Sam Sheppard

Attenzione: questo post purtroppo contiene foto scattate sulla scena di un delitto.
Pur mantenendole leggibili, ho cercato di rimpicciolirle, nella speranza di renderle leggermente meno orribili.

I lettori sensibili sono avvertiti.

Il 3 luglio 1954 Marilyn Sheppard, 31 anni, ha passato la giornata a preparare un piccolo rinfresco per gli amici, per festeggiare insieme il weekend del Giorno dell’Indipendenza.

Marilyn Sheppard
Marilyn Sheppard


Suo marito è un rispettato membro della comunità, osteopata e noto chirurgo.
Il pomeriggio del 3, poco prima del rinfresco, Sam Sheppard riceve una chiamata urgente dall’ospedale, e deve lasciare la moglie e gli amici per correre a fare il suo dovere.

Marilyn e Sam Sheppard.
Marilyn e Sam Sheppard 12 anni prima.


Quando torna a casa ormai sono le 21 passate: la festa è già inoltrata.
Guardano tutti assieme un film, poi una partita di football.
Verso la mezzanotte, prima che gli ospiti si siano congedati, il dottore è così esausto che si addormenta su una specie di “letto da giorno” che funge anche da divano, al piano terra, vicino alle scale.

il letto sul quale Sam Sheppard si è addormentato la sera della festa.
il letto sul quale Sam Sheppard si è addormentato la sera della festa.


Marilyn prova a svegliarlo per farlo salire in camera da letto, ma il marito ha il sonno pesante e alla fine decide di lasciarlo dormire lì.
Il loro figlio di 7 anni (che si chiama come il padre, ma tutti chiamano Chip), è già a letto da ore.

La famiglia Sheppard.
La famiglia Sheppard.

Ma la serata non è propriamente conclusa.
Una serie di avvenimenti incredibili cambieranno per sempre le loro vite.

Marilyn e Sam Sheppard nel giorno delle loro nozze.
Marilyn e Sam Sheppard nel giorno delle loro nozze.


Alle 5:45 della mattina seguente, il loro vicino di casa -e grande amico-riceve una telefonata sconvolgente: è il dottor Sheppard, in evidente stato di agitazione, che gli urla “Per l’amor di dio, vieni in fretta! credo che abbiano ucciso Marilyn!

I vicini chiamati da Sam Sheppard.
I vicini.



Il vicino si precipita a casa loro, e trova il dottore in uno stato quasi di delirio, che si tiene il collo emettendo lamenti di dolore.
Farfuglia frasi confuse riguardo ad un uomo con capelli folti (“cespugliosi“) che ha attaccato lui e la moglie.

Corrono al piano di sopra, e trovano la camera da letto coi muri spruzzati di sangue. Sul letto, Marilyn giace mezza nuda, orribilmente sfigurata, il letto in un lago di sangue.



Dopo alcuni secondi di shock un pensiero orribile si affaccia alla mente dell’amico: il bambino.
Ma incredibilmente dorme nel suo letto come se nulla fosse accaduto: non si è mai svegliato, nè per l’arrivo del vicino, nè per la telefonata del padre, nè per l’intrusione di uno sconosciuto, nè tantomeno per le grida della madre.

Eppure la porta della sua camera e quella della stanza dove la madre è stata ripetutamente colpita distano meno di un metro l’una dall’altra.

E il padre affermerà di essere corso al piano di sopra, quella notte, proprio perchè sentiva la moglie gridare il suo nome.


Il bambino verrà sentito più volte, ma ha sempre ripetuto di non essersi mai svegliato quella notte.

Neanche il cane della famiglia sembra aver abbaiato ad alcun intruso, secondo quanto riferito dai vicini e da Sheppard stesso.


Il bambino viene condotto a casa dei vicini; il dottor Sheppard viene portato in ospedale, dove appena gli verranno prestate le prime cure verrà ascoltato dalla polizia.

Assieme all’ambulanza arriva anche la polizia assieme ad uno dei fratelli maggiori di Sheppard.
L’altro fratello, Steven, è stato chiamato quasi in contemporanea al vicino di casa, arrivando poco dopo quest’ultimo.
Il vicino ha sentito il fratello chiedere sottovoce, in disparte, a Sam: “sei stato tu a fare questo?”; “diavolo, no” ha risposto il dottore.
Poco dopo arriverà la polizia assieme al terzo fratello.

La famiglia Sheppard.
La famiglia Sheppard.



Si esamina la scena del crimine.
Nella casa, una villetta a due piani con giardino, non è visibile alcun segno di effrazione: porte e finestre sono in ordine.

In giro per la casa si vedono cassetti aperti, come se fossero stati frugati: ma la polizia conosce bene il modo di agire dei ladri, spaccano tutto e buttano all’aria ogni cosa per non sprecare tempo: questa invece sembra proprio una messinscena.

Nei pressi della porta d’ingresso viene rinvenuta la valigia da dottore di Sheppard, aperta e rovesciata, come a cercare qualcosa:

La polizia dunque non crede che -chiunque possa essere stato- avesse come scopo il furto. Sembra più un delitto d’odio, sessuale o di vendetta.

Inoltre la padrona di casa è stata colpita così tante volte che non può non trattarsi di un crimine personale:
i colpi inferti al capo sono molti di più di quelli necessari per ucciderla, o anche solo stordirla. Tutti al capo e al volto, per un totale di 35 colpi; le è saltato via anche un dente.
Ha cercato in ogni modo di difendersi, arrivando a strapparsi le unghie nel tentativo di fuggire, invano.
A causa delle decine di ferite inferte al capo ha perso così tanto sangue da essere letteralmente annegata nel proprio stesso sangue, incosciente.


Se si trattava di un semplice furto, per quale motivo accanirsi così verso una donna che dorme nel proprio letto, mentre il bambino e soprattutto il marito, che dormiva pochi metri dopo la porta d’ingresso, ben più pericoloso, sarebbero stati risparmiati?
Se si fosse trattato di un furto avrebbero dovuto uccidere anche gli altri testimoni, una volta tolta di mezzo la prima.

Le foto scattate a Merilyn Sheppard sul tavolo autoptico.
Le foto scattate a Merilyn Sheppard sul tavolo autoptico.


Viene presa in esame la vita coniugale dei due: in primis liti, violenze domestiche; ma anche relazioni parallele, gelosie, spasimanti più o meno segreti.


Sheppard assicura che non hanno mai avuto problemi e che il rapporto era solido, tanto che Mary era incinta del loro secondo figlio, ormai al quarto mese di gravidanza.
Anche i suoi genitori e fratelli insistono che nulla ha mai turbato l’armonia della coppia.

I coniugi Sheppard.
I coniugi Sheppard.

Non viene rinvenuta l’arma del delitto, nè si riesce ad immaginare quale possa essere stata. Non si trovano impronte digitali rilevanti o altri oggetti che potrebbero essere appartenuti ad un intruso (guanti, indumenti, impronte di piedi).
Solo una scia di gocce di sangue va dalla camera da letto fino alla porta di casa (qui cerchiate in bianco dalla polizia:)

Anche un mozzicone di sigaretta viene trovato nel gabinetto, ma non si capisce se possa essere stata gettata lì dall’assassino, o da una delle persone entrate nell’immediatezza dei fatti (vicini, fratelli, poliziotti, operatori dell’ambulanza, forse addirittura curiosi).

Finalmente nel pomeriggio viene ascoltato il dottor Sheppard circa gli avvenimenti di quella notte.


Asserisce di essere stato svegliato nel bel mezzo della notte (ma non sa dire l’ora) dalle urla della moglie, provenienti dal piano di sopra;
tra varie grida strazianti chiamava anche “Sam!”, il suo nome.
Una volta corso su, ancora mezzo addormentato e al buio, aveva intravisto “questo oggetto bianco, mentre salivo le scale: la sagoma di un bipede, che apparentemente era più alto di me; e la sua testa era di natura larga e cespugliosa”; altre volte (parlerà sia sotto interrogatorio, che dal banco dei testimoni, ma anche coi giornalisti in diverse occasioni: “una figura leggera, sottile, a forma di bipede, sopra il letto” colpire la moglie; “con una testa grossa, e sulla sommità di questa, un cespuglio di capelli”.

Il medico dice cose strane, usando termini strani, che in seguito attireranno sfavorevolmente l’attenzione di giudici, giuria e giornalisti.

Sam Sheppard



Dice che appena è entrato nella stanza qualcuno da dietro lo ha colpito dietro la nuca (quindi forse c’erano due persone, ma non ne è sicuro).
E’ svenuto, e quando si è risvegliato ha sentito dei rumori di sotto.
E’ corso giù e ha visto una sagoma vicino alla porta, che è uscita di casa; lui l’ha seguita fino alla spiaggia vicina.
“ho agguantato qualcosa, e qualunque cosa fosse, era pronta per me: era come essere attirati da qualcosa in un ripostiglio buio”
Non sa quale parte del corpo del misterioso aggressore sia riuscito ad afferrare, ma a quanto pare questi si sarebbe difeso colpendolo nuovamente, e facendolo svenire la seconda volta, con “una mossa da wrestling“.
e ancora: “ho avuto la sensazione di girare o soffocare e questo ha terminato il mio stato di coscienza”.

Dopo questo corpo a corpo, Sheppard si sarebbe svegliato sdraiato con le gambe nell’acqua del lago; sarebbe tornato quindi a casa, a constatare il cadavere della moglie (affermerà di averle sentito il polso, era morta ma ancora calda), aver controllato il figlio dormiente …e di essere nuovamente svenuto.
Poi dopo un’altra ora è tornato in se, e ha chiamato la polizia. Non l’ha fatto immediatamente dopo essersi riavuto, perchè non capiva se fosse stato un incubo o la realtà.

Tre persone in seguito testimonieranno di avere visto in effetti un individuo aggirarsi nei dintorni della casa, quel giorno:



Comunque nessuno gli crede.
Durante l’interrogatorio pronuncia la frase “non lo so” 156 volte.
Il coroner che deve stabilire la causa di morte sospetta immediatamente di lui. Riscontra “l’assenza totale di coinvolgimento emotivo nella descrizione dell’esame del cadavere della propria moglie incinta”.

Le cose sono aggravate dal fatto che la sorella della vittima testimonia come Marilyn fosse disperata per via dei continui tradimenti da parte del marito: a quanto pare non era un mistero per nessuno il fatto che andasse a letto con un sacco di infermiere dell’ospedale.
Lei lo aveva scoperto e avevano parlato a lungo di divorziare, cosa che però la famiglia di lui non poteva permettere, per il buon nome della famiglia (erano gli anni ’50 dopotutto).
Stavano tentando di ricomporre le cose e tirare avanti, anche per proteggere Chip che aveva solo sette anni, e il bambino che Mary portava in grembo e che sarebbe nato a novembre, quattro mesi dopo.

Una cara amica di Marilyn asserisce di aver assistito ad uno stralcio di discussione tra i due, circa i tradimenti: e che lui era “letteralmente esploso”, lasciando entrambe di stucco.



Questa grossa menzogna da parte di Sheppard e della sua famiglia fa alzare più di un sopracciglio.

Tre giorni dopo l’omicidio Marilyn viene sepolta, e i giornali già titolano contro il dottore.

Meno di un mese dopo, il facoltoso dottor Sheppard viene arrestato per uxoricidio.



Non sarà un processo facile per lui: ogni volta che apre bocca risulta artefatto, antipatico, sceglie termini insoliti e ha una vocetta lamentosa.

Inoltre il crimine è evidentemente dettato dall’odio, la scena del crimine artefatta, il suo racconto assolutamente inverosimile, compreso quel suo continuo svenire (tre volte) tuttavia senza mai riportare alcuna lesione grave.
In aula viene portato un modello fedele delle lesioni inferte alla vittima, tutte al capo.
Viene anche insinuato che il resto del corpo sia stato lasciato intatto “per non far male al bambino che portava in grembo”, lasciando intendere un legame affettivo col nascituro, ma non con la donna.



A proposito della botta dietro la testa che lo costringe a portare un collare: l’accusa insinua che essendo lui un osteopata e chirurgo di fama, potrebbe aver saputo benissimo come procurarsi da solo una contusione credibile.



Inoltre l’ospedale dove lo hanno ricoverato è lo stesso dove lavora …e che tra l’altro gli appartiene, a lui e alla sua famiglia: questo attira ulteriori sospetti di coperture e aiuti affatto leciti.

Ben quattro dottori Sheppard posano per una foto.





La polizia, la giuria, i giornali e l’opinione pubblica hanno quindi: un furto simulato, un bambino e un cane che non sentono nulla, niente impronte estranee, un delitto d’odio, un marito lasciato praticamente illeso (non una ma tre volte), grossi conflitti economici che remavano contro il divorzio dalla moglie, una gravidanza, un racconto che non sta in piedi.

alcuni schizzi eseguiti da Burris Jenkins Jr. durante il processo
alcuni schizzi eseguiti da Burris Jenkins Jr. durante il processo

L’accusa afferma che dopo aver iniziato un rapporto sessuale con la moglie, Sheppard l’avrebbe uccisa con uno dei suoi strumenti medici (del quale si intravvede l’impronta insanguinata sul cuscino del letto);

Il cuscino del letto di Marilyn Sheppard.
Il cuscino del letto di Marilyn Sheppard sul quale si vedrebbero delle impronte di “strumento chirurgico”.

Poi sarebbe sceso a liberarsene nel lago, lasciando le gocce di sangue per casa e bagnandosi i pantaloni nella spiaggia.

alcuni schizzi eseguiti da Burris Jenkins Jr. durante il processo
alcuni schizzi eseguiti da Burris Jenkins Jr. durante il processo
alcuni schizzi eseguiti da Burris Jenkins Jr. durante il processo



Durante il procsso vengono diffusi gli indirizzi delle residenze dei giurati: i giornalisti si gettano all’assedio, influenzando in modo ancora peggiore il clima generale. Si buttano a pesce su ogni particolare, ricamando.
La polizia senza compromettersi troppo ufficialmente usa la stampa per far trapelare particolari scomodissimi.
Per una questione di rielezione elettorale, viene concesso un grande riguardo a una certa stampa: i posti d’onore vengono riservati ai giornalisti che potranno scrivere bene del giudice e della sentenza.
La famiglia dell’imputato è costretta a sedersi parecchi banchi più indietro, una situazione piuttosto anomala in un’aula di tribunale.



Il coroner che da subito si è convinto della sua colpevolezza, ancora prima dell’arresto del dottore, aveva indetto una conferenza stampa che si era trasformata in un circo: durante le sei ore, che vertono quasi esclusivamente sulla relazione di Sheppard con una giovane radiologa del suo ospedale, Susan Hayes, il suo avvocato difensore viene fatto sedere dalla parte opposta della sala: Sheppard non può scambiare con lui neanche un cenno.
La stanza è piena di giornalisti, che verranno pesantemente influenzati dalle domande del coroner, e dallo strenuo negare qualsiasi infedeltà da parte del dottor Sheppard, che ripete di amare la moglie e di non averla mai tradita. Ogni volta che apre bocca aggiunge un chiodo alla propria bara.

La radiologa invece testimonierà in aula di avere avuto il primo rapporto sessuale col dottor Sheppard tre mesi prima l’omicidio della moglie.

Susan Hayes, una delle amanti di Sheppard.


I giornali hanno tutto quello che serve: la morte di una (due, anche il bambino di cinque mesi) vittime innocenti, famiglie potenti, sesso, tradimenti, un colpevole antipatico.
In breve: diventa un caso mediatico.

Nel primo giorno del processo, i 12 giurati vengono portati a fare una gita sul luogo del delitto.
Una numerosa comitiva si aggira per la proprietà, osservando e toccando, seguita dall’imputato, scortato da poliziotti, e ammanettato.



Il risultato è scontato: dopo due mesi di dibattimento, nel più lungo procedimento della storia giudiziaria americana dell’epoca, alla richiesta di omicidio di primo grado e pena di morte, la giuria dopo 5 giorni di discussioni lo condanna all’ergastolo per omicidio di secondo grado, non premeditato, condanna confermata in appello.

Tutto quello che avete letto fin qui non è che la prima parte; la seconda riserva una serie di colpi di scena destinati a capovolgere ogni nostra certezza.
(Oltre a nazisti e lottatori di wrestling)

(segue nella seconda parte)

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