Swirl Face è tornato in libertà.

Molti di voi ricorderanno l’appello dei media diffuso oltre 10 anni fa, mi sembra che ne parlò anche Chi l’ha Visto.

La polizia tedesca aveva rinvenuto centinaia di foto pedopornografiche (presumibilmente in possesso di un altro pedofilo).
Non c’era alcun modo di risalire a chi le avesse scattate, evidentemente all’estero, in presenza di bambini asiatici.

E’ stata la prima volta che l’Interpol ha chiesto aiuto a livello mondiale.

L’appello è stato ripreso e pubblicato da tutte le tv e i giornali del mondo, raggiungendo un livello di visibilità mai visto prima.



L’intento di tale appello era quello di identificare un pedofilo violento che aveva diffuso foto pedopornografiche nel quale lui stesso era ritratto, ricorrendo allo stratagemma di travisare la propria immagine grazie ad un effetto grafico digitale.

Il criminale divenne noto proprio per questa “spirale” come “Swirl Face”.

Effettivamente nessuno riusciva a riconoscerlo, fino a quando degli specialisti informatici tedeschi non sono riusciti a “girare” la spirale nel senso opposto, restituendo al volto del pedofilo un’immagine riconoscibile.



Cosa che infatti si è verificata nel giro di pochissimi giorni: il soggetto era il canadese Christopher Paul Neil, un uomo sulla quarantina con precedenti condanne per pedofilia, comportamenti osceni e abusi sia in Canada che in Thailandia, dove è stato effettivamente arrestato nel 2007.



In Thailandia l’uomo ha vissuto in totale per 15 anni, svolgendo l’attività di insegnante di inglese.


Nonostante il soggetto sia definito come “ad alto rischio di recidiva per reati sessuali violenti”, responsabile anche del reato di rapimento di minore, Neil tre anni fa ha già finito di scontare la sua pena, tra la detenzione in Thailandia e la successiva estradizione in Canada- ed è tornato in libertà, nella città di Vancouver.




Tenuto conto della collaborazione (si è dichiarato colpevole di alcuni capi d’accusa) la pena di 5 anni e mezzo gli è stata ulteriormente ridotta a un anno e qualche mese.




Le autorità rassicurano che la libertà di Neil è soggetta ad alcune restrizioni: ad esempio non può avere accesso a internet, non può avvicinarsi a scuole e parchi giochi frequentati da minori, nè avere alcun contatto con minori di 16 anni.

C’è da chiedersi in quale modo lo si potrà sorvegliare 24h/24.



Domanda che paiono essersi poste anche le autorità responsabili, visto che in pratica “invitano i cittadini a contattarli in caso vedessero il Signor Neil infrangere le limitazioni alle quali è sottoposto”.


Precauzione vuole quindi che venga diffusa anche una foto più recente del soggetto.



Un interessante post sul procedimento digitale utilizzato per restituire le sembianze il volto si trova qui, assieme a qualche foto meno diffusa: https://matzjb.se/2015/07/26/deconstructing-swirl-face/

A me francamente non sembra nè pentito, nè che abbia almeno adottato un basso profilo.

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