Perchè il Golden State Killer colpiva coppie.


Seguo la vicenda del GSK da prima del suo arresto, visto che è stato “il peggior criminale della California”, e che attaccava e uccideva coppie (cosa interessante per chi si interessa del Mostro di Firenze).

Il soggetto è stato arrestato solo due anni fa, proprio pochi giorni dopo la trasmissione dell’ultimo episodio di una serie tv a lui dedicata.
Quando la realtà supera la fantasia.



Aspettavo a scriverne un post esaustivo perchè il killer è tutt’ora sotto processo, ma le cose stanno andando per le lunghe.
Siccome in USA ci sono molte persone che celebrano l’anniversario della sua cattura, ciclicamente in questo periodo i giornali tornano a riempirsi di foto, e occasionali (pochi) aggiornamenti.



Gira voce che Joseph DeAngelo “si stia lasciando morire” (il suo peso è quasi dimezzato, si rifiuta spesso di mangiare).



Tuttavia di recente il suo avvocato ha reso noto che il suo assistito è disposto a dichiararsi colpevole, pur di evitare la pena di morte.

I parenti delle vittime, e le vittime tutt’ora in vita, sono decisamente scontenti di questa scappatoia, perchè a quanto pare dichiararsi colpevole porta ad una sorta di rito abbreviato, durante il quale l’imputato può evitare di spiegare alcunchè circa i delitti.


Anche da punto di vista criminologico questo “capitolo finale” lascia un po’ contraddetti.
Infatti questo assassino seriale ha rappresentato un mistero, un rompicapo- per oltre 40 anni.

Addirittura qualcuno avanza sospetti circa una possibile responsabilità (almeno in alcuni episodi) del fratello di DeAngelo, che assomiglia tantissimo ad alcuni degli identikit:





Questo criminale ha cambiato zona geografica, tipologia di vittime, armi, modus operandi, e non ha mai lasciato la minima traccia che fosse utile a ricondurre ad un nome.
Mai un’impronta, mai un passo falso.

Il motivo della sua imprendibilità -oggi lo sappiamo- era che si trattava nientemeno che di un esperto Marine (veterano del Vietnam), e inoltre di un poliziotto.

Foto di DeAngelo affiancate a vari identikit.
Nonostante tra di loro le ricostruzioni non si assomigliassero, è impressionante come esistano foto della stessa persona, seppure diverse, che si adattano ad ogni ricostruzione grafica.



E non era un poliziotto qualunque: in particolare era uno esperto in intrusioni domestiche: aveva fatto un corso di specializzazione sull’individuazione dei punti deboli degli edifici, e dei sistemi di sicurezza.





Dopo aver acquisito queste competenze, formato a dovere, aveva deciso che poteva metterle a frutto a suo proprio vantaggio.

Aveva cominciato quindi ad introdursi e svaligiare le case della sua zona ( praticamente dei suoi vicini), in un quartiere del tutto rispettabile.

Rubava di tutto, monete antiche, gioielli, pellicce, servizi da tè.



Successivamente, dopo aver traslocato con la famiglia in un’altra zona, ha cambiato obbiettivo e attività, facendo una specie di salto nell’efferatezza: ha cominciato infatti a stuprare.

Si presentava a casa di donne sole, spesso già nudo dalla cintola in giù (ma con le scarpe), a volto mascherato.

In almeno un caso ad un testimone sembrò che avesse con sè un cane; in alcuni casi, che arrivasse e ripartisse con una bicicletta.

Un identikit ricostruito in base alla testimonianza di una bambina di 6 anni che lo vide entrare in un appartamento.



La cosa che lascia stupiti (o forse no…) è che tutte le vittime che hanno potuto raccontarlo, ricordano come il pene dell’aggressore fosse di dimensioni particolarmente ridotte.

Come se tutto il contorno di minacce, violenza psicologica e terrore fosse una sorta di compensazione per la propria inadeguatezza sessuale (il soggetto telefonava a casa della donna stuprata anche per anni, sussurrando minacce di morte, e godendo della paura della vittima).



Una delle vittime ha accettato la richiesta dell’FBI di mantenere il suo numero telefonico e registrare le telefonate, nella speranza che lo stupratore continuasse a chiamarla, auspicabilmente commettendo qualche passo falso.
Non si è mai riusciti a risalire all’origine delle telefonate, ma in una di queste si sentiva in sottofondo la voce di una donna e una ragazza che parlavano.
Questo aveva fatto inizialmente pensare che chiamasse da casa propria, dove viveva con moglie e figlia.

La foto e la notizia del matrimonio


Anche se col senno di poi la speculazione era corretta, lo era per puro caso: le voci in sottofondo erano quelle di un film (che stava guardando mentre telefonava alla vittima).

In questo video sono state montate le immagini dello spezzone del film sull’audio registrato della telefonata, come potete vedere coincidono perfettamente:




Parte delle sue imprese era influenzata dal feedback che aveva dai giornali, che leggeva e controllava: quando i media hanno evidenziato come “lo stupratore seriale scegliesse donne sole, indifese”, si è sentito ferito nell’orgoglio, come se gli avessero dato del vigliacco: ha iniziato quindi a cercare coppie di persone sposate.



Dopo l’ultima aggressione ad una coppia, quando DeAngelo ormai era più che 40enne, la vittima maschile è riuscita a reagire- e quasi ad avere la meglio in un corpo a corpo con l’assalitore.

Questo deve aver minato il suo ego, la sua fantasia, al punto che ha scelto di fermarsi.

Solo molti anni dopo ha scelto di colpire ancora- stavolta scegliendo una ragazzina (sola e decisamente più debole e indifesa rispetto ad una coppia di adulti).




Le sue fantasie e i suoi modus operando quindi sono stati influenzati da una moltitudine di fattori: l’opportunità (conoscenze tecniche e professionali), l’orgoglio sminuito dalla stampa, la reazione delle vittime, e anche dal rancore e dalla frustrazione del licenziamento.

Infatti è solo dopo essere stato buttato fuori dalla polizia che ha iniziato anche ad uccidere (intendo uccidere con regolarità, perchè qualche omicidio lo aveva fatto anche prima. Non con modalità “seriali”, diciamo. Va tenuto conto che attualmente è ancora sotto processo, non parla, e molte cose il pubblico non le conosce con assoluta certezza).







Fino all’utilizzo del DNA, nessuno aveva idea che tre criminali distinti fossero in realtà la stessa persona.

Anche perchè il “Visalia Ransaker” (che si limitava a rubare), appariva basso, grassoccio, coi capelli chiari; mentre il GSK che uccideva e stuprava aveva i capelli scuri, era magro e slanciato.
Invece si trattava sempre di DeAngelo, che era semplicemente dimagrito.



(Si sospettano anche ulteriori casi, ancora diversi: furti in un complesso residenziale per i quali però non fu conservato alcun profilo genetico.
DeAngelo potrebbe essere l’unico nome dietro a ben sei diversi criminali).



Durante la sua attività -di ladro e stupratore di notte, di agente rispettato di giorno- era così sicuro di se stesso da essere uscito da un ferramenta con un martello e un repellente per cani, senza pagare.
Mentre indossava la divisa, come se tutto gli fosse dovuto, e come se si sentisse al di sopra della legge.

Invece il commesso lo aveva denunciato.

Il suo buon nome e la sua reputazione, di fronte al fatto compiuto, nulla avevano potuto al cospetto dei suoi colleghi e superiori.

Cacciato dal corpo di polizia. Un’umiliazione pazzesca.





Divenuto meccanico dei camion di un grande magazzino locale, mestiere che manterrà senza problemi per decenni, lo manterrà senza problemi fino al pensionamento, avvenuto giusto pochi mesi prima di essere arrestato.


Probabilmente DeAngelo ha iniziato ad uccidere per soffocare la frustrazione sociale e l’onta di esser stato licenziato dalla Polizia.
La moglie oltretutto era un avvocato divorzista di successo: il divario professionale deve essergli pesato.

un ingrandimento può essere visionato qui.
L’infografica è in continuo aggiornamento.




Come ho già detto, inizialmente colpiva soprattutto donne sole, che vivevano al massimo magari con dei figli; oppure ragazzine.
C’è un sospetto circa un tentato stupro o rapimento della figlia minorenne di un suo collega.

Collega che è stato ucciso dall’aggressore, mentre tentava di proteggere la ragazzina.



Dobbiamo tenere conto che la tipica villetta americana di quelle zone ha finestre facili da scavalcare, e introdursi a casa di chiunque non era difficile.

Il fatto che un intruso fosse riuscito ad introdursi a casa di un poliziotto creò un panico diffuso, assieme al moltiplicarsi di episodi e all’apparente imprendibilità del soggetto.

Quando i giornali hanno iniziato ad alzare l’allarme sociale, ad invitare le donne “a non restare da sole di notte” perchè uno stupratore cercava donne sole in casa, come dicevamo lui probabilmente si è come sentito dare del codardo, e ha iniziato a cercare deliberatamente coppie.

Nello specifico, mariti e mogli.
Un rivale maschile col quale confrontarsi, da sconfiggere, insomma.



Ma non solo: metteva in atto una vera e propria scena, nella quale lui si doveva “battere” con l’avversario maschile, avere la meglio, e quindi torturarlo psicologicamente: lasciandolo legato, ventre a terra, impilando sulla sua schiena piattini di ceramica.
“Se muovi un muscolo ti sento, e ammazzo tua moglie”.



A questo punto separava la donna dall’uomo, la portava nella stanza accanto, la stuprava, godendo del terrore di lei e del compagno che doveva sentire le urla dalla stanza accanto, impotente.

Poteva fermarsi in casa con le vittime per alcune ore, stuprando ripetutamente la vittima femminile e fermandosi di tanto in tanto per fare uno spuntino.
Molte vittime sopravvissute hanno testimoniato come andasse in cucina a prendersi un po’ di avanzi di tacchino dal giorno del ringraziamento, o un po’ di frutta. E poi ricominciasse a torturare come se nulla fosse.



Il ricercare e il mettere in atto una scena così particolare ha fatto scervellare i profiler per decenni.

Alcune vittime sono state deliberatamente ferite ad un orecchio.
C’è l’ipotesi che si trattasse di una firma precisa, inventata per rivendicare lo stupro: i giornali infatti lo avevano battezzato “East Area Rapist” (E.A.R., come “orecchio”).





Solo una volta trovato il responsabile grazie al DNA sono arrivate le risposte.

Joseph DeAngelo durante l’infanzia assistette allo stupro della sorella.

All’epoca erano tutti e due nient’altro che bambini, abituati a fidarsi degli adulti.

Vivevano in una base militare, per via del lavoro del padre.

Due soldati un giorno trovarono i due bambini da soli, che giocavano incustoditi- e non ebbero idea migliore che stuprare la piccola, minacciandoli entrambi se avessero parlato.

Sappiamo poco, ma il piccolo Joseph deve aver sentito le urla della sorella, paralizzato dal terrore, temendo che se avesse fatto qualcosa sarebbero stati uccisi entrambi.
Starsene immobile e zitto, subire nella mente lo stupro della sorella, secondo dopo secondo, combattuto tra la necessità di aiutarla o scappare -e sapere di non poter fare nessuna delle due cose- deve essere stato terribile.

Più tardi, quando i genitori scoprirono cosa era successo alla bambina -traumatizzata fisicamente e mentalmente- nulla da parte loro fu fatto.
Non denunciarono, non presero provvedimenti.
Peggio: in casa non se ne poteva assolutamente parlare.

Così, invece che usufruire di un sostegno psicologico, o almeno di assistere ad una punizione dei colpevoli, Joseph ha dovuto cavarsela da solo, con la sua mente di bambino.
E ha elaborato a modo suo. Nel modo peggiore.

Ha sessualizzato il trauma, e decenni dopo lo ha rimesso in atto su sfortunate coppie sconosciute, decine di volte.




Il suo modo di sopravvivere a quella esperienza è stato quello di ridistribuire i ruoli.
Lui non era più lui il bambino terrorizzato, adesso.
Lui, questa volta, era il militare che stuprava il corpo di una femmina inerme, e la dignità di chi avrebbe dovuto difenderla.

La sua vicenda ci insegna che un serial killer (o uno stupratore seriale) non sono incapaci di scegliere o di controllarsi, quando agiscono nella loro catena di orrori.

Lui non ha cominciato stuprando, ma rubando- probabilmente per riavere qualcosa di cui si sentiva privato, ma che gli spettava “di diritto”.

Solo dopo ha cominciato a stuprare- donne sole.

Infine ha ricreato quel teatro dell’orrore, attingendo dai suoi ricordi, sulla spinta dei giornali.

E poi ad un certo punto ha smesso di delinquere.
Semplicemente, senza problemi, perchè ha deciso così.

Smettendo di saccheggiare, stuprare e ammazzare DeAngelo ha avuto molto più tempo per dedicarsi alla pesca.






Alcune frasi di questo post sono la trascrizione di quanto detto dal massimo esperto del caso, Paul Holes, che è stato uno degli inquirenti che indagarono sulle oltre 100 invasioni di domicilio con furto, più di 50 stupri e almeno 13 omicidi tra il 1976 e il 1986 ad opera di DeAngelo:



“Perchè ha smesso di colpire?”

“Durante l’ultimo attacco si è spaventato.
Si è trovato in un corpo a corpo con la vittima maschile, che era atletico, e probabilmente -nonostante la sua calcolata posizione di vantaggio, se l’è vista brutta.
Inoltre aveva 41 anni a quel punto, un’età che per questo tipo di predatori è alta.”


(Nota a margine: per quanto mi riguarda, ogni considerazione circa questa vicenda può essere applicata anche al Mostro di Firenze).


Ho ancora altro materiale da parte circa le dichiarazioni della sua fidanzata storica, le presunte lettere e mappe attribuite al GSK, le cose che ha detto ad alcune vittime che ha lasciato in vita e così via, cose che posso riassumere in un prossimo post, se a qualcuno interessa.

Del GSK abbiamo già parlato qui.





8 comments

  1. Ho scoperto per caso questo sito. Molto ben fatto e documentato benissimo. Ottimo lavoro. Con calma mi leggerò tutto. Le considerazioni sul mostro di firenze le ho pensate anch’io prima di leggerle. Bravi

  2. Hopper1940 volevo chiederti se per caso hai in programma di dedicare un articolo al caso Black dhalia.

    • davvero, anche me. Ed è una di quelle storie dove si è detto tanto, ma molte cose sono inventate o sbagliate. Più cerchi di capire dove stia la verità, e più ti avvicini alla persona di Beth, sembra di conoscerla. Realizzare quanto fosse una persona qualunque, con i suoi problemi e le sue debolezze, fa ancora più male.

  3. E’ il mio nuovo sito preferito, grazie, tutto curato bene e dettagliato. Lo leggo spesso e volentieri, per gli appassionati e’ un buon punto di riferimento. Conosciuto soprattutto per gli aggiornamenti inerenti al GSK, che storia.

    • Ti ringrazio Marco, sapere che quello che scrivo è apprezzato mi fa molto piacere, spero di continuare a trovare informazioni interessanti, a presto!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *