degli Sheppard.

A quei tempi non esistevano le indagini forensi di adesso, non si pensava neppure di congelare la scena del delitto (vedi il mozzicone nel gabinetto, che non si sa neanche a chi appartenesse; o la gita di tutta la corte sul luogo del delitto, durante il primo giorno di udienza).

E soprattutto durante il processo, la difesa non aveva il diritto di analizzare a sua volta la scena del crimine o elaborare teorie alternative.

Il perito studia tutte le macchie di sangue, in particolare quelle nella stanza del delitto.
I muri, il soffitto e il pavimento sono spruzzati di sangue, come tutti hanno notato.
Ma nessuno ha notato che esiste una zona libera dagli schizzi.

Esiste infatti come un “cono d’ombra” che si allarga dal letto ai muri, là dove stava l’assassino mentre sferrava colpi spruzzando finemente l’intera stanza.


Solo che Sheppard non aveva la minima traccia di sangue sui vestiti, a parte le zone che hanno toccato il pavimento quando è svenuto la prima volta, mentre secondo la dinamica tracciata nella stanza avrebbe dovuto esserne pieno persino dietro il proprio corpo, per effetto del piegamento del braccio.



Inoltre giù per le scale si contano più di 50 gocce di sangue, sgocciolate dall’arma del delitto, che per il perito non può essere un bisturi o un oggetto dalla forma troppo semplice, per raccogliere tutto quel sangue e rilasciarlo così lentamente.
Il professor Kirk ipotizza una torcia elettrica, di quelle grosse di una volta, col bordo zigrinato.

Le gocce di sangue sulle scale degli Sheppard.
Le gocce di sangue sulle scale degli Sheppard.

Non è finita: secondo le analisi del perito, l’assassino aveva colpito con la mano sinistra. Però il dottor Sheppard era destrorso.

E ancora: l’esame del DNA non esisteva ancora, ma l’analisi dei gruppi sanguigni sì: Kirk dimostra come sulla scena del delitto ci fossero tracce di sangue provenienti da tre persone diverse.

Perito e avvocato presentano ricorso presso il giudice, ma la richiesta viene rigettata, con la risposta che “avreste dovuto pensarci prima della conclusione del processo”.
Il faldone di 20 pagine rimane però in circolazione, in attesa di tempi migliori.


Nonostante la facile condanna, le voci polemiche nei confronti della conduzione del processo -sostenuto in un clima da “carnevale”, come la mancata segregazione dei giurati- non si spegneranno, tra vari tentativi di appello sempre respinti dalla corte;
nel 1963 nascerà una serie televisiva ispirata (liberamente) alla vicenda del dottor Sheppard, nella quale il protagonista è innocente:

Nello stesso anno Sheppard si fidanzerà (dal carcere) con una sua “fan”, una donna tedesca che gli ha scritto molte lettere.

Ariane Tebbenjohann posa con una foto dell'amato Sam Sheppard.
Ariane Tebbenjohann posa con una foto dell’amato Sam Sheppard.


Si tratta di Ariane Tebbenjohanns, che tra l’altro è la sorellastra della moglie di Joseph Goebbels, il ministro della propaganda di Hitler.
Sappiamo tutti che fine ha fatto fare alla suddetta moglie, e a tutti i loro bambini.

Genocidal German dictator and Nazi leader Adolf Hitler (1889 – 1945) (rear center) stands with Nazi Propaganda Minister Joseph Goebbels (1897 – 1945), his wife Magda (1901 – 1945), and their three oldest children, left to right, Hilda (1934 – 1945), Helmut (1935 – 1945), and Helga (1932 – 1945), late 1930s. (Photo by Express Newspapers/Getty Images)

Ogni tanto Sheppard fa richiesta di permessi premio e libertà vigilata, ma le richieste gli vengono respinte.
Anzi verrà spedito per un lungo periodo nella cella punitiva “il Buco”, un quadrato di cemento lurido e senza finestre, per aver risposto male al direttore del carcere che aveva osato definire la sua nuova fidanzata “quella bionda”.

Quando muore lo storico avvocato di Sheppard, ne nomina un altro, che sceglie di percorrere la strada del processo iniquo.
Una giornalista testimonia che prima che il processo cominciasse, il giudice che lo presiedeva le disse, distrattamente, ad una festa, che tanto Sheppard era colpevolissimo, non c’era neanche bisogno del processo. Un’affermazione gravissima.
Viene data ragione al nuovo difensore (un giovane avvocato pieno di iniziative, che in seguito diventerà il difensore di O.J.Simpson), e si rifà il processo da capo.
Nel frattempo Sheppard viene liberato su cauzione (10mila dollari, raccolti dalla famiglia e dalla nuova fidanzata).



Durante questo nuovo procedimento vengono portate alla luce tutte le incongruenze del precedente (il sangue proveniente da un individuo misterioso, e mancino, in primis) ma vengono fatte notare anche altre cose che nel primo processo erano state colpevolmente tralasciate: la povera Marilyn si era difesa fino a strapparsi le unghie, e un dente le era saltato via non per i colpi inferti, che lo avrebbero spezzato, ma per un morso che lei stessa aveva dato al suo aggressore (verosimilmente da questa ferita era fuoriuscito il sangue “di troppo” sulla scena del crimine); mentre il dottor Sheppard non aveva il minimo segno di graffi o morsi.
Per di più nel primo sopralluogo non era stato visionato lo stato dello scantinato, dove una finestrella era aperta e accessibile ad un malintenzionato.

un momento del processo a Sam Sheppard.



La giuria questa volta dichiara Sheppard non colpevole.
Il dottore in un moto di giubilo sferra un pugno sul tavolo, così forte da quasi spaccare il ripiano di legno (i colpevolisti: allibiti).



Si scopre che incredibilmente Sheppard ha portato in aula una pistola.
Gli viene chiesto se avesse avuto intenzione di suicidarsi, in caso di verdetto di colpevolezza: “no, non intendevo uccidermi”.
“e allora perchè ha portato quella pistola?”
“sono affari miei”.
Il dottor Sheppard continua a stupire, e a far storcere i nasi di molti.

Nonostante l’ufficialità della sua innocenza, e l’evidenza dell’errore giudiziario, per tutti a Cleveland il dottor Sheppard rimarrà per sempre colpevole.
Era chiaro a tutti che la moglie l’ha ammazzata lui, tutti hanno seguito il processo!
Il primo processo, però. Il secondo ha annoiato l’opinione pubblica.
E poi aveva sempre negato i tradimenti, usava termini improbabili, era antipatico. Non poteva essere innocente. Per di più nessuno aveva mai saputo nominare un colpevole alternativo. Sheppard assassino, punto.



Comunque dopo 10 anni di prigione è di nuovo libero; in breve sposa Ariane Tebbenjohann e cerca di rifarsi una vita, trasferendosi con lei a pochi chilometri dalla prima casa, teatro del delitto (facendo di nuovo mormorare i colpevolisti, a dir la verità).

Ariane e Sam.
Ariane e Sam.



Ma tornare ad una vita normale non gli è per niente facile.
Cerca di tornare a fare il chirurgo nell’ospedale di famiglia, ma dopo 10 anni e tutto quello che gli è successo non ne è più in grado.
Nonostante tutto l’aiuto che gli forniscono i fratelli e colleghi, Sam mette a rischio la vita dei pazienti. Nel giro di pochi giorni due pazienti gli muoiono sotto i ferri: recide per errore l’arteria di una donna che muore il giorno dopo; e di un uomo, che muore per emorragia interna.
Lo costringono a dimettersi.
Frustratissimo, Sheppard precipita nel gorgo dell’alcolismo.

Dopo cinque anni di relazione -separati dalle sbarre- e due anni di matrimonio, nel ’68 Ariane gli presenta le carte del divorzio.
(Si è parlato di abusi).

Ariane Tebbenjohann
Ariane Tebbenjohann

Anche se la sua vita professionale e personale è un fallimento, Sheppard rimane il protagonista di uno dei più grandi casi giudiziari di metà secolo: continuano a gravitargli intorno un certo tipo di persone, che possono trarre vantaggio da lui.
Uno di questi è George Strickland, che lo convince -a fin di bene- a partecipare ad un incontro di wrestling per raccogliere fondi a scopo di beneficienza.
Sheppard accetta e ci prende gusto.

Sheppard e Strickland.
Sheppard e Strickland.


Che ci crediate o no, il dottore diventa lottatore professionista col nome di “The Killer”. “L’Assassino”. (mioddio.)

Sheppard e Strickwell si rimettono in forma.
Sheppard e Strickwell si rimettono in forma.



E non si limita a questo: sfrutta le proprie conoscenze anatomiche per sviluppare un tipo di presa particolarmente efficace e dolorosa, il “mandible claw”, che consiste nell’infilare le due dita mediane nella bocca dell’avversario, premendo sui tessuti molli sotto la lingua, premendo contemporaneamente da fuori per fare pressione sul nervo.



Dopo due mesi dall’inizio della sua carriera da lottatore, va in Messico e si sposa la figlia del suo impresario di wrestling, Coleen Strickland, che ha solo 19 anni, mentre lui ne ha 45.

Sam e Coleen.
Sam e Coleen.



A questo punto beveva quasi mezza bottiglia di superalcolici al giorno, 4e fa largo uso (diciamo proprio “abuso”) di sedativi, che si fa prescrivere con facilità a causa del suo nuovo lavoro.

Sam Sheppard mostra il poster di uno dei suoi incontri di Wrestling.
Sam Sheppard mostra il poster di uno dei suoi incontri di Wrestling.


Il 6 aprile 1970 viene trovato in casa, morto. Due esami medici indicano come causa di morte un collasso del fegato, o di un’encefalite (in ogni caso in chiaro legame col grave abuso di alcol).
Lascia la sua terza moglie vedova, ancora adolescente, dopo appena sei mesi di matrimonio.


Nella terza parte scopriremo cosa ne è stato del figlio di Marilyn e di Sam, e cosa è veramente successo quella notte, nella quale tutto ebbe inizio.




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