Il mago di Hitler.

Elezioni presidenziali tedesche del 1932: il presidente uscente, Paul von Hindenburg, è un vecchio ex generale prussiano che mostra ormai problemi di senilità.




Nonostante l’età, Hindenburg vince di nuovo le elezioni, prendendo il 53% delle preferenze.
Invece il suo avversario, un certo Adolf Hitler, otterrà solo un 37%.



Il neopresidente Hindenburg come è suo dovere nomina due cancellieri; ma il parlamento è frammentato, e il governo difficile da bilanciare: il vecchio presidente viene convinto a cambiare idea, e a nominare al posto dei suoi due cancellieri… proprio il suo rivale, Hitler: in questo modo -gli era stato assicurato- il parlamento sarebbe stato più unito, e il governo avrebbe riscosso maggiori consensi, in quegli anni di crisi economica e agitazioni sociali.

L’avversario sconfitto segue a rispettosa distanza il legittimo presidente in carica.



Dando il contentino al rivale Hitler, secondo i consiglieri del presidente, si sarebbe creato un “governo di larghe intese”, di fatto manovrando l’ ex-avversario, che si trovava comunque in una situazione di minoranza.

Il nuovo cancelliere passa dall'”opposizione sconfitta” ad un governo di collaborazione tra le parti.



Ma Hitler non si lascerà certo trattare come un burattino.
Il suo ideale infatti era un certo Benito Mussolini.

Il rumore delle rotelline che girano.



Anche Hitler voleva trascinare a sè le folle. Non gli bastava lavorare nell’ombra, puntava ad una manipolazione delle masse che sconfinava nella devozione religiosa.
Si avvarrà infatti dell’aiuto nientemeno che di un illusionista, mago e astrologo.
Quando conquisterà il potere con mezzi tutt’altro che etici, già da anni si era allenato a parlare in modo efficace (“medianico”) a quella parte di opinione pubblica più influenzabile, più insoddisfatta, promettendo un futuro di rivalsa per il paese -naturalmente sotto la sua guida.

L’entusiasmo unilaterale.



E per chi non si lasciava incantare dai comizi sopra le righe, dai trucchi da imbonitore, Hitler escogitò ben altro. Attentati, capri espiatori, deportazioni dei suoi avversari in parlamento.

Un numero del giornale pubblicato dal Mago Hanussen, trainer mediatico del Führer.



Il suo maestro e ispiratore, il mago Erik Jan Hanussen, in realtà si chiamava Herschmann Chaim Steinschneider, ed era ebreo (come qualcuno sospetta fosse anche lo stesso Führer; ad ogni modo, nell’ambito privato il gerarca nazista non aveva alcun problema con gli ebrei, visto che il suo medico personale, il suo autista, e il suo guru esoterico erano tutti ebrei).



Hanussen e Hitler erano coetanei, erano entrambi più austriaci che tedeschi, e tutti e due per un verso o per l’altro avevano una storia familiare piuttosto particolare.

“il grande Führer dal grande veggente”



“Il mago di Hitler” -che gli insegnò come comunicare alle folle anche col corpo, fingendo di essere posseduto da una forza superiore, “per parlare non alle loro menti, ma ai loro cuori”- aveva cominciato la sua esistenza su questa terra nella cella di un carcere.



Sua madre, appartenente ad una famiglia ortodossa molto conosciuta a Vienna, benestante, commerciante di pellicce, era rimasta incinta dell’amante.
Che era un attore nomade di dubbia fama, a sua volta ebreo.

Alla scoperta della gravidanza i due fuggirono nell’attuale Repubblica Ceca, vivendo praticamente di stenti, e vedendosi ben presto costretti a ritornare a Vienna, a casa di lei, pochi mesi dopo la fuga.

Per evitare il grave scandalo di un parto “al di fuori del matrimonio”, la famiglia non trovò nulla di meglio che farla partorire in una cella del commissariato, lontano da sguardi indiscreti.

Anche il padre naturale del piccolo Herschi era in (un’altra) cella al momento del parto: detenuto per reati minori.
Ma appena finì di scontare la pena corse a “rapire” amante e figlioletto, per condurli lontano, nell’attuale Romania.

Un atto forse romantico, ma poco ragionato.
Infatti anche questa volta non andò molto bene. Anche a causa dello stress e delle privazioni economiche, la donna si ammalò di tubercolosi.
Ancora una volta dovettero tornare a Vienna, dalla famiglia di lei.

E quando il bambino aveva 7, anni la madre infine morì.
Il padre lo portò in giro per l’est Europa, nei suoi spettacoli di attore e saltimbanco.
Quando Herschi ha 11 anni il padre torna in Austria e si sposa.
Nella nuova famiglia non si sente accettato: due anni dopo il ragazzino fugge di casa, e vive con quello che il padre gli ha insegnato.
Fa spettacoli di funambolismo, giocoleria e illusionismo sulle navi da crociera che attraversano il Mediterraneo. Se va male si arrangia offrendosi di pulire le gabbie degli animali nei circhi, spalando il letame e cambiando la paglia. Non si lamenta, impara da tutti.

Si sposa con una ragazza che lavora dietro le quinte dello spettacolo, ma presto scoppia la guerra, ed Hersch si deve arruolare: riesce comunque a stare il più possibile lontano dai campi di battaglia proprio grazie agli spettacoli di intrattenimento che organizza per le truppe, in una specie di tournèe tra i vari accampamenti.



E’ proprio durante il conflitto mondiale che affina la tecnica, che costruisce la maschera: si cambia nome, scegliendone uno che suona più nordico -meno tedesco certo, ma soprattutto meno ebreo.

Quando finisce la guerra divorzia dalla moglie, sposa un’attrice di teatri (dal quale avrà una bambina, che in seguito reciterà in produzioni pubblicitarie italiane, nel Carosello- ho cercato più volte ma non ne trovo traccia in nessuna lingua); ma soprattutto inizia a decollare davvero la sua carriera come mago, sensitivo, astrologo… o impostore, sosterranno i suoi detrattori.

Hellsehr Erik Hanussen mit seinem Medium Martha Farra



Hanussen punta in alto, non vuole essere il prestigiatore che fa i trucchetti con le carte.
Preferisce avvolgersi di quell’aura paranormale, inquietante, che tocca la platea nel profondo.
Si vende molto bene, si fa un seguito di affezionati, raccoglie le loro confidenze durante le sedute di astrologia. E’ sempre un passo avanti, lui. E’ in contatto con le forze sottili.

Ha persino l’ardire di metter becco riguardo ad alcune vicende di cronaca, come furti famosi, casi irrisolti che legge sui giornali: pretende ad esempio di sapere l’ubicazione della refurtiva, e a volte ci azzecca.
Non si sa bene se solo per caso, o se invece grazie ad informatori ben dislocati, riesce a “prevedere” correttamente la risoluzione di parecchi casi di cronaca, umiliando pubblicamente le forze di polizia.



Diventa molto famoso… ma anche molto controverso.

Parte il suo tour mondiale, ma molto paesi gli negano l’ingresso.
Viene definito “un grande mago”, ma anche “un grande ciarlatano”.

La locandina del film a lui dedicato.



Dopo solo un anno dal secondo matrimonio lascia la moglie e la figlioletta ancora in fasce, e si butta a capofitto nel business.
Diventa amico del forzuto Zishe Breibat, come raccontato nel film Invincible di Werner Herzog, e ha la geniale -e ancora una volta, discutibile- idea di creare il personaggio immaginario di una erculea, formidabile italiana – “Marta Farra”- che però è interpretata da ben tre diverse ragazze (tedesche), in modo da poter rappresentare il triplo di spettacoli in tutto il mondo, con lo stesso nome (e la stessa fama, anzi triplicata).


Si sposa per la terza volta, questa volta con una telegrafista. E dopo pochi anni di nuovo divorzia: e a questo punto è ricchissimo.

Nulla lo ferma: neanche un processo per circonvenzione d’incapace.

Viene assolto, e diventa quasi più famoso per le sue feste, che tiene a bordo del suo yacht, dove ogni sera selezionatissimi amici indulgono in orge di sesso e di droga, completamente indisturbati da polizia o fotografi indiscreti.

E’ un personaggio chiacchieratissimo.
Suscita l’interesse persino di Thomas Mann e di Sigmund Freud.

Riporto solo a titolo di curiosità, visto che l’episodio si avvererà dopo la morte sua e di Hitler, Hanussen predice con esattezza -sbagliando solo di pochi mesi- la morte di Stalin, nel 1953.
Ancora oggi c’è chi sostiene che avesse davvero dei “poteri”.

Potere, soldi, esoterismo: uomini ambiziosi e senza scrupoli sgomitano per entrare in questa ambigua, inquietante cerchia esclusiva che Hanussen ha saputo creare dal nulla intorno a se.

Alcuni esponenti di spicco del partito nazista lo frequentano ormai da 8 anni quando entra ufficialmente in contatto col loro rappresentante.
Mese dopo mese Hanussen è sempre più vicino a Hitler, che dopo averlo frequentato, notano alcuni, comincia a parlare proprio come fa il sensitivo, quando si rivolge alle folle.

Il baffino al lavoro sulla propria immagine.


La sua fama di esoterista e illusionista dai poteri straordinari, a livello mondiale, ormai è seconda solo a quella del suo contemporaneo Harry Houdini.

Una fama ambigua, sempre giocata sul doppio binario dell’impostore da quattro soldi da una parte, del sensitivo dall’altra.

C’è chi giura di averlo visto realmente in contatto con forze soprannaturali; e altri che lo ricordano quando puliva le gabbie degli animali negli spettacoli itineranti di pochi anni prima.

Lo spettacolo di un escapologo tedesco che plagiò il nome del più noto collega.



Ma chi ha i soldi può comprarsi l’immagine che desidera.
E’ il 1932 quando Hanussen diventa proprietario di un giornale berlinese, che usa ovviamente a proprio vantaggio.


“E.J.Hanussen predice in trance il futuro di Hitler” -(e intendeva la vittoria).


Il mago nella prima pagina del suo stesso giornale, fa scrivere che Hitler vincerà le elezioni.

Come sappiamo, non le vincerà.
Ma Hanussen farà comunque in modo -o perlomeno lo incoraggerà, con le sue “sedute private”- che al potere ci vada lo stesso, nel modo più diretto e scorretto possibile.

Come un vero mago, il sensitivo ebreo sta evocando forze oscure sul cielo di Berlino; e non immagina che presto le stesse gli si abbatteranno contro, distruggendo non solo lui medesimo, ma grande parte della popolazione, della ricchezza e della cultura europea, lasciando in particolare proprio la capitale tedesca teatro principale della vicenda praticamente ridotta in briciole.

In un delirio di grandezza, come un vero parafulmine, sta contribuendo a scatenare l’inferno della seconda guerra mondiale e dell’immane tragedia dell’olocausto, proprio contro gli ebrei.



Come abbiamo detto, molti gerarchi nazisti sono suoi clienti affezionati, che credono ciecamente nei suoi poteri.
Quelli che non lo sono però lo disprezzano e lo temono, vedendo di pessimo occhio l’influenza che il ciarlatano sembra esercitare nei confronti di Hitler.

Una specie di Rasputin, per così dire. Molto scomodo, imprevedibile, e soprattutto poco manovrabile.



La macchina della scalata al potere assoluto viene messa in moto: il vecchio presidente Hindenburg viene rieletto, è rispettato dal popolo, perchè rappresenta la vecchia guardia, i Prussiani, la Repubblica di Weimar.

Ma viene convinto a cambiare cancelliere, a scegliere proprio l’avversario Hitler, per guadagnare in consensi.

Poco dopo i fatti che andiamo a narrare, il presidente stranamente morirà; e i sospetti che “sia stato aiutato” sono molti.

Mantenere un’aria indifferente.




In quei giorni Hanussen comincia ad organizzare trance pubbliche, ad esempio nel suo “Palazzo dell’Occultismo” a Berlino (Lietzenburger Straße 16, in pieno centro, dietro al KaDeWe) annuncia, durante una seduta medianica, che il Reichstag di Berlino brucerà in un immane rogo.

Il significato simbolico del parlamento che brucia è un qualcosa di agghiacciante; ma pochi sono in grado di capirlo, in quel momento.



I complottisti dell’ 11 Settembre o dell’omicidio di J.F.Kennedy non faranno troppa fatica a capire cosa successe da lì a poco:
la “previsione” di Hanussen magicamente si avvera (se fosse stata un’idea sua, suggerita a Hitler -o se avesse solo usato l’informazione ottenuta per accrescere la propria fama, in un impeto di egocentrismo poco intelligente- è difficile da dire con certezza; io propendo per la prima).

La sede del parlamento puntualmente brucia, e viene trovato -praticamente nudo- nei pressi del rogo, un orfano olandese con problemi mentali, mezzo cieco, in pensione anticipata, ma soprattutto di simpatie comuniste.



“E’ stato lui, sono stati i comunisti!” decreta il cancelliere Hitler.

Grande emergenza sociale. I maledetti comunisti vogliono sovvertire il potere costituito.
Immediatamente i capi del partito dell’opposizione vengono catturati e sbattuti in prigione; in seguito internati nei campi di concentramento.

Il giovane comunista viene giustiziato, perchè anche se la pena di morte non esisteva nella Germania di 90 anni fa, viene prontamente reintrodotta il giorno dopo l’incendio.

Peccato che l’incendio al palazzo fosse stato evidentemente appiccato in più punti, da più persone, e che difficilmente un ragazzo da solo avrebbe potuto organizzare e realizzare una devastazione simile.

Passa giusto qualche ora prima che l’opinione pubblica mangi la foglia.
Ma non c’è molto che si possa fare. Il piano forse non è molto ben congegnato, ma è molto spregiudicato, e non si fermerà di fronte ai mugugni e ai sospetti.

L’incendio del Reichstag.





Poco importa dunque: Hitler approfitta della situazione di emergenza e fa firmare al vecchio presidente Hildenberg (che al momento è ancora vivo, perchè ancora utile, e manovrabile) il “Decreto [del rogo] del Reichstag”, che di fatto abolisce una grandissima parte dei diritti civili che fino a quel momento garantiti dalla costituzione in vigore dalla Repubblica di Weimar; un vero e proprio decreto liberticida, fatto malamente passare “in nome della sicurezza”.




Dopodichè, in fretta, viene approvato il “Decreto dei Pieni Poteri“, mossa inaudita e spregiudicata, promulgata soprattutto grazie al fatto che a votare in parlamento non c’è quasi nessuno: gli oppositori comunisti di Hitler sono infatti in prigione, e a più di un centinaio di deputati non fu reso possibile di votare contro quello che, di fatto, fu l’inizio della dittatura nazista.

Nelle ultime elezioni libere, il 5 marzo 1933, nonostante le minacce, le repressioni e le detenzioni strategiche, più della metà dei votanti tedeschi (di quelli rimasti liberi tra l’altro, ai quali fu permesso votare) non votarono il partito di Hitler. Ma lui andò avanti lo stesso, come sappiamo.

Ottenuto il potere tanto agognato da Hitler, Hanussen appena 20 giorni dopo le elezioni viene prelevato dalla sua elegante casa da un kommando paramilitare, e dopo un’ora di auto verso sud viene giustiziato come un cane, in un bosco fuori città, sotto Schönefeld.

Il suo reale coinvolgimento nella presa del potere di Hitler è difficile da documentare nel dettaglio, perchè i nazisti hanno rapidamente cancellato tutta la documentazione possibile che potesse metterli in relazione con lui.

E’ seppellito col suo nome d’arte in un cimitero di Potsdam, appena fuori Berlino, nella parte dedicata agli ex residenti del quartiere di Charlottenburg.


Una puntata dedicata della Storia in Giallo, nella quale si menzionano anche le “barriere magiche intorno al Regno Unito per combattere i maghi nazisti di Himmler”:




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