L’infanzia e i figli di Charles Manson (parte 2)

(continua dalla prima parte)

Charlie quindi a 32 anni, dopo aver passato metà della sua esistenza in prigione, rapidamente ha cercato di creare il suo piccolo regno, facendo terra bruciata intorno a ragazzine scappate di casa, tossicodipendenti e “figli dei fiori”, che fuggivano dalla borghesia e dalle convenzioni per abbracciare la controcultura (tra le quali anche la figlia di Jessica Fletcher, “la Signora in Giallo”).

Cogliendo al volo i punti deboli, riusciva a creare un contatto diretto e profondo con la psiche di chi gli interessava, di solito appunto ragazzine complessate.

Una foto del gruppo originale, nei primi tempi.


Come Patricia Krenwinkel: dai tratti mascolini, ai tempi della scuola
sovrappeso, con problemi ormonali che le causavano un imbarazzante irsutismo, complessata, cattolica, voleva farsi suora.
Aveva già lavorato come catechista.
Poi suoi genitori avevano divorziato, e lei non aveva più saputo cosa fare della propria vita.

Patricia Krenwinkel



Charlie il primo giorno che la vide le disse: “Sei la più bella ragazza che io abbia mai visto. Vieni, e vivi assieme a me”.
E lei lasciò tutto, seduta stante, per seguirlo all’inferno. Fecero sesso quel giorno stesso.


Due anni dopo Pat avrebbe partecipato al triste massacro di Cielo Drive, e anche agli omicidi dei La Bianca, poche ore dopo.
A colpi di coltello massacrerà le ignare vittime, e con una forchetta li torturerà, lasciandola infilzata nell’addome di Leno La Bianca ormai morto.
Sarà lei a scrivere “DEATH TO PIGS”, e “Healter Skelter” sul muro e sul frigorifero, col sangue delle vittime.
“Non provavo nulla. Era la cosa giusta da fare”




Charlie riusciva ad avere un potere quasi ipnotico: il suo volto poteva passare da “evangelico” a demoniaco nel giro di pochi secondi, spiazzando l’interlocutore.





Manson ha avuto altri figli, ufficialmente un totale di tre, ma possibilmente di più, visto che nella family le orge erano del tutto comuni.
Quando le “sue ragazze” partorivano i suoi figli (in casa, in mezzo ad una folla di seguaci) Manson li separava immediatamente dalle cure della madre biologica: i bambini, anche i neonati, dovevano essere accuditi da tutti, indistintamente.

Alcuni membri della Family. Nascevano molti bambini.



Al suo secondogenito ufficiale taglierà lui stesso il cordone ombelicale. Strappandolo coi denti.

In quel frangente ha anche praticato lui stesso un’episiotomia alla partoriente, la tranquilla, modesta assistente bibliotecaria Mary Theresa Brunner che aveva conosciuto l’anno prima, nel 1967, mentre suonava la chitarra chiedendo l’elemosina seduto per terra, fuori dall’ università.

Mary Theresa Brunner



Si era trasferito a casa della ragazza, 9 anni più giovane, e tra scenate di gelosia -del tutto inutili- era riuscito a portarsi dentro casa (e a letto) una ragazza dopo l’altra, fino a fondare una comune così numerosa da doversi trasferire in un ranch.

Lo Spahn Ranch dove si trasferì la Family


In effetti Mary è stata la prima adepta di Manson: lascerà il lavoro e verrà arrestata infinite volte per rapine e detenzione di armi; infatti le ragazze venivano spedite dal ranch verso le città per compiere truffe, rapine e altre attività illegali sotto il comando di Manson, che se ne restava al sicuro (dinamica simile ai terribili omicidi successivi).

Mary Brunner dopo uno degli arresti.



Il bambino nato da questa unione verrà chiamato Valentine Michael, come il protagonista di un libro di fantascienza che Manson amava e si faceva leggere: Straniero in terra straniera (Stranger in a Strange Land) scritto da Robert A. Heinlein.
Il libro, pubblicato giusto pochi anni prima, ha influenzato molto la filosofia di Manson, con le sue tematiche di critica nei confronti delle convenzioni sociali, del consumismo, della repressione sessuale, la monogamia e così via.

Valentine Michael oggi ha 51 anni.
Da piccolo veniva chiamato anche “Pooh Bear”.
figlio di Charles Manson

Sul destino della ex tranquilla bibliotecaria, leggiamo su Rolling Stone:

“Brunner era in carcere per una truffa con le carte di credito compiuta all’inizio di agosto quando furono compiuti gli omicidi Tate e LaBianca – tuttavia era presente all’omicidio di Gary Hinman avvenuto in luglio, soffocandolo con un cuscino dopo che era stato accoltellato da Charles “Tex” Watson.
Testimoniò contro la Family in cambio dell’immunità, ma presto iniziò a sentirsi in colpa per averli traditi e, nel 1971, partecipò al gruppo che pianificava di dirottare un aereo in modo da liberare Manson e gli altri membri incarcerati – un piano andato all’aria quando la polizia li colse mentre rubavano armi da un negozio di forniture sportive.
Brunner passò sei anni in prigione, e si trasferì nel Midwest dopo il suo rilascio avvenuto nel 1977, dove ha cambiato il suo nome e avvolto la sua identità nell’oscurità.”


Tuttavia, cercando meglio in rete, sembra passarsela relativamente bene:

Notizia uscita mentre sto scrivendo: Leslie Van Houten, una delle seguaci, ha chiesto la libertà vigilata, ma le è stata rifiutata anche questa volta.

Cresciuta in una famiglia cattolica che aveva adottato due bambini coreani, ma i genitori durante la sua prima adolescenza divorzieranno.
Leslie rimane incinta a 17 anni. La madre la obbliga ad abortire, anche se Leslie affermerà in seguito che “in effetti non è stato proprio un aborto, visto che il bambino era molto oltre il termine consentito”.
Cercerà di finire la scuola, di diventare segretaria, di praticare lo yoga, ma finirà per diventare solo tossicodipendente.

A causa di problemi di gelosia, lascerà la comune nella quale viveva, e andrà in quella di Manson.
Charlie decideva tutto: quando ognuno doveva mangiare, dormire, con chi ciascuno di loro avrebbe dovuto fare sesso, e quando e quanto acido ognuno doveva assumere, ordinando dosi sempre crescenti.
“Se prendi abbastanza acido per una adeguata quantità di tempo, perdi definitivamente la consapevolezza di te stesso”, ripeteva, come una ricetta magica per tenere sotto controllo così tanti adolescenti.
Ed è proprio questo che Leslie descriverà: “ero totalmente, costantemente satura di acidi”.

Leslie fotografata per furto d’auto.



Tra il ’67 e il ’68 Manson era fissato con l’idea di diventare una pop star: registrava continuamente brani, faceva audizioni, ma non riusciva mai ad avere un contratto decente.
Eppure si considerava un talento eccezionale.
La Van Houten finirà in carcere per furto (ruberà due volte in casa del proprio padre); Manson sparerà ad un fornitore di droga di colore, convinto di averlo ucciso (ma non era affatto morto, e dopo un ricovero in ospedale si riprenderà completamente, con orrore del suo tentato assassino): da quel momento Manson svilupperà l’idea ossessiva che lo spacciatore facesse parte dei Black Panther (cosa non vera) e si sentirà perseguitato e minacciato da questa associazione criminale, sviluppando l’idea di guerra razziale, lo stratagemma degli omicidi per dare la colpa agli afroamericani, scatenare rappresaglie, presumibilmente uscire dal radar delle Black Panther per quel tentato omicidio, e così via.

Sul razzismo di Manson sembrano esserci pochi dubbi: si circondava esclusivamente di ragazze e ragazzi caucasici, e pronosticava una lotta sanguinosa tra bianchi e neri, al termine della quale lui li avrebbe guidati (non si sa in virtù di quali meriti).


,
Quel 9 agosto Manson e un gruppetto di seguaci si misero a cercare una casa nella quale uccidere gli inquilini, per poi scrivere messaggi col loro sangue in modo da indirizzare i sospetti verso “persone di colore”. (un progetto già di per se delirante).

Dopo un po’ di giri a vuoto alla fine andarono dai LaBianca, solo perchè Manson quando frequentava le feste dei produttori discografici era stato spesso nella villetta adiacente alla loro (che però nulla avevano a che fare con l’industria della musica, o con Manson: non si conoscevano neanche di sfuggita).



Il gruppo si divide, perchè Charlie spedisce alcuni membri ad uccidere un attore libanese che tempo prima era stato a letto con Linda Kasabian.
Ma Linda fornì loro un indirizzo sbagliato, e fortunatamente non ci furono ulteriori conseguenze.
Intanto la coppia dei LaBianca, che stavano riposando tranquillamente sul divano e in camera da letto, viene legata, picchiata e trucidata.

Leslie Van Houten sferrò più di una dozzina di coltellate nella parte bassa della schiena della padrona di casa, legata e girata a pancia sotto, immobilizzata dagli altri.
In totale si contarono 41 o 47 coltellate (a seconda della fonte), alcune inflitte post mortem (Manson si era assicurato che ciascuno partecipasse attivamente agli omicidi, per implicare tutti).



Ma continuiamo coi discendenti di Manson.

Matthew Roberts, cresciuto da madre svedese e padre tedesco, ha scoperto solo a 25 anni, dalla sorella (acquisita) di essere stato adottato. Fino a quel momento pensava che quelli fossero i suoi genitori biologici.

Sconvolto, è riuscito a rintracciare l’istituto al quale era stato affidato, in cerca delle risposte che i suoi genitori adottivi non potevano -o non volevano- dargli.
In una legittima ricerca delle proprie origini, Matt voleva guardare negli occhi le persone che lo avevano visto nascere.

Charles e Matthew

Sostenuto dalla propria fidanzata, comincia la ricerca, tra uffici, ex infermiere e scartoffie varie.
Finalmente rintraccia la madre naturale, che è ancora viva. Si scrivono. Riesce a ricostruire la sua storia.

La madre (il nome non è stato reso pubblico, per tutelarla), era una di quelle ragazze che la family procacciava a Manson.
I membri della setta gliele portavano da ogni parte del Paese.
Nonostante l’attività di reclutamento, c’era una certa rivalità e preoccupazione tra le seguaci del leader, tanto che si impegnavano a non mangiare troppo e a vomitare regolarmente “per rimanere magre e attraenti per Charlie”.

due delle adepte al processo.



La nuova ragazza divenne rapidamente una delle sue preferite, tanto che le ragazze “storiche” finirono per esserne molto gelose: alla fine fu allontanata dal gruppo. Ma era già incinta.

Manson è a sinistra.



I tentativi di Matthew di conoscere i dettagli delle proprie origini non sono stati per nulla facili: la madre gli ha detto di essere stata drogata e stuprata da un gruppo di persone; di non sapere se lui sia figlio di Manson.

“Ma se mi guardo allo specchio mi sembra di vedere lui”, le ha detto Matt.
Glielo ha chiesto più esplicitamente: “sono suo figlio?”. Lei si è arrabbiata moltissimo e non ha più voluto avere contatti.

Comparazione di Charlie e Matt a 33 anni.



Allora lui ha scritto a Manson, in carcere.
Questo gli ha risposto subito, due lettere di fila. La seconda era indirizzata a “Lawrence”, che era il nome che gli aveva dato la madre alla nascita, prima di metterlo in adozione.

Manson nel mittente si riferisce a se stesso come “C Man” e ha inserito la caratteristica svastica nell’indirizzo.



Manson ha confermato indirettamente i racconti che Matt aveva ottenuto dalla madre.
Ha aggiunto che era andato a casa della ragazza, dopo la sua nascita, per cercare di prenderlo con se; ma il padre di lei (il nonno di Matt) lo aveva cacciato via, chiamandolo “motociclista degenerato”.

Membri della Family



Matthew ha proposto di andarlo a trovare in carcere, ma Manson lo ha sconsigliato, per via di certe persone cattive che “ti accuserebbero di aver fatto a pezzi quella ragazzina di colore trovata nella valigia poco tempo fa”.
Le lettere di Charlie al figlio sono state allo stesso tempo deliranti e probabilmente, in un certo senso distorto, protettive.

Alcune foto di Manson, molte delle quali segnaletiche.



Matt ha sempre chiesto un confronto del DNA, ma non ne ha mai ottenuto il permesso.
Si è deciso a rendere pubblica la sua “condizione” solo nella speranza di poter ottenere per vie traverse qualche capello, dei campioni biologici del presunto padre; tuttavia si sente a disagio nei confronti delle vittime, e non vuole riaprire ferite o mancare di rispetto a nessuno.

Alcune adepte di Manson si rasarono i capelli e organizzarono proteste contro la sua carcerazione.



La cosa assurda è che Matt, prima di anche solo immaginare di essere figlio di Manson, ha scelto la carriera che Charles avrebbe voluto per se: è diventato un musicista.
E in una delle sue canzoni, prima di sapere di essere stato adottato, ha scritto:
‘What would you do if you found out Charlie Manson raped your mum?’
(“cosa faresti se scoprissi che Charlie Manson ha stuprato tua madre?”)
Una coincidenza inquietante.



Matt in ogni intervista assicurava di non aver ereditato alcuna tendenza psicopatica dal padre biologico: è pacifista e vegetariano.

Ad un certo punto è riuscito a contattare un nipote di Manson, Jason Freeman (il figlio del primo figlio di Manson: quel Charles Jr che si cambiò il nome in Jay White prima di togliersi la vita) e hanno confrontato i loro DNA: i risultati, piuttosto inattesi, dicono che tra loro non sono parenti.

Alcuni dei membri della Family.



Matthew ha preso la notizia con molta tristezza: se non è il figlio di Charles Manson, allora ha perso ogni speranza di poter capire chi sia il suo vero padre biologico, tra i tanti.
(Qualcuno mormora che lui sia il vero figlio di Manson, e che quello che non ha lo stesso DNA sia in realtà il nipote, Jason Freeman).

Il nipote ha fondato un’associazione, Frontline Warriors, che “fornisce ai bambini competenze di vita e comprensione spirituale”, di qualunque cosa si tratti.

Il nipote di Manson, Jason Freeman, con le ceneri del nonno, che verranno sparse nel Golfo del Messico.
Ha ereditato tutti gli oggetti di Manson (di valore incalcolabile; solo una testata del letto in cui furono uccise delle vittime, oggetto che comunque non fa parte della sua eredità ma di un altro lotto, è stata di recente battuta all’asta per 14mila dollari) e assicura di voler devolvere il ricavato in beneficienza.




Intanto negli anni passati in carcere Charlie pare non aver mai perso il suo smalto: per un certo periodo grazie a internet si è impegnato nelle lotte ambientaliste al grido di “non puoi fermare la guerra, puoi solo indirizzarla verso qualcos’altro: e quello che si deve combattere è il degrado ambientale”;
a 79 anni ha ottenuto una controversa licenza per le visite coniugali, per poter incontrare dietro le sbarre una ragazza che lo ha “conosciuto” (via lettera) all’età di 19 anni, e gli è rimasta devota per 6, prima di riuscire a ufficializzare la cosa, cambiandosi anche il nome da Afton Elaine a “Star” Burton, in puro stile Family.

Star Burton si esibisce probabilmente in una prova d’amore.

Charles Manson è morto il 19 novembre 2017, una settimana dopo il suo ottantatreesimo compleanno. 

Ma di certo non si è smesso di parlare di lui, visto che il regista Quentin Tarantino sta ultimando il suo prossimo film, che sarà incentrato proprio sulla Manson Family.

Se l’articolo ti è piaciuto condividilo, o metti un like sulla pagina Facebook:
appena saranno raggiunte le 80 condivisioni o like, un nuovo articolo verrà pubblicato. A presto!


Forse ti interessa anche...
Nel 1984 Charles Manson si trovava in un laboratorio della prigione, assieme ad altri detenuti
Ronald Hughes era un avvocato californiano; durante la sua carriera si distinse in particolare per
Nata nel 1921 (da una madre che soffriva di problemi mentali),  Anne Hamilton-Byrne partirà dallo yoga
Piccola biografia di Ramirez:Ricardo Leyva Muñoz Ramírez, il più piccolo di cinque figli, famiglia cattolica,
Scorrendo gli episodi che hanno caratterizzato l'infanzia di Manson, non si può fare a meno

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *