La vita di Unabomber.

Il piccolo Ted era un bel bambino sereno e felice, fino a quando all’età di a 9 mesi gli venne uno sfogo cutaneo.
La madre lo portò all’ospedale, dove fu ricoverato.
Per non fargli toccare la pelle irritata, il dottore ebbe la luminosa idea di legare il piccolo al letto, in modo che non potesse toccarsi lo sfogo.
Lo lasciarono lì, sdraiato e immobilizzato, solo, finchè la pelle non fu completamente guarita: vale a dire per almeno una settimana (ma alcune fonti dicono “quasi un mese”).

Ted Kaczynski
Ted prima del ricovero.

Nemmeno la madre poteva entrare nella stanza. Le hanno permesso di stare accanto a lui solo due volte, e non oltre l’ora.


In uno stato di abbandono psicologico e di cattività, in isolamento, senza contatti umani, senza potersi muovere; a parte le infermiere di turno per i biberon, le medicazioni e qualche cambio di pannolino, senza poter vedere i genitori. Dio solo sa quanto avrà pianto, cosa avrà pensato.

La madre si è rimproverata per tutta la vita questo episodio.
A novantun’anni è stata intervistata, ed è sempre stata convinta che quel periodo in ospedale abbia segnato suo figlio per sempre.
Il rimorso la perseguita, ma lei, immigrata polacca al suo primo figlio, si era semplicemente affidata ai dottori, che le avevano assicurato che era per il suo bene.


Quando le avevano dato finalmente il permesso di andare a riprenderlo per le dimissioni, ha subito capito che quello non era più suo figlio : il piccolo Ted non la guardava più negli occhi, era assente e molle come una bambola di stracci.
Non si muoveva, non la abbracciava quando lei lo tirava su.
Non si voltava verso di lei in nessun modo, non rispondeva al suo nome, non si interessava più ai giocattoli.

Ted mostrava a malapena un accenno delle emozioni più basilari. Non aveva nemmeno un anno, ma sembrava non desiderare più nulla.
Anzi, qualche reazione veramente ce l’aveva: ad esempio aveva paura delle persone. E degli edifici.
L’unico barlume di interesse lo manifestava verso gli animali. Ma solo verso quelli in gabbia. O legati.

Crescendo è sembrato recuperare un po’ di normalità, ma pur essendo estremamente intelligente (al punto di saltare classi: in quinta elementare aveva un quoziente intellettivo di 167), la madre era comunque preoccupata per la sua tendenza ad isolarsi dai compagni, tanto che avrebbe voluto iscriverlo ad una scuola per bambini autistici.

Ted Kaczynski all'età di cinque anni, travestito da indiano per carnevale.
Ted all’età di cinque anni, travestito da indiano per la festa di carnevale.

Dopo qualche anno nascerà un fratellino, David, che come vedremo avrà un ruolo determinante nella sua vita da adulto.

Wanda Kaczynski con David e Ted
Wanda Kaczynski con David e Ted
Ted Kaczynski
Purtroppo il padre, quando Ted (al centro) sarà già adulto, scoprirà di avere un tumore terminale e si toglierà la vita sparandosi alla testa.
Si chiamava anche lui Theodore come il primogenito.




Uno dei suoi ex compagni di scuola dirà di lui: “non lo abbiamo mai considerato come una persona, come un’individuo… per noi è stato sempre un cervello con le gambe, per così dire”.

Un altro compagno ricorda che “a 16 anni lo presero e lo trapiantarono all’Università di Harvard, con gli adulti. Ma era solo un ragazzino, non era emotivamente pronto”.

Ted Kaczynski
Ted Kaczynski



All’università viene sistemato in un’alloggio con altri giovani studenti, ma in realtà non condivide alcuna attività con loro.
Dopo le lezioni entrava in casa e sbatteva la porta della sua camera, sparendo dalla vista dei coinquilini fino al giorno dopo.

Ma in quegli anni Ted Kaczynski non si è interessato esclusivamente di matematica (purtroppo): ancora minorenne, partecipò come cavia umana agli esperimenti psicologici del dottor Henry Murray, nei quali veniva abusato verbalmente e psicologicamente sotto l’occhio di una cinepresa, e con elettrodi collegati a misurare le sue reazioni emotive.




Queste sedute di “decostruzione psicologica” sono durate tre anni, per un totale di almeno 200 ore.
Qualcuno ha insinuato che in realtà tutto questo potesse fare parte del Progetto MK-Ultra.
Di sicuro in seguito, cercando di fare un bilancio, Ted attribuì la propria ostilità nei confronti del controllo della mente, della società e delle tecnologie più moderne proprio a quei devastanti esperimenti.

Al termine degli studi diventerà un brillante professore alla Berkeley; gli verranno conferiti riconoscimenti per le sue pubblicazioni, sarà stimatissimo dai colleghi e dagli studenti; ma improvvisamente a 26 anni lascerà il lavoro, senza ulteriori spiegazioni.

Ted Kaczynski


Ted si trasformerà in Unabomber, l’attentatore che tutti conosciamo (e che ha dato anche il nome all’ attentatore italiano).

Il primo pacco bomba lo aveva inviato in un periodo in cui lavorava nella stessa fabbrica del fratello, e in cui era uscito due volte con una collega.
Quando al termine del secondo appuntamento lei gli ha detto che non era interessata, lui ha pensato di attaccare per tutto lo stabilimento delle poesie offensive nei confronti della donna, venendo immediatamente licenziato.

Nella frequenza dei suoi attentati c’è una pausa di 6 anni (dove l’FBI pensava che fosse morto, malato o imprigionato).
In realtà Kaczynski in quel periodo stava valutando se alla sua età (circa 45 anni) in fondo non potesse ancora tentare di stabilire una relazione seria con una donna. Ha anche provato a studiare giornalismo.
Non ottenendo risultati in nessuna delle due cose, ha ricominciato a confezionare bombe. L’attentato successivo a questa pausa di speranza è stato il più violento e devastante.


Per 18 anni quindi Ted terrorizzerà gli Stati Uniti inviando pacchi bomba dalla sua minuscola capanna: i destinatari e vittime designate saranno professori universitari e scienziati, ma anche a semplici impiegati di negozi di computer; o riuscirà a nascondere gli ordigni a bordo di aerei, causando in totale tre morti, ma anche molti feriti, una ventina, purtroppo alcuni con danni permanenti.
Le bombe non erano molto potenti perchè le costruiva volutamente con materiali di recupero, che non potessero ricondurre in alcun modo a lui.
Principalmente legno. Ma a volte ci ha incluso parti random di rami e muschio raccolti nel bosco.

L'identikit dell'ignoto Unabomber diffuso dall' FBI.
L’identikit dell’ignoto Unabomber diffuso dall’ FBI.



I suoi scritti contro “il controllo che la tecnologia moderna esercita sulla libertà umana” verranno pubblicati (sotto il ricatto di piazzare nuove bombe e fare nuove vittime) su riviste come il New York Times, il Washington Post e Penthouse, di fatti riuscendo a violare la politica federale che vieta di negoziare coi terroristi in questo modo.
Alcune parti delle bombe contenevano la sigla “FC”, che stava per “Freedom Club”, ma che l’FBI pensava significasse “Fuck Computers”.

Il manifesto di Ted Kaczynski contro la tecnologia e la società moderna ha ispirato i libri e i film di Matrix e Fight Club.

una veloce analisi di Fight Club qui

Dopo quasi due decenni di indagini infruttuose, Ted Kaczynski è stato riconosciuto e denunciato dal fratello minore David (in realtà su suggerimento della propria moglie, che lo aveva pesantemente sospettato ancora prima che i manifesti fossero pubblicati sui giornali).
Confrontando vecchie lettere e scritti, anche David si è poi convinto che l’attentatore fosse proprio il fratello.

Per un periodo avevano vissuto assieme in una capanna nel Texas, senza elettricità nè molti contatti col mondo: David provava grande ammirazione nei confronti del fratello maggiore e stava provando ad assecondarlo e condividere le sue idee. Ad un certo punto però non ce l’aveva più fatta, era tornato “alla civiltà” e si era addirittura sposato. Per Ted quello era stato il sommo tradimento.

Prima dell’arresto, David ha chiesto che Ted non venisse a sapere che a denunciarlo era stato lui. Ha riscosso la ricompensa per la cattura, e l’ha devoluta ai parenti delle vittime delle bombe.

Il fratello David e la madre Wanda Kaczynski.
Il fratello David e la madre Wanda.



Il 3 aprile 1996 Ted Kaczynski è stato arrestato nella sua capanna, dalla quale si muoveva in bicicletta per andare in paese, frequentare qualche raro conoscente, visitare la biblioteca.
Il suo arresto ha messo fine alla più dispendiosa indagine affrontata in quegli anni dall’ FBI.

Uno studente di inglese aveva notato che la storia di Unabomber assomigliava molto al libro “L’agente segreto” di Joseph Conrad.
Una volta catturato (giusto un anno dopo l’intuizione del giovane studente di letteratura), Kaczynski ammise di averlo letto almeno 12 volte.



Ted Kaczynski è tutt’ora detenuto nel carcere di Florence, Colorado, dove sconta l’ergastolo senza possibilità di permessi premio.
Si è dichiarato colpevole, e ha rifiutato di ricorrere all’espediente dell’infermità mentale; due anni dopo l’arresto ha tentato il suicidio.

Da allora passa 23 ore al giorno nella sua cella, che ha praticamente le stesse dimensioni della capanna che si era costruito con le proprie mani (e che è stata smontata, ricostruita e oggi conservata in un museo, a Washington).

la capanna di Kaczynski
la capanna di Kaczynski



Ted sta per compiere 77 anni, il 22 maggio.
E’ un avido lettore, e a volte scrive recensioni di libri.
Col suo quoziente intellettivo fuori dalla norma, mantiene rapporti epistolari con centinaia di “amici di penna”, scambia opinioni, idee, ricordi.

In carcere ha creato un rapporto con altri due attentatori: l'”Oklahoma City bomber” Timothy McVeigh (che però è stato giustiziato nel 2001) e l’attentatore del World Trade Center (1993) Ramzi Yousef.

Ted però non ha mai risposto alle lettere inviategli dalla famiglia.



Ricorda gli esperimenti psicologici per i quali ha fatto da cavia da ragazzo come “l’esperienza più spaventosa della sua vita”.
Anche altri ex studenti che vi parteciparono descrissero il progetto come una violazione della loro persona. Tuttavia in altri momenti Kaczynski ha descritto gli esperimenti come dei banali test a risposta multipla, non particolarmente fastidiosi e sicuramente non torture, e che non avevano nulla a che fare con la CIA.

Di recente Ted ha compilato l’annuario scolastico della sua ex classe indicando come professione: “detenuto”; e alla voce “riconoscimenti” ha segnato i suoi otto ergastoli.

Non ha potuto partecipare alla riunione degli ex alunni perchè dichiarandosi colpevole si è evitato la pena di morte, ma al tempo stesso ha rinunciato all’opportunità di ottenere permessi per uscire anche un solo giorno di prigione, per il resto della sua vita.

Ted Kaczynski

Tra le persone che hanno comunicato con Ted tramite lettera c’era anche Joy Richards, una insegnante descritta come molto riservata, molto intelligente e molto religiosa.
Da corrispondente epistolare in breve si è trasformata in una sorta di ricercatrice per conto di Ted.
Finchè ad un certo punto tra lei e l’attentatore che fu il ricercato numero uno degli Stati Uniti …è scoppiato l’amore.


Negli anni lei cerca di fargli avere quello di cui può avere bisogno in carcere, ad esempio saggi e pubblicazioni; lui chiede alle guardie di poter avere delle matite colorate, per scriverle missive a colori, e mandarle disegni, che lei appenderà nel suo appartamento.

Ha anche composto dei pezzi originali di musica classica, solo per lei.
Con l’aiuto di altri detenuti è riuscito a procurarsi -e a regalarle- dei libri.
Parla spesso di lei anche nelle lettere che scrive ad altri, che non la conoscono neanche, esprimendo un affetto e un’empatia che non ha mai mostrato per nessuna delle sue vittime.

La famiglia Kaczynski (la madre, il fratello) hanno a lungo sperato che con l’intercessione di Joy, Ted potesse di nuovo entrare in contatto anche con loro. C’è stato qualche timido cenno di apertura ( tipo: “puoi far sapere a mio fratello che…”) ma è durata poco, e poi si è chiuso nuovamente.

Nel 2003 Kaczynski le ha venduto un piccolo appezzamento di terreno che gli apparteneva. La cosa ha fatto notizia, e così la famiglia della Richards ha scoperto della relazione tra i due, tagliando i ponti ed estromettendola completamente. Queste difficoltà sembrano non aver minimamente scalfito l’amore tra i due.

Nonostante non si potessero nemmeno incontrare (se non qualche volta, separati da un pannello di vetro infrangibile), e a dire il vero non si fossero mai toccati, tantomeno baciati o abbracciati, Ted Kaczynski ha sempre manifestato la volontà di poter sposare Joy Richards.
Purtroppo si è ammalata di cancro ai polmoni, ed è morta a 53 anni, nel 2006 (dieci anni esatti dopo l’arresto di Ted; otto anni dopo essersi conosciuti).
Joy ha donato la loro corrispondenza epistolare allo Smith College, la propria università, ma le lettere non sono visibili al pubblico.

Possiamo vederne solo qualche pagina.
(Notare il cuoricino):

Anche se col progredire del tumore Joy Richards ha raffreddato i rapporti, come si è reso conto lo stesso Ted Kaczynski raccontandolo ai suoi amici di penna, e si è inasprita nel giudizio per quanto riguarda gli omicidi, al contrario dei primi tempi dove si era mostrata più magnanima e comprensiva, Ted non si è lasciato mettere da parte.
E’ riuscito a inviare un suo amico all’ospedale dove Joy era ricoverata, nel reparto dei malati terminali.
L’amico si è seduto accanto al letto e le ha messo degli auricolari alle orecchie: le ha fatto sentire l’ultimo brano composto per lei da Ted, eseguito con un sintetizzatore.
Quel giorno stesso Joy morirà.

Nonostante Ted Kaczynski abbia ricevuto dozzine di proposte di relazioni, foto esplicite e proposte di matrimonio, ad oggi non si è mai interessato di nessun’altra donna.




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