Natale ad Alcatraz.

Alcatraz, “The Rock”, il leggendario carcere di massima sicurezza, dove venivano rinchiusi i peggiori criminali degli Stati Uniti.

Se davi problemi in altre prigioni, venivi spedito proprio ad Alcatraz.

Facile intuire come vi abbiano soggiornato i più incalliti, irriducibili antisociali del Paese.

Picture of Alcatraz prison, after the June 1962.
(Photo by Jon Brenneis/The LIFE Images Collection/Getty Images)




Libri, film e documentari hanno cercato di rendere l’idea di come fosse la vita lì dentro, comprese alcune storie davvero incredibili, ma realmente accadute.

L’unico caso di fuga -forse- conclusasi con successo.

Robert Stroud, “the Birdman of Alcatraz”.





Come una specie di incrinatura nella facciata di estremo rigore e brutalità del sistema detentivo, ecco giunto fino a noi questo volantino, stampato per il Natale del 1954.



Consegnato ad ogni detenuto, impaginato elegantemente, con tanto di illustrazioni e stampa a colori.

Avrà almeno in parte alleviato il tunnel di disperazione che accompagna un detenuto a vita, o piuttosto sarà suonato come un’amaro sberleffo da parte del direttore?
Difficile saperlo.

Proviamo a leggerlo nel dettaglio.



(Nota: i brani musicali li metto in fondo al post, perchè sospetto possano rappresentare una forma di tortura.)

La squadra dei cuochi di Alcatraz nel Natale 1954.





Tanto per cominciare, la mattina di Natale, alle ore 8:30, si potrà partecipare ad una messa cattolica.

Alle 13:30 invece la proiezione del film a colori “Il segreto degli incas”, un film di avventura uscito proprio quell’anno, che prevede tradimenti, tentati omicidi, e il furto di un aereo per fuggire.

E’ disponibile in versione integrale su Youtube (in inglese).

La pellicola ha fornito grande ispirazione a George Lucas per la realizzazione di “Indiana Jones e i predatori dell’arca perduta”.


A seguire, un cortometraggio in bianco e nero, di produzione britannica, realizzato un anno prima, sull’intelligenza canina.

Sorge un po’ il dubbio circa un’eventuale sberleffo.
Ricordiamo che ad Alcatraz le guardie si avvalevano dell’aiuto di pastori tedeschi, addestrati a ricercare i fuggitivi, e se necessario aggredirli.

Dopo il documentario, un non meglio specificato cartone animato.



L’ora della cena non è indicata, perchè ovviamente ben nota ad ogni detenuto.
Comunque tra la durata del film e i due corti si saranno fatte almeno le 16.

(Original Caption) Shown here is the kitchen area of the Alcatraz prison with the daily menu posted.



Nel volantino, un paggio o servitore -vestito con abiti variopinti e di foggia rinascimentale- porge un vassoio stracolmo.

Ho cercato di scendere nei dettagli delle ricette degli anni ’50, casomai per Natale qualcuno volesse riproporre il menù ai propri cari (declino ogni responsabilità).

Antipasti:
sedano farcito (probabilmente così):

Lava e taglia i gambi di sedano in pezzi di 6 cm, e farciscili con patè di prosciutto mescolato a formaggio roquefort -o formaggio fresco spalmabile.
Tocco finale: un po’ di pepe verde.

Olive (credo quelle nere e al forno, tipo queste):


Portata principale:
tacchino arrosto, con ripieno alle ostriche e una salsa fatta coi fegatini e le interiora del tacchino stesso.
Il classico “piatto delle feste” negli Stati Uniti:

Come contorno, una specie di purè di patate -amalgamato con formaggio cremoso, panna acida, aglio, paprica, erba cipollina, pepe-;
poi piselli al burro; salsa di mirtilli; e i parkerhouse rolls, che sono i tipici panini morbidi americani.


Per concludere: torta di zucca, torta di frutta e caffè.

Sembra più un pranzo del Ringraziamento che di Natale, ma dobbiamo ammettere che -anche se probabilmente sarà stato servito nei non molto eleganti vassoi di metallo a scomparti- la Direzione non ha lesinato sul menù.

(A parte il fatto che molti americani mangiavano nei vassoi anche a casa, praticamente le stesse cose):

Una pubblicità di pochi anni dopo.



D’altra parte la terribile prigione di Alcatraz era rinomata per la sua cucina sopra la media. Almeno una gioia.

Mentre cercavo immagini, ho trovato proprio una foto scattata quella sera.





Come detto sopra, il volantino informa che alla vigilia di Natale verranno diffuse per i detenuti le seguenti canzoni.

(Nel secondo titolo –“Sarò a casa per natale“- ravvedo una punta di cattiveria gratuita):



Di questa traccia ho messo la versione tratta da un film.
Chissà se nelle celle di Alcatraz, quel giorno, qualcuno l’ha cantata:

La quarta traccia non la trovo, ho ritrovato solo la foto del vinile, che credo si possa sentire su Amazon Music.
Nel 1937 fu cantata da Judi Garland:

L’ultimo titolo indicato credo sia una dicitura generica, non ho trovato alcuna traccia specifica corrispondente.
Nel dubbio, il cantante, gli anni e le tematiche sono queste:


Ho tralasciato volutamente una singola voce che compare nel volantino, perchè più cercavo informazioni e più scoprivo cose.
Alla fine è diventato un post a parte.

Clicca qui per scoprire cosa diavolo significa Oleo.



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