Denise Pflum: svolta in un caso di scomparsa di 34 anni fa.

Il piccolo Joey nel 1986 aveva 7 anni .

Ogni volta che andava a fare la spesa con la mamma vedeva degli strani cartelli attaccati dappertutto: vicino alle casse, nella porta di entrata e in quella di uscita.

Su questi volantini era ritratta una bellissima ragazza, assieme ad altre persone, e persino da piccola, poco più che bebè.

E quando Joey accompagnava il papà in edicola, o passando davanti alle fermate dell’autobus… vedeva sempre quei poster, quelle foto.

Il bambino non capiva, e chiedeva spiegazioni.
E’ Denise Pflum. E’ scomparsa. Nessuno sa dove sia andata.



Quella risposta semplice, chiara, ma che lo lasciava sempre insoddisfatto.
Come poteva essere semplicemente sparita? Dov’era adesso?

Non sapeva che le stesse domande tormentavano anche gli adulti- ancor più ferocemente, anche se non lo davano troppo a vedere.





Forse Joey ne ha parlato anche coi compagni di scuola.
Le foto le hanno messe anche alla banca. Chi la ritrova avrà una ricompensa!” qualcuno avrà detto.

Ma forse Joey non ci pensava, ai soldi. Forse ha pensato solo a questa ragazza sorridente, questa Denise, la sera, prima di addormentarsi.
Ogni sera infatti, per giorni, Joey ha sentito dalla tv qualche breve notizia sulle indagini, mentre era a tavola con la famiglia, e ha ascoltato i commenti dei genitori, ha percepito la loro preoccupazione perchè tutti per qualche secondo facevano silenzio.

Questa strana scomparsa aveva veramente allarmato tutta la comunità.

Una fase delle ricerche.





Joey, nonostante fosse ancora un bambino delle elementari, aveva persino voluto accompagnare i suoi nonni a fare dei giri in auto, lungo le strade di campagna, sperando di trovare qualche indizio utile, se non addirittura di trovare Denise, viva e vegeta, possibilmente.

Ma niente, la ragazza era come evaporata.






Denise, 18 anni, una sera era andata ad una festa che si svolgeva in campagna, in una fattoria: centinaia di suoi compagni di scuola e altri amici avevano organizzato un grande falò con musica e divertimenti, per stare in compagnia.

Era il Venerdì Santo, quello prima di Pasqua, quindi un weekend lungo, in quell’inizio di primavera che sarebbe stata la loro ultima, vissuta da liceali.



Appena la festa era terminata, la ragazza si era avviata verso casa con la propria auto.
Una volta giunta a casa, dove viveva coi suoi genitori, si era accorta però di aver dimenticato la borsa alla fattoria.
Una seccatura: troppo tardi per tornare indietro a prenderla, ci avrebbe pensato la mattina dopo.

E così aveva fatto: la mattina dopo si era rimessa in auto, pensando a cosa dire al proprietario della fattoria dove si era svolto il falò, sperando che nessuno se la fosse portata via.
Dunque Denise era uscita di casa, ma il proprietario della fattoria non l’aveva mai vista arrivare.

Denise era semplicemente sparita lungo la strada.



La sua macchina era stata ritrovata su una via di campagna, proprio tra casa sua e il luogo della festa.

Nessun indizio che potesse far pensare ad un delitto, a un rapimento, ma neanche si trovava un modo e un motivo nella sua vita che potesse averla spinta ad abbandonare tutto così, di punto in bianco.



L’unica piccola ombra sulla sua giovane vita era che aveva solo rotto col suo fidanzato poco tempo prima, dopo tre anni assieme, che da adolescenti sono davvero tanti.
Ma per il resto la sua vita sembrava assolutamente normale, anzi, particolarmente serena e soddisfacente.

Come racconta la madre, dopo la rottura col fidanzato Denise aveva cominciato a socializzare di più con i coetanei, si stava aprendo a nuove conoscenze e non appariva affatto depressa o in difficoltà, socialmente parlando.

Era una brava studentessa, stava per diplomarsi e iscriversi all’ Università di Miami: sicuramente avrebbe avuto un brillante futuro di fronte a se.
Oltre ad amare la pallavolo e il basket, Denise avrebbe voluto specializzarsi in microbiologia, e diventare una scienziata.





Il piccolo Joey guardava quel viso, bellissimo, sorridente ma avvolto nel mistero di mille ipotesi- una più brutta dell’altra.

E decideva, giorno dopo giorno, sempre più fermamente, che da grande sarebbe diventato un poliziotto.
Che avrebbe svelato quel mistero.



E così è stato, a quanto sembra.
Nonostante diversi sceriffi e dipartimenti si siano ripetutamente interessati alla vicenda, solo negli ultimi giorni sembra esserci stata una vera svolta.



34 anni, ci sono voluti.
Ma Joey Laughlin, ora 41enne, è davvero divenuto Sceriffo della contea di Fayette, e ha potuto dichiarare pubblicamente di avere finalmente arrestato una persona in relazione a quella scomparsa.
Il sospetto è di sequestro e omicidio volontario.



La persona imputata è Shawn M. McClung, proprio il ragazzo che era stato fidanzato con lei fino a poco tempo prima della scomparsa.

Detenuto oggi per altri reati, tempo fa aveva rilasciato dichiarazioni assicurando che “Denise era ancora viva”.
Sul perchè lui ne fosse a conoscenza e come potesse provarlo, era stato molto evasivo.

Pochi giorni fa però ha confessato di averla uccisa, in quel marzo di tanti anni fa.
Deve aver fornito particolari decisivi per risultare attendibile e far scattare il provvedimento, in assenza di prove tangibili.

Denise e Shawn si erano conosciuti per caso, su un autobus che li portava la mattina a scuola.
Lei aveva solo 15 anni: era stata la prima cotta, anzi il suo primo amore.

Aveva cominciato a svegliarsi prima la mattina, sperando di incontrare quel ragazzo sullo stesso bus.

Lui era 3 anni più grande di lei, frequentava un altro giro di amicizie, e a lei non sembrava vero di poter mettere un piede in quel mondo “di grandi”.

Shawn a volte andava a prenderla guidando l’auto del padre- lo stesso modello e colore che guidava anche il padre di Denise.

Erano stati fidanzati per tre anni, andando assieme ai balli scolastici e condividendo molte esperienze assieme, come documentano le foto che li vedono letteralmente crescere, scatto dopo scatto.





Ho letto dichiarazioni di persone che si dicono bene informate, secondo le quali McClung, che negli anni ha sposato una donna e ne ha adottato la figlia, sarebbe oggi affetto da un cancro al fegato allo stadio terminale.
Forse per questo si è deciso a confessare. Ma non sono notizie ufficiali.

Sempre voci di corridoio dicono che l’ex fidanzato era stato il principale sospettato all’epoca, e che la famiglia di Denise sospettava proprio di lui- ma in assenza di prove concrete non era mai stato indagato realmente.

Mette i brividi constatare che le foto sui volantini relativi alla scomparsa ritraggono proprio Denise abbracciata al suo (presunto) assassino.

O forse è stata una scelta precisa della famiglia della ragazza: avendo dei sospetti, speravano che qualcuno avesse assistito ad una scena significativa, passando in auto accanto a quella di Denise, accostata lungo la strada.
Magari non avevano visto in volto lei, ma potevano riconoscere lui.






Lo sceriffo Laughlin a dirla tutta sospetta che possano esserci anche altre persone coinvolte nel sequestro e omicidio, e per questo invita chiunque sappia qualcosa a farsi avanti, “prima che arriviamo noi da voi“.

La prima udienza per McClung è prevista per il 5 ottobre 2020.


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