Celia Bashford Holloway, ovvero il primo caso di “Omicidio del Baule di Brighton”.

L’incantevole cittadina vacanziera di Brighton ha la fama di essere “la città dei cadaveri nei bauli”, come abbiamo già visto qui.

Incredibilmente 100 anni prima era già successo qualcosa di simile, e la vittima era stata sfortunata fin dalla nascita. Vediamo perchè.

Celia Bashford era nata nel villaggio di Ardingly poco distante da Brighton, intorno al 1800.
Il suo aspetto era particolare: minuscola (da adulta era alta un metro e venti) le sue mani erano curiosamente “ruotate all’esterno, come le zampe di una talpa”. Purtroppo non ho trovato alcun suo ritratto. Il motivo è spiegato più avanti, purtroppo.

Nel frattempo in un villaggio vicino viveva un certo John Holloway.
Non conosceva ancora Celia: era più giovane di lei di qualche anno, ed era alto suppergiù un metro e cinquanta.
Cosa non scontata per l’epoca e i luoghi, era stato educato dalla sua famiglia, di ceto medio-basso, a leggere e scrivere perfettamente: prestava pertanto servizio presso la chiesa battista di Alfriston, con grande orgoglio dei suoi.

Un ritratto dell'epoca di John Holloway.
Un ritratto dell’epoca di John Holloway.

Ma quando il ragazzo era ancora poco più che adolescente la famiglia decise di trasferirsi nella vicina Brighton, sulla costa, che stava fiorendo come luogo di vacanza per i ricchi provenienti da Londra, nella speranza di incrementare i propri guadagni.
John si trova quindi catapultato dalla chiesetta di campagna ad un mondo di locali, alcol, divertimenti, e si dà agli eccessi di ogni genere.

un locale di Brighton di quell'epoca.
un locale di Brighton di quell’epoca.

Anche Celia si è trasferita a Brigton, e appena vede John, alle corse dei cavalli, è un colpo di fulmine.
Lui nonostante si vergogni di apparire in pubblico con quella ragazza più vecchia di lui, bassissima, e con quelle strane mani, il ragazzo non disdegna di accontentarla nelle sue richieste di compagnia.

Dopo alcuni anni di frequentazione più o meno clandestina, Celia si accorge di essere incinta.
Ma John si rifiuta di sposarla.

L'ippodromo di Brighton in quegli anni.
L’ippodromo di Brighton in quegli anni.

Nella disperazione della famiglia Bashford, la donna viene rispedita al proprio villaggio natale.
Lì lo scandalo è sulla bocca di tutti, e vengono presi provvedimenti da parte delle istituzioni: John Holloway deve sposarla per forza.
Siccome il giovane continua a rifiutarsi, viene incarcerato per ben 5 settimane.
Infine crolla, e acconsente al matrimonio.

Una stampa dell'epoca fa dell'ironia sulla "caccia allo scapolo", senza tenere conto delle condizioni disperate in cui versavano i diritti delle donne.
Una stampa dell’epoca fa dell’ironia sulla “caccia allo scapolo”, senza tenere conto delle condizioni disperate in cui versavano i diritti delle donne.

A questo punto le autorità, non ancora soddisfatte, pensano bene di bandire la coppia dal villaggio.
Tornano quindi a Brighton come marito e moglie, e il padre di John cerca di aiutare gli sposini comprando loro mobili e dando una mano per sistemargli un appartamento.

Il bambino sta per nascere di lì a poche settimane, ma nella casa non c’è alcuna felicità.

John beve spesso, picchia Celia brutalmente, la perseguita con la certezza di non essere lui il vero padre del bambino;
le cose peggiorano sempre di più: sempre più spesso quando torna dalle sue nottate nei pub, ubriaco fradicio, si porta in casa delle prostitute.

La classe lavoratrice dell’epoca.


John ora lavora sulle navi, e durante uno dei suoi brevi viaggi nelle città vicine conosce un’altra ragazza, Ann Kenneth. I due si mettono assieme.

Un ritratto di Ann Kennett, l'amante di John Holloway.
Un ritratto di Ann Kennett, l’amante di John Holloway.

Ben presto anche Ann rimane incinta di John.
Il suo modo per risolvere le cose è quello di andare al paese di Ann, sposare anche lei, sotto falso nome, e portare anche lei a Brighton, dove chiede di nuovo aiuto economico al padre per sistemarsi in un altro appartamento.
Come sia potuto riuscire a far passare tutto questo per legittimo presso la sua famiglia rimane un mistero, fatto sta che ora è bigamo, e col secondo figlio in arrivo.

Trova lavoro ridipingendo navi nel porto.
Celia riesce a fare appello alla legge per avere un risarcimento economico da lui, che viene condannato a pagarle due scellini settimanali, ma afferma che non ce li ha e non li può pagare.



John Holloway si trova sempre più stretto in un imbuto: non può mantenere due donne, due figli, due matrimoni, dei quali uno illegittimo e per il quale può essere condannato per bigamia.

Invita Celia nella sua nuova casa promettendole una riconciliazione.
Celia ci casca, perchè è sempre stata follemente innamorata del suo John.
Arriva a casa di lui. Il giovane è teso, probabilmente emozionato di rivederla e finalmente tornare assieme?
La invita al piano di sopra. La porta in camera da letto. A Celia sembra un sogno.
Lui la avvicina, la vuole baciare. Celia acconsente, chiude gli occhi e volge la testa verso l’alto, verso di lui, aspettando il bacio.
Invece John fa comparire una corda già legata a cappio. La strangola.

Ma Celia fino all’ultimo resiste, lotta con tutte le sue forze: non vuole morire.
Allora John comincia a chiamare l’altra moglie, Ann, che era nascosta in casa ad aspettare che il loro piano si compisse.
In due hanno la meglio, ma sconvolti dalla difficoltà di uccidere la piccola donna decidono “per sicurezza”, di appenderla dentro una credenza al piano terra, e lasciarla appesa per la corda lì dentro, per un po’. In modo che fosse morta di sicuro.

una pagina di giornale di proprietà della Harvard Library sull'omicidio di Celia Bashford Holloway.

Il giorno dopo la coppia si organizza per disfarsi del povero corpo.
La staccano dal gancio della credenza, la spogliano e ne bruciano tutti i vestiti.
Poi ne smembrano il corpo.
La testa e gli arti vengono buttati in una latrina.
Il torso, col ventre visibilmente gonfio per il bambino che stava per nascere, lo chiudono in un baule, e nottetempo lo portano con una carriola fino ad una strada periferica, dove lo gettano in una fossa ai lati della carreggiata e lo ricoprono sommariamente con un po’ di terra.
Come per un’orrenda beffa ai danni di Celia, il luogo è conosciuto per essere il tipico “viale degli innamorati”.

John Holloway e Ann Kennett trasportano il torso di Celia Bashford durante la notte.
John Holloway e Ann Kennett trasportano il torso di Celia Bashford durante la notte.

Una settimana dopo le abbondanti piogge lavano via il sottile strato di terra.
Dei passanti notano il baule interrato e lo aprono. Lo spettacolo è orribile.
Passano i minuti e si raduna una folla di curiosi, sempre crescente.
Ad un tratto una giovane urla “è mia sorella Celia!”.

John Holloway e Ann Kenneth, ancora incinta, vengono rapidamente arrestati. Confessano l’omicidio e indicano la latrina dove hanno buttato la testa e le membra di Celia.
Il pozzo nero viene svuotato e le parti vengono recuperate, in gravissimo stato di decomposizione.

una pagina di giornale di proprietà della Harvard Library sull'omicidio di Celia Bashford Holloway.
una pagina di giornale di proprietà della Harvard Library sull’omicidio di Celia Bashford Holloway.

Durante il processo Holloway cerca di giustificare l’orribile omicidio chiamando in causa le grandi pressioni subite dalla famiglia di Celia per sposarsi, e le sue difficoltà economiche, ma non viene ascoltato.
Testimoni riportano che la vittima aveva detto più volte che “sarebbe finita ammazzata per mano di John”.
Questi durante il processo Holloway ritratta in parte la propria confessione, nell’intento di scagionare la seconda moglie Ann da ogni responsabilità.

una pagina di giornale di proprietà della Harvard Library sull'omicidio di Celia Bashford Holloway.



Viene condannato a morte il 21 dicembre 1831, con una modalità di esecuzione simile a quella che egli stesso aveva inflitto alla sua vittima: l’ impiccagione.
Il suo cadavere viene esposto nei giorni prima di natale davanti al palazzo comunale di Brighton, prima di essere utilizzato per la dissezione a fini scientifici.

La folla si accalca per conoscere le sorti di John Holloway.
La folla si accalca per conoscere le sorti di John Holloway.

Più di un anno dopo, nel marzo 1832, anche Ann Kennett viene infine processata, e riconosciuta non colpevole.

I resti di Celia Holloway sono tutt’oggi sepolti nella chiesa di St. John (stesso nome del suo assassino…) sotto una lapide che la ricorda.


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