Sul conservare i feticci.

Spesso tra “mostrologi” ci si chiede cosa ne facesse il Mostro di Firenze con i cosiddetti feticci che asportava dalle vittime: se li conservasse, e in quale modo.
E anche se qualcuno li abbia mai trovati, magari senza riuscire a rendersi conto di cosa fossero.


Cercando tutt’altro, ho scoperto per caso che proprio a Firenze, presso il Museo Anatomico Fiorentino, si possono vedere dei preparati del noto Girolamo Segato; tra i quali figura una “vulva sezionata posteriormente”.

Avverto che si tratta di un reperto impressionante, oltretutto proviene dal cadavere di una bambina.
Il link con la foto grande qui.



Viene da chiedersi se il cosiddetto “Mostro di Firenze” non abbia forse visto questo preparato, e magari non abbia tratto spunto proprio da questo reperto, per quanto riguarda il taglio e soprattutto la conservazione.

Se è vero che il frammento di tessuto inviato nella famosa lettera era “stato accuratamente raschiato della parte adiposa”, questo potrebbe far pensare ad una volontà di conservazione –senza l’ausilio di formaldeide o altri conservanti liquidi (e comporterebbe la volontà di essiccare e preservare; non li avrebbe quindi gettarli via poco dopo- o fatto un uso ancora peggiore).

Il museo di Napoli.



Ho sempre avuto l’impressione che la cura con la quale preparò quel coup de théâtre (scegliere stranieri in tenda lasciando intonsa l’auto, l’occultamento, la lettera col suo contenuto minuziosamente preparato, ritagliato nella stessa forma delle lettere sulla busta) sia stato un modo di vantarsi circa le proprie capacità- compreso il mostrare cosa ne facesse dei feticci. Conservarli, appunto.

Chiaramente sono solo ipotesi e suggestioni.
Senza voler assolutamente insinuare che il Mostro fosse un medico, o uno studioso come Segato- d’altra parte anche Ed Gein non lo era, eppure si dedicava con estremo entusiasmo alla conservazione di parti anatomiche.

Per chi volesse saperne di più sul museo e tanto altro, consiglio l’interessantissimo blog Bizzarro Bazar.

EDIT:
mi hanno segnalato questo documento: cascine, medici di Perugia, il materasso del Papa, Augias- comune denominatore sono proprio i feticci:

http://insufficienzadiprove.blogspot.com/2019/05/i-feticci-del-mostro-di-firenze.html

EDIT II:
Ho appena trovato dei particolari su Jeffrey Dahmer.

Presumo che provengano dalle trascrizioni del processo, o un qualche colloquio registrato.

Riguarda la prima volta che ha pensato di preservare i feticci che aveva asportato dal corpo di una vittima (come sappiamo, questa è un’attività che non ha intrapreso subito, al primo delitto: si è trattato di un’escalation).
Presumibilmente erano i resti di Anthony Sears, del quale fu conservato anche il teschio.

Il tutto avvenne a casa della nonna di Dahmer, presso la quale viveva all’epoca.

Dahmer in una pausa del processo a proprio carico.



“Voleva preservare questi reperti anatomici [il pene e lo scalpo di una vittima], così si recò in un negozio di ferramenta, e disse al commesso che era interessato a seccare e trattare la pelliccia di un coniglio selvatico.

Lo informarono che l’acetone avrebbe potuto funzionare, così ne acquistò una certa quantità.
Dopo aver pulito i reperti, Dahmer avrebbe dovuto trattarli con l’acetone.”



Dahmer è uno dei pochi casi di serial killer sinceramente collaborativi.
Qui di seguito, in prima persona, la spiegazione del perchè ha fatto ciò che ha fatto:


“A dire il vero funzionò abbastanza bene, come potete vedere dalle foto.
Quando sarebbero stati asciutti, avrei potuto indossare lo scalpo.
Mi avrebbe aiutato a fantasticare, e ricordare la notte in cui ero con lui.
Avrei potuto succhiare il suo pene e masturbarmi.”

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