Liberato l’assassino di “Fargo”.

Richard Crafts: l’uomo che nel 1986, durante il percorso di un difficile divorzio, uccise la moglie e ne distrusse il corpo, facendolo a pezzi con una sega elettrica; buttandolo quindi dentro una sminuzzatrice per legname.


La vicenda ha ispirato (piuttosto liberamente: la questione è controversa) i fratelli Coen per il pluripremiato film “Fargo”, del 1996, e poi la serie tv.

Non ho trovato in nessun modo il trailer in italiano.




Ma la cronaca di questi giorni ci riporta alla realtà:
l’uxoricida è stato oggi rilasciato, con ben 20 anni di anticipo rispetto alla pena inflitta (che sarebbe stata di 50 anni, emessa nel 1990), a causa della buona condotta mantenuta in questi anni di carcere.

Crafts al momento dell’arresto.

Crafts era un pilota di aerei di linea, e la moglie, di origine danese, era un’ assistente di volo.

Dal matrimonio avevano avuto tre figli.

Dopo qualche anno però gli accessi d’ira e le aggressioni del marito nei confronti della donna si erano moltiplicati, uniti ad una serie di sfacciati tradimenti, minando definitivamente la riuscita coniugale.

Una sera, Ellen viene riportata a casa da una copia di amici, dopo un lungo turno di lavoro.
Da quel momento nessuno la rivedrà mai più.




Il giorno dopo, mentre una tempesta di neve flagellava la regione, Crafts si mise in macchina coi figli, per andare a trovare la propria sorella.

Sull’assenza della moglie diede via via una serie di spiegazioni contraddittorie: che era andata a trovare sua madre in Danimarca, che era da un amico nelle Isole Canarie, che non sapeva dove fosse.

La denuncia di scomparsa fu fatta dopo settimane.

Gli amici della donna erano a conoscenza del carattere violento dell’uomo: Ellen aveva più volte detto “se mi dovesse succedere qualcosa, non pensiate che sia stato un incidente”.




Ellen in compagnia del marito e dei figli, davanti all’albero di natale.



Gli inquirenti però, durante approfondite perquisizioni, avevano trovato tracce del suo sangue su una sega elettrica; e frammenti di ossa, una parte di dente (corona dentale), una falange completa di unghia, un pollice, 2.660 capelli biondi decolorati, persino un’etichetta col nome della donna, frammenti di pizzo di biancheria intima.
Il tutto mescolato tra le schegge di legno uscite da una cippatrice; macchinario che era stato noleggiato assieme alla sega elettrica poco tempo prima, dal marito.

Tra i recenti acquisti dell’uomo figuravano anche una coperta, un grosso frigorifero (che non era più presente in casa), e nuove lenzuola.

In effetti nella camera da letto della coppia mancavano alcune porzioni di moquette, vicino al letto.

Nonostante tutti gli accorgimenti del responsabile, questi non erano comunque bastati ad eliminare tutte le tracce di schizzi di sangue.





Ogni nuova tessera del puzzle portava gli inquirenti a comporre un quadro macabro, uscito dalla fantasia di un regista horror.
E invece era tutto vero.


L’ipotesi investigativa fu questa: Crafts ha colpito almeno due volte la moglie (a letto, addormentata, nel luogo più sicuro che potesse immaginare, a pochi metri dai propri bambini) alla testa, servendosi di un oggetto contundente, e macchiando lenzuola e pavimento di sangue.

Poi ne avrebbe trascinato il corpo fino al frigorifero, del quale si sarebbe liberato in un secondo momento.

Quando il cadavere era completamente congelato, l’uomo lo aveva fatto a pezzi con la sega elettrica, minimizzando lo spargimento di sangue.

Poi aveva portato i pezzi alla sminuzzatrice, e mescolandoli con della comune legna li aveva ridotti in segatura e minuscoli brandelli umani.



ll macchinario noleggiato.
Credit:Henry Lee’s Crime Scene Handbook.

In assenza di cadavere fu difficile per l’epoca fare una ricostruzione precisa per l’impianto accusatorio; fu addirittura tentato un esperimento, riproducendo il procedimento grazie al corpo congelato di un maiale.

In aiuto dell’accusa intervenne un odontoiatra forense, che stabilì senza dubbi che la corona dentale rinvenuta tra i frammenti fosse davvero proveniente dalla bocca della vittima.

Alcuni dei frammenti tessili e piliferi repertati.
Credit:Henry Lee’s Crime Scene Handbook.
Il frammento di falange con l’unghia.
Credit:Henry Lee’s Crime Scene Handbook.

Richard Crafts oggi ha 82 anni.
Per il momento è assistito, nel suo reinserimento nella società, da un programma di affiancamento per ex veterani.

Si è sempre dichiarato innocente.

Richard Crafts viene scortato ad una delle udienze.

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