Un disegno di David Berkowitz.

David Richard Berkowitz, “the Son of Sam”, in realtà era figlio di un italo-americano, un certo Tony Falco, che alla nascita gli diede il suo cognome; ma fu poi lasciato dalla madre e dato in adozione, assumendo quindi un cognome diverso.



Piromane, indisciplinato, ex militare, postino, guardia giurata;
ha avuto un solo rapporto sessuale, un unico episodio in vita sua, a causa del suo senso di inadeguatezza nei confronti delle donne.
Il rapporto per giunta fu con una prostituta che lo contagiò con una malattia sessualmente trasmissibile. (Tuttavia in seguito sottolineerà come questo episodio non sia stato particolarmente determinante per quanto riguarda la scelta di uccidere donne e coppie: le sue difficoltà relazionali erano considerevoli e conclamate già prima del rapporto a pagamento).



Tra il ’75 e il ’77 cominciò ad aggredire donne col coltello, ma non le uccideva (o forse: non riusciva ad ucciderle).

Allora David si procura un’arma da fuoco, e comincia a sparare alle coppie in auto nei parcheggi, sempre con risultati non particolarmente brillanti ,dal punto di vista di un aspirante serial killer: la metà delle vittime designate sfugge alla morte, viene colpita di striscio, o rimane paralizzata ma comunque viva.
L’uso della stessa pistola permise alla polizia di collegare i delitti (come nel Mostro di Firenze; tra l’altro nelle sue lettere di sfida si firmava proprio “Mr. Monster).

Una delle imbarazzanti lettere di Berkowitz.



Dopo l’arresto, con la casa piena di indizi incriminanti (armi, lettere, mappe degli omicidi), Berkowitz si inventò un sacco di fregnacce solo per cercare di avere l’infermità mentale, ad esempio che il cane del vicino era posseduto da un demone, il quale gli diceva di uccidere.
In realtà l’idea del cane gli venne in mente solo perchè uno dei suoi vicini del condominio dove abitava si chiamava Sam: ecco che poteva giustificare in qualche modo le sue lettere deliranti, e scaricarsi un po’ della responsabilità nel modo più cretino che gli veniva in mente.

Il “pericolosissimo” labrador di nome Harvey, di proprietà del signor Sam Carr, vicino di Berkowitz.

Nella speranza di farsi dire anche “bravo, almeno ci hai provato”, Berkowitz giurò di aver provato in tutti i modi a ribellarsi alla volontà demoniaca del cane, di aver provato addirittura ad ucciderlo, ma questi lo bloccava sempre con una sorta di interferenza paranormale.

Un’altra volta ha detto che aveva ucciso per colpa di questa canzone:





Altre storielle che gli inquirenti sono stati costretti a sorbirsi: Berkowitz uccideva coppie perchè non facessero figli sfortunati come lui; le donne che uccideva erano delle prostitute, che in fondo se lo meritavano; che era colpa della pornografia; che faceva parte di una setta satanica, che facevano riti e così via.
Storielle alle quali purtroppo viene dato tutt’oggi credito, regalandogli visibilità e popolarità; ad esempio dopo qualche tempo un prete esorcista è andato da lui in carcere, a discutere della presunta setta satanica che avrebbe organizzato e commissionato gli omicidi.

David si gode la celebrità che non avrebbe mai sperato di avere nella sua vita mediocre.

Nonostante al momento dell’arresto abbia detto “certo che ce ne avete messo, di tempo” mostrando una certa soddisfazione, o forse semplicemente dissimulando il disappunto, i primi tempi in carcere non sono stati facili neanche per lui.

Notare il deciso cambio di registro, rispetto alle precedenti lettere di sfida, in questo disegno che ha fatto in carcere poco dopo l’arresto: “Sono così felice di essere stato catturato, ma vorrei che qualcuno mi aiutasse. Disperazione finale. Non sto bene, proprio per niente”.

David comincia a realizzare le conseguenze delle proprie azioni.

Gli esperti sottolineano che probabilmente queste contraddizioni sono solo una manifestazione del suo carattere poco formato, infantile.
Cerca di colmare la propria inadeguatezza compiendo atti crudeli, sconsiderati, manda lettere dove si rappresenta come figlio di una figura misteriosa, eco del padre che non ha mai conosciuto.

Durante gli omicidi si era soprannominato “Son of Sam”; in carcere si farà chiamare dai compagni di cella David Berserkowitz; oggi si fa chiamare “Son of Hope”, figlio della speranza (cristiana).




Infatti quando ha capito che la legge non gli avrebbe fatto alcuno sconto per gli infermi di mente, David improvvisamente è diventato un fervente cattolico, e tutt’oggi scrive mediocri poesie su un sito finanziato da un gruppo religioso che invita alla preghiera, al perdono, alla contemplazione del paradiso e del divino creato, eccetera.
E che vendono libri e DVD sulla sua conversione miracolosa a 20 dollari al pezzo.


Visto che ha solo 65 anni e deve scontare 6 ergastoli (fa regolarmente richiesta di libertà vigilata, che gli vengono puntualmente negati) avrà ancora un bel po’ di tempo per comporre versi e rilasciare interviste ispirate da dio in persona.


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