“Lo squartatore di Hollywood”, o “l’assassino della porta accanto”.

Michael Gargiulo ha cominciato ad uccidere ancora minorenne, nel 1993.

Ha massacrato la sorella di uno dei suoi migliori amici, praticamente sotto il naso di tutti, in pochissimi minuti.

E l’ha fatta franca per anni.


Gargiulo ha ucciso nel 1993, 2001, 2005;
nel 2008 ha tentato di massacrare l’ennesima vittima, ma la donna si è difesa ed è sopravvissuta.


Finito subito sotto la lente degli investigatori, è riuscito ad eludere le indagini e far perdere le proprie tracce, traslocando rapidamente.

Ha funzionato, visto che non è più stato cercato, o comunque rintracciato.

Libero di continuare ad uccidere, il totale delle sue vittime ad oggi non è noto: potrebbero essere più di 10.



Col passare degli anni, la sua “vita di facciata” continuava come se nulla fosse: lavorava sia come tecnico riparatore di condizionatori, che come guardia di sicurezza all’ingresso di locali notturni, conducendo apparentemente una vita normale.
Costruendosi anche una famiglia.

Il serial killer Gargiulo.





Una vita tutto sommato soddisfacente, però, non gli impediva di coltivare passatempi poco leciti.

La facciata accuratamente costruita infatti gli serviva solo a nascondere una sessualità malata.

Invece che corteggiare coetanee, o intrattenere relazioni sentimentali o sessuali nel senso comune del termine (e a detta dei conoscenti il suo aspetto fisico e il suo lavoro lo avrebbero favorito in questo senso), la sua fissazione era del tipo predatorio.


Infatti gli piaceva spiare di nascosto le vicine di casa, anche per giorni o settimane, e nel momento a lui più opportuno -individuando finestre temporali anche solo di poche decine di minuti– assalirle, e ucciderle con particolare violenza.

Le aggrediva e le colpiva con numerose coltellate, ma non le violentava, e non intratteneva alcuna attività sessuale con loro.

Lo stalking segreto, il fantasticare sull’omicidio, l’assalto brutale e l’omicidio erano già abbastanza gratificanti- più di un rapporto sessuale.



A quanto leggo, tutte le vittime erano state ferite al seno (o peggio: si parla anche di escissioni).

Un aspetto controverso: almeno due vittime avevano avuto un rapporto sessuale consensuale da pochissimo tempo -con un individuo che non era l’assassino; ma con un partner che guardacaso aveva lasciato da pochi minuti il loro appartamento.

Aver ucciso due ragazze che avevano appena avuto un rapporto completo con un altro uomo potrebbe essere un’assoluta coincidenza.

Oppure potrebbe essere stata una situazione ricercata specificatamente dal killer, che era appunto abituato a spiare le vittime:
forse vedere un fidanzato entrare in casa e capire che stavano avendo un rapporto, era una situazione che lo eccitava.

Forse ancora aumentava la sua rabbia o gelosia, facendolo decidere per l’omicidio.

O ancora, forse era una precisa strategia per cercare di far ricadere la colpa dell’omicidio sull’ignaro partner.

Ad oggi non ci è dato sapere i dettagli di questo aspetto, perchè si tratta di un elemento intrapsichico, che ci potrebbe spiegare nei dettagli solo l’assassino stesso.
Cosa che però lui si è sempre rifiutato di fare.

Photos of the deceased are displayed in court during opening statements on May 2, 2019 in Los Angeles, California, in the trial of Michael Gargiulo. – Gargiulo, also known as the “Hollywood Ripper,” is charged with murders in 2001 and 2005 and suspected to have committed as many as 10 more. (Photo by Al SEIB / POOL / AFP) (Photo credit should read AL SEIB/AFP/Getty Images)


Gargiulo ha ucciso ragazzine, ad esempio la prima vittima, che era la sorella di un suo buon amico; ma anche madri di famiglia, che non conosceva direttamente, a parte vederle nei dintorni di casa.

A quanto pare gli unici requisiti che gli importavano -passando sopra qualsiasi problema morale- era che fossero sessualmente attraenti, e facili da osservare e da raggiungere.

Ogni delitto è un gesto ignobile, ma le sue azioni sono sempre apparse particolarmente vili. Un vero vigliacco.

 Tricia Pacaccio aveva parlato diverse con Gargiulo, quasi coetaneo nel 1993, perchè questi era amico di suo fratello.
La sera del suo omicidio aveva festeggiato il suo diploma alle scuole superiori e aveva appena salutato compagni ed amici sulla porta di casa.
Un secondo dopo veniva massacrata sul vialetto.

Maria Bruno era arrivata da El Salvador quando era ancora una ragazzina, e si era sposata giovanissima.
E’ stata uccisa e mutilata nel proprio letto, probabilmente senza neppure capire chi fosse il suo assassino.



A volte entrava in casa mentre le vittime dormivano, massacrandole nei loro letti.

Altre volte invece le attirava appena fuori dalla porta d’ingresso, o si faceva aprire con un semplice pretesto.



Almeno una volta adottò la tecnica “della ruota bucata” (sgonfiata da lui stesso, per offrirsi di cambiarla), per entrare in più stretto contatto, e intrufolarsi nella casa -e nella vita- della futura vittima.

Altre volte invece entrava in casa di nascosto, magari attraverso una porta sul retro non chiusa a chiave.

Visto che passava ore a spiare e sue vicine, era solo questione di tempo prima che si presentasse l’occasione perfetta.

Pare che abbia sfruttato anche il suo lavoro di riparatore di impianti per farsi aprire dalla proprietaria senza alcun sospetto, studiare la casa in pieno giorno e alla presenza della vittima prescelta; per poi magari tornare la sera, con un pretesto.
Un attrezzo dimenticato, o qualcosa di simile.
Chiunque aprirebbe e lascerebbe entrare.

Almeno in una occasione è stato arrestato per furto con scasso in un appartamento.
Probabilmente lo ha fatto molte altre volte, senza che sia stato catturato.






Testimoni (che all’epoca non erano stati in grado di fornire un nome, essendo un soggetto sconosciuto) ricordano visite inaspettate a casa delle future vittime da parte di un uomo, o di aver visto un’auto parcheggiata nei pressi delle case- auto posizionata un po’ nascosta, e in orari strani.
Tutte cose alle quali sul momento però non avevano dato troppa importanza.

In un caso gli amici della vittima ricordano questo individuo “che si autoinvitava alle feste, e che sembrava totalmente ossessionato dalla futura vittima”.
Si erano resi tutti conto che il “non- invitato” aveva passato la serata a fissare insistentemente la padrona di casa, senza neanche preoccuparsi troppo di nasconderlo (o senza riuscirvi).
Aveva messo a disagio tutti. Ma ovviamente sul momento si pensa solo ad un innamorato.
Sembra che proprio quella sera, durante la festa, Gargiulo fosse riuscito anche a fabbricarsi una copia delle chiavi dell’appartamento della vittima prescelta.



Come detto, nonostante gli omicidi siano indubbiamente a sfondo sessuale, non mi risulta che Gargiulo abbia mai avuto rapporti sessuali con nessuna delle vittime.

Tuttavia le massacrava con numerose coltellate (tra le 17 e la cinquantina, come nel primo e nel penultimo delitto), usando una lama di 12 centimetri, affondandola completamente con una forza inaudita, al petto (soprattutto al seno), al collo, alla schiena e alla testa.

Una delle vittime era quasi decapitata.

Leggere i referti autoptici è particolarmente impressionante.
Si parla ad esempio di un fendente dato al cranio di una delle vittime, con così tanta violenza e profondità da tirar fuori un frammento di osso “come la tessera di un puzzle”.

Una delle ultime foto di Maria Bruno in compagnia del marito e dei figli.



Il delitto del dicembre 2005 fu ai danni della 32enne Maria Bruno, uccisa nel proprio letto, nella casa dove viveva coi suoi bambini.

Nel rapporto della polizia si legge di seni escissi.

Si legge anche del tentativo -non riuscito- di rimuovere uno degli impianti protesici dall’interno dei seni tagliati.

Non riuscendo nell’intento, una delle due parti anatomiche è stata poi infilata nella cavità orale della vittima stessa.

Una scena come generata dalla mente di uno scrittore horror.

Cosa abbia spinto Gargiulo a desiderare tutto ciò, rimane un mistero.
Nella sua infanzia, nella sua vita, non compare alcun indizio.


Dopo il brutale omicidio, fuori dall’appartamento è stato rinvenuto un copriscarpa chirurgico, sul quale è stato repertato il sangue della vittima, più un altro DNA attorno all’elastico- quello di Gargiulo, ma all’epoca non si sapeva con chi confrontarlo.





Dobbiamo quindi pensare che il killer andasse a massacrare le vittime prendendo precauzioni particolari.

I copriscarpa sono veloci da infilare e da togliere, impediscono alla suola di trattenere tracce (ad esempio di sangue calpestato) e allo stesso tempo di rilasciarne sul luogo del crimine (ad esempio terriccio particolare, o fibre tessili); e prima e dopo l’uso occupano pochissimo spazio in una tasca.

Un copriscarpa della stessa marca e dello stesso modello è stato trovato nell’attico del complesso condominiale nel quale vivevano sia la vittima che Michael Gargiulo.

Forse il killer aveva nascosto degli oggetti -prima e/o dopo il delitto- in uno spazio comune, a lui accessibile facilmente, ma non riconducibile alla sua persona direttamente (come invece sarebbe stato il proprio appartamento, l’auto o il box garage: luoghi altamente compromettenti).

In questo modo in caso di perquisizioni al suo domicilio gli investigatori non avrebbero trovato nulla.



In alcuni degli omicidi Gargiulo aveva anche potuto tenere d’occhio i sopralluoghi degli investigatori, praticamente dall’angolo di casa sua:

400 piedi corrisponde a circa 120 metri.




In aula è stato evidenziato come “Gargiulo si sentisse più furbo della polizia“.

Si interessava di indagini forensi, faceva ricerche su come uccidere, e leggeva spesso su serial killer, quali Ted Bundy.

Si era vantato con alcuni amici di “sapere come non lasciare impronte digitali” e “come lasciare la scena di un crimine evitando di essere visto coperto di sangue, e con un coltello sgocciolante”.

A casa sua hanno trovato il libro “the Anarchist cookbook”, che spiegherebbe tra le altre cose come uccidere una persona in pochi secondi.

Nella cronologia del suo pc è stato ritrovato un sito (che non vi linko, per evitarvi eventuali futuri problemi…) che spiega nel dettaglio come coprire ed eliminare le proprie tracce dalla scena del delitto, e in pratica “come farla franca”.



Gargiulo spesso non dava il colpo di grazia; ma invece lasciava le vittime a morire dissanguate, lentamente- pregustando il momento nel quale gli amici e i parenti avrebbero ritrovato i corpi, orrendamente mutilati.

La prima vittima, la sorella del suo amico, fu uccisa sul vialetto di casa, pochi istanti dopo aver salutato dei compagni di scuola.

Massacrata con cinquanta coltellate nel giro di pochi minuti, fu ritrovata proprio dal padre.

Gargiulo durante il processo a proprio carico.



A quanto è riportato dalla stampa, l’imputato durante il processo, nell’ascoltare questa descrizione di se stesso e dei suoi interessi, è apparso piuttosto divertito, o compiaciuto.



Una delle vittime era Ashley Ellerin, che in quel periodo -il 2001- aveva appena iniziato a frequentare l’attore Ashton Kutcher.

I due “avevano entrambi appena scoperto di essere di nuovo single”, e quello sarebbe dovuto essere il loro primo appuntamento: uscire per bere qualcosa, e conoscersi meglio.

Nel suo racconto in aula, l’attore Kutcher ricorderà come quella sera lui e la ragazza si fossero sentiti da poco al telefono, per confermare l’appuntamento imminente.
Una finestra temporale stretta, quindi.

Arrivato all’abitazione e suonato il campanello, non ottenendo alcuna risposta, aveva provato ad aprire la porta, invano.
Quindi aveva guardato dentro una delle finestre.

Le luci erano accese, e per terra quello che a lui, da lontano, sembrò “vino rosso rovesciato”.

Non si allarmò particolarmente, perchè pochi giorni prima in quella stessa casa aveva lui stesso partecipato ad una festa, “che era tipo una festa del college”, intendendo che c’era particolare disordine- il che poteva giustificare il vino sul pavimento anche questa sera- forse un’altra piccola festa?- e nessuno che lo avesse pulito.

Kutcher indica sulla pianta dell’appartamento la dinamica di quella sera




Concludendo che la ragazza fosse uscita con qualcun altro, probabilmente offesa dal suo leggero ritardo, se n’era semplicemente andato.

Il corpo della vittima sarebbe stato scoperto solo il giorno dopo, da una coinquilina.

Ovviamente quello per terra non era vino rovesciato, ma schizzi di sangue originati dai primi fendenti dell’omicida.
Appena oltre l’angolo (invisibile da fuori la finestra) una pozza di sangue, nella quale giaceva la ragazza.

L’attore racconterà di essere “andato fuori di testa” il giorno dopo, al pensiero che le sue impronte “fossero sulla maniglia di una scena del crimine”.

l’attore rende testimonianza.





Il processo contro Gargiulo (che oggi ha 43 anni) è tutt’ora in atto, una ventina di anni dopo i suoi primi omicidi.




E’ stato catturato grazie alla determinazione dell’ultima vittima designata -che nonostante sia stata sorpresa nel sonno, nel proprio letto, al buio, aprendo gli occhi e trovando un uomo armato di coltello che cercava di ucciderla, è riuscita a combattere “con tutto ciò che aveva a sua disposizione”, costringendo infine l’aggressore alla fuga.

Metto le foto solo di questa ultima scena del crimine (in piccolo, per tentare almeno in parte di mitigare la crudezza delle immagini), per rendere onore al coraggio di questa donna, visto quello che ha dovuto passare.

Le ferite da difesa sulle mani della donna, fotografate al momento del ricovero.

Gargiulo si era introdotto nell’appartamento tagliando la zanzariera esterna di una finestra.





Nonostante il grave shock fisico e psicologico, dopo aver messo in fuga l’aggressore la donna ha chiesto aiuto, e dopo la cattura del killer -che altri non era che il suo vicino di casa- ha reso poi testimonianza in aula, coraggiosamente.



Determinante per l’arresto e l’attribuizione degli altri delitti è stato il confronto del DNA.

la casa teatro dell’ultimo attacco, vista dalla finestra dell’appartamento del killer.





Gargiulo al momento è sotto processo, e rischia l’ergastolo, o la pena di morte.

E’ stato arrestato ormai 10 anni fa, ma l’attribuzione del primo delitto è stata fatta molto più di recente.
Il lavoro di raccolta dei dati è difficoltoso.
Si stanno mettendo assieme passate denunce per furto con scasso risalenti al 1997, tracce e sospetti che riconducevano a lui in passati omicidi, e il tutto è complicato dai diversi stati, contee, sceriffi e tribunali che devono svolgere processi e indagini;
ma soprattutto dalla mancata collaborazione dell’indagato, che non ha mai ammesso nulla;
e dal ritornello della difesa: “il fatto che ci fosse il suo sangue sulla scena non significa che ad ucciderla sia stato proprio lui”
(infatti nell’ultimo delitto Gargiulo si è tagliato, e ha lasciato una scia di gocce del proprio sangue mescolato a quello della donna ferita- …ma per i difensori “lui potrebbe essersi solo tagliato, e gli assassini potrebbero essere altri”).



Lui si dichiara innocente, ma a quanto mi par di capire nemmeno i suoi stessi avvocati ci credono molto.

A quanto pare infatti la difesa punta sul fatto che i periti l’abbiano definito uno psicopatico.
E che quindi “non possa essere considerato colpevole, in quanto malato mentale, non capace di intendere e di volere”.

(Strategia non molto efficace, temo per loro, in quanto gli psicopatici sono estremamente in grado di intendere e volere, anche più di noi).

I volenterosi avvocati stanno quindi tentando di attribuirgli anche disturbi dissociativi di identità, amnesie e tanto altro, nell’intento di coniugare con successo 3 elementi: le prove schiaccianti, la dichiarazione di innocenza e la sperata assoluzione.


Ad esempio è stato dibattuto in aula un particolare decisamente disturbante:
nell’ultimo attacco, resosi conto di non riuscire a sopraffare la vittima designata, si è allontanato da lei scusandosi.
(Quindi in pratica entri nella casa di una persona, tenti di massacrarla nel letto, lei urla, fugge, scappa lasciando impronte di sangue peggio di un film horror, tagliandosi nel tentativo di difesa… e quando tu assassino ti ferisci a tua volta, dici “ok, la smetto, scusa se ho provato a farti a pezzi. Come se non fosse successo nulla, dimentica tutto”.)

Anche questo particolare è stato usato per determinare la sua consapevolezza o meno durante il tentato omicidio:
la difesa ha usato queste scuse come prova che il soggetto -dissociato- si fosse come “improvvisamente risvegliato da uno stato di trance” che non gli apparteneva. Quindi è incapace di intendere e di volere.

Ma l’accusa ha replicato: “Se ti scusi di qualcosa, vuol dire che ne sei cosciente, e che sai perfettamente cosa stavi cercando di fare”.
Il contrario di essere incapaci.

Inoltre tutto nei delitti parla di lunga programmazione, stalking, sopralluoghi e precauzioni per non essere catturato, come ad esempio procurarsi i copriscarpa, indossarli, nasconderli.
O la cronologia del pc.
Le vanterie con gli amici.
Tutte cose che fai nel pieno delle tue facoltà.

Gargiulo in aula durante il processo.




Il figlio 16enne di Gargiulo pochi giorni fa ha supplicato la corte che la vita del padre sia risparmiata, perchè ai suoi occhi “non è altro che suo padre, e ha bisogno di lui”.

In questi anni di detenzione e apparizioni in tribunale, padre e figlio si sono sempre mantenuti in contatto.

L’imputato si è fatto promettere più volte dal figlio adolescente che qualsiasi cosa succeda, “dovrà portare a termine gli studi e mostrare sempre rispetto nei confronti della madre”. Che uomo premuroso.





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