David Carpenter, “il killer dei sentieri”.

Inizio anni ’80.

Un’ area naturale frequentata da escursionisti e campeggiatori.

Una giovane coppia di fidanzati; uccisa a colpi di pistola; durante un ponte festivo.



In realtà l’assassino ha già ucciso un paio di anni prima, ma nessuno collega i fatti.
Solo i proiettili esplosi dalla stessa arma permetteranno di unire gli eventi.

Altre giovani coppie vengono aggredite o uccise; ma anche donne sole.

Una vittima viene sparata alla testa, spogliata e disposta in una posizione degradante.

Un’altra vittima viene pugnalata.

Una volta ha tentato di uccidere la vittima a colpi di martello.



Come per l’assassino di Ghörde, le cose precipitano quando l’assassino uccide una conoscente.

L’ultima vittima viene trovata per via dell’odore, nella boscaglia, parzialmente occultata da detriti e rifiuti ammucchiati sul corpo.



Il killer dei sentieri altri non era che un 50enne frustrato, all’apparenza inoffensivo e insignificante, che viveva coi genitori.
Anche se il rapporto con la madre era sempre stato castrante, umiliante.
Gli dava sempre della femminuccia, sminuendolo, e costringendolo a fare danza classica.

Carpenter è tutt’ora vivente, ha 90 anni, ed è detenuto nello stato della California.



La vicenda è riassunta nel video qui sotto, anche se mancano molti dettagli (ad esempio nel 55 si sposò ed ebbe tre figli; che il padre era alcolizzato e lo maltrattava al pari della madre; fu incarcerato per il tentato rapimento di quella che tre anni dopo partorirà una delle attrici di Melrose Place; il suo caso è stato riesaminato nel 2010, trovando conferma delle sue responsabilità grazie al confronto del DNA repertato a distanza di 30 anni da uno dei corpi delle vittime).

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